Copertina di Iced Earth Framing Armageddon (Something Wicked Part 1)
Starblazer

• Voto:

Per appassionati di metal progressivo e thrash, fan storici degli iced earth e amanti dei concept album complessi.
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LA RECENSIONE

Il confine tra il grandioso e il grandiosamente noioso è molto labile e sottile, e di solito quando una band metal sperimenta un disco più articolato e lungo del normale il risultato finale può essere un capolavoro, così come "Octavarium" dei Dream Theater, oppure un disco certamente interessante, ma inconcludente e annacquato come "Six Degrees Of Inner Turbulence" dei DT stessi. Nel 2007, per altro contrassegnato da grandissimi dischi e altrettanto grandissimi flop (Dimmu Borgir, Nightwish) si ripresentano sulla scena i gloriosi Iced Earth, con la prima parte di un concept album, intitolata "Framing Armageddon (Something Wicked Part 1)", praticamente un disco solista di Jon Schaffer, dopo l'abbandono di Ralph Santolla, che ha deciso di mettere il suo indubbio talento e la sua verve chitarristica, che avevano caratterizzato il precedente, ottimo "The Glorious Burden" al servizio dei Deicide (contento lui...).

Venendo al sodo, "Framing Armageddon" presenta un'artwork molto bello che trasmette con efficacia l'ottima trama dell'album, che unisce fantascienza ad antiche profezie egizie, ponendo la base per un disco interessante; promesse che comunque verranno mantenute solo in parte.

Delle 19 tracce che compongono il disco solo undici sono canzoni vere e proprie, il resto sono parti strumentali (ottime sia l'intro "Overture", con percussioni tribali e violoncello che l'outro "The Awakening", interamente composta da vocalizzi orientaleggianti) oppure brevi frammenti cantati, comunque buoni, come "Motivation Of Man" e "Reflections", mentre le varie "Invasion", "Execution", "Cataclysm" e "Something Wicked part 2" non servono ad altro se non ad appesantire un album già non scorrevolissimo.

Ma insomma, tra arie orientaleggianti e manie da concept album futuristico, cosa diamine ci propongono gli Iced Earth in questo disco?

Principalmente cavalcate maideniane di 3-4 minuti come "Something Wicked part 1", "Setian Massacre",  "A Charge To Keep", "Ten Thousand Strong", "Order Of The Rose", "Infiltrate And Assimilate" e "Retributon Through The Ages", tutte canzoni molto orecchiabili e ben riuscite, (le prime due soprattutto hanno una verve davvero notevole), ma che sembrano fatte con lo stampino e danno, almeno al primo ascolto, la sgradevole sensazione di risentire in continuazione lo stesso brano, ora più aggressivo, ora melodico e solenne, e soprattutto non mettono assolutamente in risalto le incredibili capacità di una delle più belle voci della storia del metal, quel Tim Owens che qui si limita a svolgere bene il suo compitino e che sembra davvero un lontano parente dello straordinario Ripper Owens ex frontman dei Judas Priest.

I punti più riusciti dell'album sono senza dubbio "The Domino Decree", arricchita da un lungo assolo e da piccole ma significative pennellate di tastiera che conferiscono al brano una solennità e una ricchezza superiore alla media, "Framing Armageddon", il punto più duro dell'album, in cui il buon Timmy riesce a tirar fuori la voce quasi come ai tempi di "Jugulator", "When Stars Collide", ottimo brano di chiusura, ammantato di solennità e piglio onirico in cui un ottimo Owens riesce a fare la differenza in modo egregio e soprattutto "The Clouding", in cui spiccano il primi cinque minuti, molto soffici, malinconici e vagamente psichedelici, dominati dagli arpeggi di Schaffer in cui l'ex Judas Priest è finalmente libero di mostrare il lato più dolce e ammaliante della sua voce, quello che mi aveva fatto amare alla follia canzoni come "Cathedral Spires" o "Close To You"

Tirando le somme, "Framing Armageddon" risulta comunque un buon disco, che necessita di più ascolti per essere ben capito o apprezzato. Jon Schaffer rimane un axe-man dalla consumata bravura e classe, anche se i tempi d'oro di "Night Of The Stormrider" e "Burnt Offerings" probabilmente non torneranno più. Per una valutazione complessiva dell'opera attendo con ansia "The Crucible Of Man", che vedrà il ritorno di Matt Barlow, la cui voce più bassa e profonda meglio si adatta alla musica degli Iced Earth, mentre al grandissimo Ripper Owens vanno i miei migliori auguri per il secondo album dei suoi Beyond Fear, a cui spetta il compito di incendiare il 2008 metallaro, insieme agli stessi Iced Earth, ai Judas Priest, Blaze e Cradle Of Filth.   

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Framing Armageddon (Something Wicked Part 1), il concept album degli Iced Earth uscito nel 2007. Pur riconoscendo la bravura di Jon Schaffer e la qualità di alcune tracce come "The Domino Decree" e "The Clouding", l'autore evidenzia come l'album risulti a tratti ripetitivo e appesantito da numerose interludi strumentali. La performance di Tim Owens viene definita diligente ma non all'altezza di precedenti cantanti. Nel complesso, un disco che richiede più ascolti per essere apprezzato e in attesa della seconda parte con il ritorno di Matt Barlow.

Tracce testi

01   Overture (02:24)

02   Something Wicked, Part 1 (05:02)

03   Invasion (01:00)

04   Motivation of Man (01:34)

05   Setian Massacre (03:48)

06   A Charge to Keep (04:24)

07   Reflections (01:50)

08   Ten Thousand Strong (03:56)

Leggi il testo

09   Execution (01:27)

10   Order of the Rose (04:51)

11   Cataclysm (01:30)

13   Infiltrate and Assimilate (03:48)

14   Retribution Through the Ages (04:31)

15   Something Wicked, Part 2 (02:59)

16   The Domino Decree (06:36)

17   Framing Armageddon (03:40)

18   When Stars Collide (Born Is He) (04:17)

19   The Awakening (02:01)

Iced Earth

Iced Earth è una band heavy/power/thrash statunitense fondata dal chitarrista Jon Schaffer (nata come Purgatory e poi rinominata). Si afferma negli anni ’90 con dischi come Burnt Offerings, The Dark Saga e Something Wicked This Way Comes e il live celebrativo Alive in Athens. In seguito pubblica The Glorious Burden con Tim “Ripper” Owens e Dystopia con Stu Block.
13 Recensioni

Altre recensioni

Di  Balthus

 Sembra quasi che la band (anzi, Schaffer) abbia scritto sotto forzatura, si sente che manca quella rabbia tipica di album come "Night Of The Stormrider".

 Il chorus di "Infiltrate And Assimilate" è davvero ipnotico, senza tralasciare la potenza di "Framing Armageddon" e "Setian Massacre".