Copertina di Gwen Stefani The Sweet Escape
Vivis

• Voto:

Per appassionati di pop e musica commerciale, fan di gwen stefani e dei no doubt, ascoltatori critici di album pop e dance
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LA RECENSIONE

La blond girl ci riprova di nuovo e lo fa con una "dolce fuga" non troppo riuscita...

Se il precedende "L.A.M.B." aveva divertito con i suoi singoli accattivanti, i video originali e sexy e le melodie sempre spiritose e sapientemente mixate dai vari Pharrel di turno, il secondo album in studio risulta una copia in chiave eccessivamente e sdolcinatamente zuccherata del disco d'esordio. Forte e sicura di collaborazioni importanti più disparate e dai nomi altisonanti come Tim Rice-Oxley dei Keane al piano ("Early Winter"), Akon che presta la voce e la produzione in "The Sweet Escape", il solito Pharrel con i suoi Neptunes ("Wind It Up") e udite udite Martin Gore con la sua chitarra in "Wonderful Life", forse non si è accorta dello scarso risultato finale. Un risultato che ha ben presto preso le sembianze di un disco inutilmente pretenzioso e plasticamente vuoto come il suo nuovo look da copertina: troppo patinato.

Le sonorità rimangono quelle più danzerecce tipicamente hip-hop anni 80 con incursioni elettroniche più svariate vedi le varie "Yummi" e "Break It Up" nelle quali la Stefani ci sguazza che è un piacere o in "Wind It Up" dove addirittura è alle prese con i coretti alpini campionati dal musical "tutti insieme appassionatamente"... (speriamo non sia la ninna nanna per il figlio!!)...  E fin quando prova a farci muovere il culetto con le sue moine di ragazzaccia pop le cose neanche vanno troppo male. Il peggio arriva nelle cosiddette ballads e canzoncine dell'album che risultano noiose ("In The Morning"), fastidiose "Orange County Girl" nella quale ci tiene particolarmente a ribadire le sue origini di ragazza del sud, monotone ("Fluorescent") e inutilmente troppo lunghe ("Early Winter"). Non cambia la situazione nelle insipide e ripetitive "U started It" e "Now That You Got It". L'effetto finale è quello di un'accozzaglia di stili e generi senza un vero e proprio intento ne tantomeno un vero e proprio filo conduttore. Un bel copia e incolla.

Non ce ne volere Gwen ma questa volta non ci hai trascinato troppo, il tuo lato più aggressivo sexy e spiritoso non è emerso al meglio e la voglia di ballare è rimasta lì all'angoletto ad aspettare e aspettare magari un tuo ritorno con i tuoi amati No Doubt.
Che si sia presa troppo sul serio l'ex front-woman del gruppo californiano?? Che sia rimasta abbagliata dal successo precedente da pensare di poterlo bissare reciclando quattro ritornelli poppeggianti tentando di ridarli in pasto al mondo di boys and girl pronti a bersi tutto?? Una volta passi. La seconda no.

Un' ultima cosa Miss Gwen quel Parental Advisory sul suo bel primo piano che tanto stona con la sua "Sweet Escape" la trasformerà in gangsta Stefani?Quando si dice belle e dannate...

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Riassunto del Bot

La critica evidenzia come The Sweet Escape, il secondo album di Gwen Stefani, sia una deludente replica del precedente L.A.M.B., troppo zuccherato e privo di coesione. Nonostante collaborazioni importanti, il disco appare pretenzioso e poco convincente. Le tracce più dance funzionano poco, mentre le ballads risultano fastidiose e noiose. La recensione suggerisce che l'artista non sia riuscita a valorizzare il suo lato più energico e originale, lasciando l'ascoltatore insoddisfatto.

Tracce testi video

02   The Sweet Escape (feat. Akon) (04:06)

03   Orange County Girl (03:23)

05   Now That You Got It (02:59)

06   4 in the Morning (04:51)

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07   Yummy (feat. Pharrell) (04:57)

10   Don't Get It Twisted (03:37)

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13   Wind It Up (Harajuku Lovers live version) (03:26)

Gwen Stefani

Cantautrice statunitense e già frontwoman dei No Doubt, ha avviato la carriera solista con Love. Angel. Music. Baby. (2004), seguito da The Sweet Escape (2006). Ha firmato hit come Hollaback Girl e What You Waiting For?.
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Di  manovalanza

 Gwen ma che cazzo fai? Ripigliati! Che confusione, che disordine.

 Un progettino carino malriuscito.