Copertina di Harry Nilsson Aerial Ballet
Jack Donney

• Voto:

Per appassionati di musica vintage, fan di cantautori anni '60, estimatori di chamber-pop e country-folk
 Dividi con...

LA RECENSIONE

In "Aerial Ballet" (1968), il suo terzo lavoro, Harry Nilsson conferma i suoi talenti: una buona vena compositiva e una spettacolare abilità canora e interpretativa.

Rispetto ai precedenti, il disco propone molti più brani composti da Nilsson, ed è presente soltanto una cover. Tuttavia, questa unica, sola e solitaria cover di "Aerial Ballet" è il più grande successo di tutta la sua carriera, confermando un pò la tesi (mia, ma non solo) secondo cui, nonostante le ottime capacità di songwriting, la sue più grandi doti sono la voce e la sensibilità interpretativa.

La cover in questione è "Everybody's Talkin'", una canzone meravigliosa del grande folksinger Fred Neil. Nilsson non stravolge mai i brani che reinterpreta, anzi generalmente mantiene un'educata fedeltà rispetto all'originale. L'impressione è che il suo approccio ai brani altrui sia spontaneo e naturale, seguendo allo stesso tempo sia lo spartito che la sua personale sensibilità. Il risultato è magnifico; il suo pregiato timbro e la sua arte infondono al brano la giusta trasognata malinconia delle liriche e la melodia scorre fluida e irresistibile.

Ma "Aerial Ballet" non finisce certo qui. Il resto del disco è composto da tutto materiale originale, che conferma l'ottimo gusto melodico di Nilsson, un maestro del chamber-pop contaminato dal country-folk americano e dalle antiche glorie del music-hall.

Il brano più interessante è "One", forse la sua migliore composizione della carriera, una delicata melodia di rara bellezza e arrangiata in modo così efficace che sembra uscita dal "Sgt. Pepper" dei Fab Four. E' un brano piuttosto famoso e negli anni sono uscite molte cover (mi viene in mente per esempio la colonna sonora di "Magnolia").

Un vero bagno catartico nel Vaudeville sono "Daddy's song", "Mr. Richard's Favorite", "Little Cowboy", "Mr. Tinker" e "Bath"; tutti brani molto orecchiabili, ben arrangiati e dai testi più o meno seri e personali. Un altro pezzo notevole è "Together", un chamber pop di gran classe, e lo stesso si può dire della splendida "Don't Leave me" e di "Good Old Desk", un brano che ricorda molto una certa musicalità alla John Lennon.

"Wailing Of The Willow" è il brano più tradizionale, una bossanova intimista su una melodia da cantante confidenziale.

Nel complesso si tratta di un gran bel disco, tra i migliori lavori di Harry Nilsson.

Giudizio 8,5/10

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

Aerial Ballet di Harry Nilsson (1968) è un album che conferma il talento vocale e compositivo dell'artista. Ricco di brani originali, spicca la celebre cover Everybody's Talkin', successo assoluto della carriera di Nilsson. L'album miscela chamber-pop, country-folk e music-hall in modo raffinato e melodico. Il pezzo 'One' è uno dei momenti più alti, mentre altri brani evocano atmosfere da Vaudeville. Un disco molto apprezzato e consigliato agli amanti di sonorità vintage e interpretazioni sensibili.

Tracce video

01   Good Old Desk (02:43)

02   Don't Leave Me (02:20)

03   Mr. Richland's Favorite Song (02:16)

04   Little Cowboy 1 (01:23)

05   Together (02:11)

06   Everybody's Talkin' (02:45)

07   I Said Goodbye to Me (02:17)

08   Little Cowboy 2 (00:51)

09   Mr. Tinker (02:45)

11   The Wailing of the Willow (02:02)

12   Bath (02:26)

Harry Nilsson

Cantautore statunitense nato a Brooklyn nel 1941 e scomparso nel 1994, celebre per la voce duttile e per interpretazioni come "Everybody's Talkin'" e "Without You". Collaborò con John Lennon e preferì gli studi di registrazione al palco.
03 Recensioni