Gravenhurst è il nome d'arte di Nick Talbot, cantautore inglese associato a una forma di folk minimale con venature ambient e indie, spesso collegato alla scena di Bristol e pubblicazioni su etichette come Warp.

Nei testi e nelle interviste emergono riferimenti a influenze come Velvet Underground, Richard Thompson e Low. Talbot ha lavorato con musicisti come John Parish e ha registrato parte dei lavori nei ToyBox studios a Bristol. Alcuni album discussi nelle recensioni includono Flashlight Seasons, Black Holes In The Sand e Fires In Distant Buildings.

Le recensioni raccolte evidenziano un suono acustico e notturno, spesso descritto come folk contaminato da atmosfere ambient. I testi raccontano dolore e memoria con grande semplicità. Album spesso consigliati: Flashlight Seasons, Black Holes In The Sand e Fires In Distant Buildings. Collaborazioni e legami con la scena di Bristol emergono nei testi.

Per: amanti del folk minimale, ascoltatori di atmosfere intime e malinconiche, fan della scena indie/ambient di Bristol.

 "Si sta facendo scuro e ho un fantasma che mi accompagna a casa" canta Nick Talbot in "The Diver" e forse non è proprio questo che Dan intendeva ma "Flashlight Seasons" sarebbe il mio disco dell'anno se non fosse per qualche mese d'anticipo: è più triste di ogni altra cosa giri nel mio lettore e più forte di orde di eroi tornati a riscaldarmi il cuore quando avevo girato le spalle.

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 Pezzi da ascoltare e riascoltare: "Fog Around the Figurehead" -ovvero- come sentirsi malinconicamente sognanti senza piangersi addosso come sfigati in seconda liceo, e "Hopechapel Hill", la luce "armonica" in fondo al tunnel.

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 Colonna sonora perfetta per fare l'amore davanti ad un fuoco acceso.

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