Copertina di Have a Nice Life Deathconsciousness
CarlMarx

• Voto:

Per amanti della musica sperimentale e dark, appassionati di concept album e sonorità alternative
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LA RECENSIONE

Per me si va nella città dolente,
Per me si va nell'eterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto fattore;
fecemi la divina podestate,
la somma sapienza e'l primo amore.

Dinanzi a me non furono cose create
se non etterne, e io etterno duro.
Lasciate ogni speranza , voi ch'intrate.

Immaginate la vostra vita scorrere tranquilla, bella casa, bel lavoro, nessun problema con l'alcool, moglie e figli usciti da una pubblicità della Mulino Bianco.
Immaginate di vivere in uno stato di ributtante serenità.
Immaginate che questa serenità venga compromessa dai colpi di un basso distorto. Inizia il viaggio...
Se un death trip finisce nel momento in cui muoriamo, qui siamo oltre al death trip, in un'improbabile oltretomba cosparso di nembi color indaco e luoghi tetri, cupi, seguiti dal suono di una drum machine lenta, incessante, inesorabile così come la morte.
La sensazione che si ha alla fine di ogni traccia è proprio quella della caduta, del vuoto, della solitudine, tentando di aggrapparsi ad una voce che però sembra sempre troppo lontana e inafferrabile, ma in un certo qual modo rassicurante. A ogni brano equivale una nuova esperienza mistica , con la stessa voce lontana che ci guida nei meandri più oscuri di un luogo imprecisato all'interno della nostra scatola cranica, in un lungo coma senza lieto fine.

Inizia così la carriera degli Have A Nice Life, nell' appena passato 2008. Un doppio concept album in cui, il duo del Connecticut, fonde sonorità cupe tra il gothic e l'industrial, con sonorità eteree in stile My Bloody Valentine. Un concept album che, a detta loro, avrebbe come tema principale quello della spiritualità della morte e allega un booklet da 75 pagine scritto appositamente da un professore universitario. Secondo me un must have della musica contemporanea.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Deathconsciousness' degli Have a Nice Life come un viaggio musicale unico tra sonorità gothic, industrial e shoegaze. Descrive l'album come un'esperienza oscura e mistica sul tema della spiritualità della morte, sottolineando un'atmosfera cupa e coinvolgente. La presenza di un booklet accademico aggiunge profondità al progetto, definito un must have della musica contemporanea.

Tracce video

01   A Quick One Before the Eternal Worm Devours Connecticut (07:53)

02   Bloodhail (05:40)

03   The Big Gloom (08:06)

04   Hunter (09:45)

05   Telefony (04:38)

06   Who Would Leave Their Son Out in the Sun? (05:19)

07   There Is No Food (04:00)

Have a Nice Life

Duo americano formato da Dan Barrett e Tim Macuga, noto per l'album Deathconsciousness (2008) divenuto un culto underground e per il successivo The Unnatural World.
03 Recensioni

Altre recensioni

Di  imaginarydis

 Deathconsciousness ti fa rimanere a bocca aperta come davanti un concerto di archi perfetti.

 Gli Have A Nice Life compiono uno studio approfondito dei suoni, riempiendoli con voce "coreggiante" che potrebbe ricordare i gelidi e morbidi Sigur Rós.