C’è chi balla la polka e chi balla la mazurka…

Chi ha visto cose però balla con la scopa: i pazzi, gli ubriachi, i cazzoni senza speranza...

Beh, sti Green Fingers LTD non fanno eccezione.

Di sicuro son gentaglia della peggior risma, ma mi han salvato dal torpore psych folk, un male che ritenevo oramai quasi incurabile...

Sarà che il fanciullo post punk ogni tanto pretende la sua briciola.

Sarà che da qualche parte ho letto: “gli attori del teatro dell’assurdo di Tbilisi dopo peripezie innumerevoli han dato alla luce il loro primo disco”, parole, ne converrete, alle quali è difficile resistere…

E poi questi son georgiani come quel sette che giocava al Napoli e saltava sempre l’uomo. Del resto lo salta anche adesso che ha tradito...

E, tutti lo sanno, chi dribbla è meglio anche del dieci. E cavolo se dribblano questi!

I saputi li etichettano come egg punk, una definizione che, si, promette bene, solo che poi che cavolo vuol dire? Meno male che in questi tempi moderni le risposte arrivan subito!

E tosto mi vien detto che l’egg punk è “un micro-genere caratterizzato da uno stile lo-fi, ritmi frenetici, testi surreali o satirici e un largo uso di synth economici”, parole che effettivamente descrivono piuttosto bene sta robina qui...

Aggiungi un vocione cattivo da orso buono e il fatto che in quindici minuti, tale è la durata di questo mini album, son saltato tre volte dalla sedia…

Certo, è anche vero che il vocione a volte copre troppo la magica scombiccheratezza dei suoni, ma, ecco, direi che non fa niente…

Poi, ovvio, questi son di quelli che, amando troppo il mondo, ci sputan sopra. Del resto non fate così anche voi?

Trallallà..

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