Copertina di Ian McDonald Be My Enemy
sotomayor

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Per appassionati di fantascienza, lettori di romanzi d'avventura, cultori di multiversi e giovani adulti
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LA RECENSIONE

Una grande ricchezza di contenuti e di idee compongono l'immaginario fantascientifico di "Everness" di Ian McDonald, una vera e propria serie inaugurata con "Planesrunner" (2011) e di cui sono stati pubblicati ad oggi i primi tre capitoli "Be My Enemy" è il secondo romanzo della serie ed è adesso stato tradotto in lingua italiana e pubblicato su Urania. Il romanzo è ambientato in una realtà contemporanea alla nostra e il protagonista è un giovane ragazzo inglese di nome Everett Singh, figlio del grande fisico di origine punjabi Tajendra Singh e inventore di "Infundibulum", la mappa dei mondi che compongono la cosiddetta "Panoplia" e che permette di compiere salti ultradimensionali tramite l'apertura di varchi attraverso i diversi universi paralleli del multiverso. Nel primo romanzo viene raccontato come Everett abbia impedito a Charles Villiers, il malvagio primo ministro del Plenum, l'organismo che sovrintende sui 10 mondi conosciuti della Panoplia, di impadronirsi di Infundibulum e di come egli stesso, dopo essere sfuggito al suo antagonista e alle forze del Plenum (sostenute dalla tecnologia di una misteriosa specie aliena denominata "Thryn"), abbia cominciato a viaggiare nel multiverso a bordo della aeronave Everness alla ricerca del padre disperso.

La trama qui si arricchisce di nuovi particolari e informazioni sullo scenario complessivo del multiverso in cui viene ambientata la storia, così come il seguito degli avvenimenti e in cui nuove forze e nuove prove metteranno a dura prova il riconosciuto talento speciale e unico nell'intero multiverso di Everett, che si può definire una specie di prototipo di giovane eroe moderno. Nato e cresciuto nella Londra di uno dei mondi paralleli, Everett è a tutti gli effetti un ragazzo della sua generazione, che ama il calcio (più volte viene richiamata la sua abilità come portiere e il suo tifo per i Tottenham Hotspurs) e che sente la mancanza di sua madre e sua sorella, che è stato costretto ad abbandonare per ritrovare suo padre e salvare l'intero multiverso e che quindi allo stesso tempo in maniera autorevole guida una pericolosa spedizione a capo di un equipaggio di strani "airlandesi" che parlano il "palari", una specie di linguaggio segreto che affonda le sue radici nell'Inghilterra del seicento e che oggi è uno slang caratteristico nella comunità omosessuale inglese.

Nel viaggio attraverso il multiverso che compone la "Panoplia" si dispiegherà innanzi agli occhi del protagonista e a quelli del lettore un piano complessivo sempre più oscuro e misterioso e in cui diverse forze fanno la loro comparsa su uno scenario a questo punto imprevedibili per quelli che potranno essere i suoi esiti. Ian McDonaldo, classe 1960, si è rivelato con questa serie un autore non solo brillante e dotato tanto di conoscenze in campo scientifico quanto di grande fantasia e allo stesso tempo immerso nella cultura del suo tempo. Capace tanto di proporsi come autore di romanzi horror ma anche di fantascienza più complessa, la serie di "Everness" fa parte della sua produzione più popolare e come tale è tanto seguita quanto oggetto di critiche di ogni tipo. Volendo fare un parallelo mi verrebbe da paragonare la serie per i suoi contenuti e la sua strutturazione a "The Dark Tower" di Stephen King. Del resto lo stesso Everett ricorda un po' Jake Chambers e anche questa qui si può definire una opera omnia in tutti i sensi e una mescolanza di generi e differenti influenze, anche se l'imprinting di genere e differente e forse qui reso più complesso da implicazioni fantascientifiche e incubi reali come quello della nanotecnologia.

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Riassunto del Bot

Be My Enemy di Ian McDonald è il secondo capitolo della serie Everness, ora tradotto in italiano e pubblicato su Urania. Il romanzo approfondisce il viaggio del giovane Everett Singh nel multiverso, mettendo in scena nuove forze oscure e sfide complesse. L'autore fonde fantascienza e tematiche contemporanee con un linguaggio ricco e un intreccio complesso, pur mantenendo qualche punto critico nella narrazione. Un’opera densa e ambiziosa, indicata agli appassionati del genere.

Ian McDonald

Il nome Ian McDonald su DeBaser copre due figure distinte: il polistrumentista britannico, co-fondatore dei King Crimson (e in seguito dei Foreigner), autore del raro album solista Driver's Eyes; e lo scrittore nordirlandese di fantascienza (classe 1960), autore delle serie Everness e Luna.
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