Copertina di Il Piccolo Bu Noi siamo del 2000
morena1245

• Voto:

Per appassionati di musica indie e pop elettronico, fan della scena musicale alternativa italiana, ascoltatori attenti a testi profondi e sonorità innovative
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LA RECENSIONE

La scena indie italiana sembra fatta da gente pronta a scannarsi per apparire più innovativo e soprattutto singolare possibile. Ecco spiegate le schiere di gruppetti che si fanno il verso l’un l’altro, inseguendosi e acchiappandosi in alcuni casi, allontanandosi in altri. In generale, internet ha aperto le porte del genere a tanti gruppi, e il livello medio s’è un po’ abbassato. Ma va bene, mica si può inciampare un giorno sì e uno no nei Baustelle. A proposito della band di Montepulciano: del loro sound (e anche del loro atteggiamento) in questo disco de Il Piccolo Bu , Noi siamo del 2000, ce n’è a iosa. A partire dalla prima traccia, intitolata Imparare, che sembra una versione più suonata di Fantasma. Ma non è l’unica conferma.

C’è anche e soprattutto il solito pop elettronico che è il tema dominante del disco, sia nel singolo Ho scritto una canzone pop sia in Noi siamo del 2000, non a caso i pezzi preferiti degli ascoltatori della prima ora di nascita della band.

Ma questo non vuol dire che non c’è un’innovazione, anzi, è tentata abbastanza apertamente dalle aperture di basso di Barba, o dalla spiritosa Ultima spiaggia.

Ma veniamo alla nota che tutti aspettano: i testi. Questi cantori dell’indie italiano che si prendono gioco del minishowbiz di questo genere, hanno tirato fuori un disco pensato e, di conseguenza, maturo, nonostante fosse il primo. Il Piccolo Bu punta l’indice contro sé stesso, facendo autocritica introspettiva, lasciando al mondo esterno solo spiragli letti comunque liricamente (il pezzo malinconico La Borghesia, che prende spunto dal film I diari della motocicletta). Viene fuori una band divertente ma allo stesso tempo drammaticamente nichilista, che può piacere oppure no, ma che intanto ha già preso due fette di pubblico

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Noi siamo del 2000', il primo album de Il Piccolo Bu, sottolineando l'influenza dei Baustelle e la predominanza di un pop elettronico maturo e innovativo. Il disco si distingue per testi riflessivi e autocritici, con aperture musicali interessanti e una forte identità che unisce nostalgia e nichilismo. L'autrice riconosce la prova convincente della band in un contesto indie italiano sovraffollato e spesso omologato.

Il Piccolo Bu

Band indie pop/synth-pop italiana dell’area irpina/campana. Nata come progetto di Giuseppe Cassano e poi divenuta un quartetto, ha pubblicato Noi siamo del 2000 (2016), Innocenti (2019) e Un altro stupido e alquanto discutibile album (2022). Suono tra elettronica, jangle e wave, con testi ironici e generazionali.
05 Recensioni

Altre recensioni

Di  camillogurtis

 "Noi siamo del duemila", momenti ironici e pezzi che entrano in loop.

 "Io al momento sono troppo occupato a molleggiare la mia testa come un bobble head al ritmo di perforanti pirupiru elettronici per protestare".


Di  Silvia44

 Noi siamo del 2000 è davvero un gran bel lavoro, ogni track scorre via piacevolmente, senza soste, senza fiato.

 Bisognerebbe migliorare il mixaggio ma forse è proprio questo difetto a rendere particolare Il Piccolo Bu.