Copertina di Grimes Miss Anthropocene
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Per appassionati di musica elettronica e pop, fan di grimes, critici musicali, ascoltatori interessati a concept album e tematiche ambientali
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LA RECENSIONE

C'era grande attesa per il nuovo album dell'artista canadese arrivato dopo ben 6 anni. Con la sua carriera iniziata nel 2010 , partendo dalle atmosfere quasi ambient e "riverberate" degli esordi, passando per il dream pop elettronico (facendo propria anche la lezione dei Cocteau Twins) e affinando l'aspetto più smaccatamente pop, senza rinunciare alle origini, dell'ottimo "Art Angels", ci aveva abituato ad album originali e sempre di alta qualità, che lasciavano ben sperare per il futuro della poco più che trentenne Claire Boucher, un artista a tutto tondo tanto da curare lei stessa produzione e videoclip delle sue uscite.
Questa volta torna con un concept-album sul riscaldamento globale e si fa aiutare da altri produttori come Dan Carey e la sua inseparabile amica Hana, il risultato però, tralasciando l'ottimo lavoro dal punto di vista meramente tecnico, non è quello sperato. Diciamolo subito, si tratta di un album appena sufficente in cui lei ripercorre la sua carriera tanto da sembrare a tratti una brutta copia di se stessa in alcune delle tracce ("New gods" e "Before the fever"ad esempio), dico a tratti perchè parliamo di un album di alti e bassi riuscito a metà, una parte con il difetto sopracitato e un altra con pezzi abbastanza riusciti fra tutti "Violence" che però qualitativamente rimane una spanna sopra le altre composizioni. Poi ricordiamo che se si gioca con il pop e l'orecchiabile finire nel banale-scontato è un attimo, anche se lo condisci baroccamente di sample di chitarra ed elettronica e delay come succede in "You'll miss me when I'm not around". Peccato per l'esclusione del singolone "We appreciate power" presentato come anticipazione ed inspiegabilmente incluso solo nell'edizione giapponese, avrebbe alzato il livello qualitativo di un album che tuttavia scorre ma se volessi ascoltare un suo album senza dubbio pescherei solo dai precedenti.
Da persona che ha apprezzato molto la sua carriera finora, rimango un pò con l'amaro in bocca trovandomi al cospetto di una traccia bella, 3-4 carine e il resto da evitare ed è per questo che il voto è da vedersi come un 2 che oscilla sul 3. Che abbia perso l'ispirazione trasformandosi da anticapitalista a fidanzata Elon Musk? Ai posteri l'ardua sentenza.

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Riassunto del Bot

Il nuovo album di Grimes, 'Miss Anthropocene', arriva dopo 6 anni di attesa con un concept sul riscaldamento globale. Nonostante il buon lavoro tecnico e alcune tracce riuscite come 'Violence', l'album risulta spesso una versione poco ispirata della sua precedente produzione. L'esclusione del singolo 'We Appreciate Power' penalizza ulteriormente il risultato finale. Nel complesso, un lavoro a metà che delude chi ha apprezzato la carriera passata dell'artista.

Grimes

Grimes è la musicista canadese Claire Elise Boucher: autrice, produttrice e visual artist. Ha unito pop ed elettronica sperimentale in album come Visions (2012), Art Angels (2015) e Miss Anthropocene (2020), pubblicati da 4AD.
06 Recensioni

Altre recensioni

Di  ZiOn

 "Miss Anthropocene è un’opera complessa che interpreta alla perfezione i tempi attuali, caratterizzati da devastazione, pessimismo e sconforto."

 "Grimes si fa portavoce folle e visionaria, offrendo chiavi per capire il presente e tracciare inquietanti scenari futuristici."