Copertina di Hum Downward Is Heavenward
Vitan Jeffers

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Per appassionati di musica alternativa, fan di post-hardcore e shoegaze, ascoltatori di rock sperimentale e amanti di atmosfere sonore profonde e ricercate.
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LA RECENSIONE

C’è così tanta roba in un disco degli Hum da far girare la testa.

E questo a noi piace: la testa che gira e un meraviglioso smarrimento in cui ogni cosa brilla di luce nuova.

Potremmo dire che in questa spedizione il post-hardcore sarà la nostra navicella, lo space-rock la meta, il pianeta ultimo verso cui lanciarsi con fare intrepido, e le ineffabili melodie costruite dai nostri rappresenteranno i cuori di noi viaggiatori, palpitanti di emozioni e aspettative.

Qualcuno che si è addentrato con perizia nei testi piuttosto criptici della band ha spesso considerato il tutto come la narrazione sui generis di un amore – con il suo corredo di intrinseche vicissitudini – ai tempi del viaggio interplanetario.

Possibile. Ma in fondo non c’è nemmeno bisogno dei testi – soavemente cantilenati da Matt Talbott: è gia tutto nel suono. In quel perfetto connubio tra “rumore” e uno squisito gusto pop, come solo i maestri dello shoegaze sanno fare.

Dalle profondità inesplorate del cosmo, a quelle di misteriosi abissi marini, a quelle ancora più incomprensibili dell’animo umano: poca differenza farà dove ci muoviamo, perché ne ricaveremo ugualmente occhi accecati dallo splendore e fiato mozzato.

Dalle imponenti vette chitarristiche che travolgono lo spirito, ai più dolci, malinconici fraseggi che lo consolano.

Per i veri amanti dell’avventura – molto più che semplicemente musicale.

E non sia mai che dimentichiate il precedente e altrettanto straordinario You’d Prefer An Astronaut.

Buon viaggio.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Downward Is Heavenward' degli Hum come un album intenso e ricco di sfumature, capace di unire ruvidità post-hardcore e delicati melodie shoegaze. Il disco viene descritto come un viaggio spaziale e interiore, con atmosfere coinvolgenti e un perfetto equilibrio tra rumore e pop. Una tappa imperdibile per gli amanti della musica alternativa e per chi cerca un’esperienza sonora profonda e emozionante.

Tracce testi video

01   Isle of the Cheetah (06:38)

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03   If You Are to Bloom (05:11)

05   Afternoon With the Axolotls (06:27)

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07   Dreamboat (06:06)

08   The Inuit Promise (06:06)

09   Apollo (05:47)

10   The Scientists (05:25)

Hum

Hum sono una band statunitense di Champaign (Illinois) nota per il mix fra chitarre pesanti e melodie shoegaze/space‑rock. Hanno pubblicato i classici You’d Prefer an Astronaut (1995) e Downward Is Heavenward (1998), e sono tornati nel 2020 con Inlet.
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