Copertina di Helloween Rabbit Don't Come Easy
skylarblue

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Per appassionati di heavy metal e power metal, fan degli helloween e amanti delle melodie rock coinvolgenti
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LA RECENSIONE

Uh-oh! Ci fanno notare che questa recensione compare anche (tutta o in parte) su truemetal.it

Ritornano sulle scene gli Helloween dopo il controverso "The Dark Ride" e lo fanno tornando a quelle che sono le loro radici musicali, fatte di melodie a volte "facili" ma sempre dannatamente coinvolgenti. Sono proprio le melodie la carta vincente di questo album, è infatti quasi impossibile non ritrovarsi a canticchiare in continuazione canzoni come il singolo "Just a Little Sign", "Open your Life", che tra l'altro dimostra come anche sotto l'aspetto del songwriting gli Helloween abbiano fatto la scelta giusta prendendo nelle loro fila Sascha Gerstner (ex chitarrista dei Freedom Call), "Never be a Star", che sembra una canzone ripescata dalle sessioni di registrazione di "Master Of The Ring" oppure "Hell Was Made In Heaven", decisamente più aggressiva musicalmente delle altre canzoni che ho citato ma dotata di un refrain davvero irresistibile.

Un altro punto di forza di questo "Rabbit Don't Come Easy" è sicuramente la varietà, infatti di fianco a canzone dal flavour melodico trovano posto pezzi decisamente arrabbiati come "Liar", che a tratti sembra un pezzo quasi Thrash, oppure "Back Against the Wall", che con i suoi riff oscuri e cattivi colpisce decisamente nel segno. La pecca del disco risiede secondo me in brani come "The Tune" oppure "Do You Feel Good", a mio parere abbastanza banali e scontati, senza quella scintilla che permetta loro di mettersi in evidenza all'interno di un album di alto livello come questo.

Un discorso a parte lo merita la conclusiva "Nothing To Say", il pezzo sicuramente più originale del disco, con il suo riff di chiara matrice Hard Rock ed i suoi inserti Reggae (sì avete letto bene) riesce alla perfezione in quello che è il suo chiaro intento, cioè divertire l'ascoltatore. Altro Highlights del disco è rappresentato da "Sun 4 The World", davvero una canzone splendida, che,dopo il riff iniziale dal sapore orientale, riesce a coinvolgere grazie agli splendidi arrangiamenti che fanno da contorno a delle melodie vocali azzeccattissime ed ad un lavoro della coppia di chitarristi Weikath-Gerstner davvero di prim'ordine. Non male nemmeno la ballad "Don't Stop Being Crazy", che riesce ad evitare il tranello del già sentito soprattutto grazie alla buona linea vocale di Andi Deris, decisamente azzeccata.

Secondo me questo "Rabbit Don't come Easy" è il miglior album degli Helloween dai gloriosi tempi dei due "Keeper of the Seven Keys", e scusate se è poco......

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Riassunto del Bot

Gli Helloween tornano alle loro radici musicali con il disco Rabbit Don’t Come Easy, caratterizzato da melodie coinvolgenti e una buona varietà tra pezzi melodici e aggressivi. Non mancano piccoli passaggi meno ispirati, ma nel complesso è il miglior lavoro della band dai tempi di Keeper of the Seven Keys. La presenza di Sascha Gerstner ha portato freschezza nel songwriting, mentre brani come Just a Little Sign e Sun 4 The World risultano particolarmente riusciti.

Tracce testi video

01   Just a Little Sign (04:26)

04   Never Be a Star (04:11)

06   Sun 4 the World (03:57)

07   Don't Stop Being Crazy (04:21)

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08   Do You Feel Good (04:23)

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09   Hell Was Made in Heaven (05:34)

10   Back Against the Wall (05:45)

11   Listen to the Flies (04:54)

13   Sheer Heart Attack (03:31)

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Helloween

Helloween sono una band metal tedesca di Amburgo, spesso indicata come pioniera e riferimento del power metal melodico, nota per i due album “Keeper of the Seven Keys” e per una storia segnata da cambi di formazione e svolte stilistiche.
19 Recensioni

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