Copertina di Graham Parker The Mona Lisa's Sister
sylvian1982

• Voto:

Per appassionati di rock d'autore, cultori della musica britannica anni '80, fan di elvis costello e joe jackson, amanti delle ballate intense e del pub-rock
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LA RECENSIONE

Graham Parker rappresenta assieme a Elvis Costello e Joe Jackson una delle figure di maggior spessore di un certo rock d'autore d'oltremanica. Meno nevrotico e beat dell'occhialuto emulo di Buddy Holly, meno sofisticato e ricercato dello spilungone di Portsmouth, lo si potrebbe idealmente collocare a metà strada fra i due. Partito, come i suoi due conterranei, negli anni settanta proponendo una sorta di pub-rock virato punk poco incline ai compromessi del mercato discografico, ha sviluppato nel decennio successivo una maggiore attitudine verso una più convenzionale canzone d'autore senza peraltro mai scadere nel manierismo.

Il successo commerciale nemmeno sa cosa sia, tant'è che questo album realizzato nel 1988, giunse a distanza di tre anni dal precedente, in verità deludente, "Steady Nerves", dopo che la sua casa discografica (la Elektra) lo scaricò per il pesante passivo accumulato. Accasatosi alla RCA, non senza fatiche e traversie, si ritrovò praticamente a dover gestire un budget ridicolo per realizzare quello che risulterà essere il suo disco più convincente del decennio se non il suo migliore in assoluto. L'etichetta di eterno perdente non riuscirà a staccarsela nemmeno stavolta, ma il disco tiene botta e riversa sull'ascoltatore una serie di splendide ballate alternate ad altri brani dal piglio più nervoso ed immediato.

Non deve trarre in inganno l'indole cantautorale che lo contraddistingue, poiché molti appassionati di musica collegano questa figura al depresso (e deprimente) di turno che ci ammorba, munito d'immancabile chitarra classica, con tediose liriche, piatto forte se non esclusivo delle proprie composizioni. A tal proposito si ascoltino brani come "Don't Let It Break You Down", "Ok Hyeronymus", "Get Starded Start A Fire" e "Back In Time" per fugare ogni dubbio al riguardo. Certo non mancano i momenti più intimisti come nella sognante "Blue Highways" dal sapore vagamente Sprigsteeniano oppure nell'autoironica "Success" che sembra uscire da una Cadillac anni cinquanta. "I'm Just Your Man" invece rappresenta la classica ballata per antonomasia sostenuta da una lieve, ma presente, sezione ritmica e da una chitarra elettrica placcata anni sessanta. In chiusura un omaggio a Sam Cooke con una struggente versione di "Cupid", una delle tracce più famose lasciate in eredità da uno dei padri fondatori del soul. Un disco del 1988 ma che poco ha da spartire con i controversi anni ottanta.

Graham Parker dopo questo lavoro continuerà a celarsi dietro ai suoi occhiali scuri ben conscio del fatto che la ribalta non gli appartiene e sfornerà ancora qualche disco degno di menzione fino ad eclissarsi quasi definitivamente vittima di un music-business spesso ingrato con i meritevoli, ma beffardamente generoso con figure immonde.

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Riassunto del Bot

La recensione esamina The Mona Lisa's Sister di Graham Parker, definendolo il miglior disco del cantautore negli anni '80. Nonostante un passato di scarso successo commerciale e difficoltà con le etichette, Parker dimostra grande qualità musicale, alternando ballate intense a brani più decisi. L'album si distingue per il suo carattere autentico e lontano dalle tendenze tipiche degli anni '80. La critica lo considera un lavoro imperdibile per gli amanti del rock d'autore.

Tracce video

01   Don't Let It Break You Down (03:34)

02   Under the Mask of Happiness (03:34)

03   Back in Time (03:27)

04   I'm Just Your Man (03:44)

05   OK Hieronymus (04:16)

06   Get Started, Start a Fire (05:09)

07   The Girl Isn't Ready (03:33)

08   Blue Highways (02:37)

09   Success (03:49)

10   I Don't Know (02:48)

11   Cupid (02:30)

Graham Parker

Cantautore e chitarrista inglese, emerso nella scena pub rock a metà anni ’70, noto per la scrittura tagliente e l’energia live. Ha pubblicato album fondamentali come Squeezing Out Sparks e ha spesso suonato con la band The Rumour.
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