Copertina di Hanoi Rocks Twelve Shots On The Rocks
jeff3buckley

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Per appassionati di rock classico, fan di glam e sleaze rock, amanti degli anni '80, musicisti e cultori della musica scandinava
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LA RECENSIONE

Soggezione e riverenza: sono le due parole utili per descrivere come mi sento al momento di inziare una recensione di un album di un gruppo come gli Hanoi Rocks. D'altronde sto parlando di gente che nel loro piccolo in ambito sleazy-street-rock ha svolto un ruolo fondamentale al pari di tante leggende musicali di maggior successo. Tanto per capirci: grazie alla loro influenza band come i Guns N' Roses hanno partorito canzoni come Paradise City, ed ogni band degli ultimi decenni del cosidetto Scandinavian rock ha dovuto pagare un tributo enorme a questi signori di Helsinki. Dopo aver gettato le basi per un futuro e certo successo nella prima metà degli anni '80 con cinque album capolavori del movimento sleaze rock di quel periodo, come tutti sanno il gruppo si sciolse in seguito alla tragica scomparsa del batterista Razzle per tornare sulle scene solo ventanni dopo con questo lavoro. Della ciurma storica sono rimasti solo il cantante Michael Monroe e il chitarrista Andy McCoy, coadiuvati da tre loschi figuri (tali Costello, Timpa e Lacu). Diciamo subito che la scrittura non raggiunge i livelli passati, con qualche filler di troppo verso la fine (vedi "Lucky" o la scialba ballata minimale "Designs On You") ed un paio di cover riuscite ma un pò fuori tema (non tanto "Delirious" degli Heavy Metal Kids, quanto "Winged Bull" del duo Hall & Oates affascinate ma dal sapore troppo AOR rispetto al resto dell'album). Ciò non toglie che, con una manciata di zampate di classe, i "muddy twins" riescano a far tornare la mente a quei magici anni iniziali dove gettandoti nella loro musica potevi ritrovarti da un momento all'altro in un mondo perfetto per te, e sentirti così sexy, naif, sporco ed eterno. In tal senso funzionano alla grande brani come "People Like Me", "Obscured" e "A Day Late, A Dollar Short" dove le melodie vocali e il sax di Monroe si intrecciano con la leggerezza della chitarra di McCoy creando quel tipico sound malinconico e al tempo stesso elettrico, festaiolo e sporco di cui tanto il rock ha da sempre bisogno.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'album 'Twelve Shots On The Rocks', segno del ritorno degli Hanoi Rocks dopo anni di pausa. Seppur non raggiungendo i picchi del passato, il disco propone momenti riusciti che evocano la magia degli anni '80 e l'influenza che il gruppo ha avuto su band come i Guns N' Roses. Alcune tracce risultano meno convincenti e le cover appaiono distanti dallo stile originale, ma rimane un ascolto piacevole per gli appassionati di sleaze rock e glam.

Hanoi Rocks

Gli Hanoi Rocks sono una band glam/sleaze finlandese nata a Helsinki nel 1979 attorno a Michael Monroe e Andy McCoy. Influenti su molte formazioni successive (inclusi i Guns N' Roses), si sciolsero dopo la morte del batterista Razzle nel 1984, per poi riformarsi nei primi anni 2000 e pubblicare, tra gli altri, Twelve Shots on the Rocks (2002) e Street Poetry (2007).
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