Copertina di Il segno del comando Sublimazione – Live
Cervovolante

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Per fan del prog e del gothic rock, ascoltatori curiosi di musica italiana ricercata, appassionati di live autentici e di esperienze sonore immersive.
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LA RECENSIONE

Con Sublimazione – Live, Il Segno del Comando celebra trent’anni di attività. Registrato al “Gala delle Nobili Sinfonie” di Pesaro, e arricchito da tre bonus track provenienti da un concerto olandese del 2022, l’album ripercorre la parabola della band ligure senza indulgere in nostalgia, ma rivelando una sorprendente freschezza interpretativa. La scaletta pesca soprattutto dagli ultimi lavori L’Incanto dello Zero e Il Domenicano Bianco, ma non dimentica il leggendario esordio del 1996, dal quale riemergono con forza rituale La Taverna dell’Angelo, Il Segno del Comando e Missa Nigra. È in questo dialogo fra il presente e le origini che si compie davvero la “sublimazione” evocata dal titolo: un processo di purificazione ed evoluzione, spirituale e musicale insieme, che porta i brani a vivere una nuova stagione di intensità.

Sin dall’attacco de Il Domenicano Bianco si percepisce che la band non intende limitarsi a riprodurre in fedeltà quanto inciso in studio, ma piuttosto a trasfigurarlo, rendendolo più fisico, diretto, atmosferico. Il basso di Diego Banchero, fondatore e mente del progetto, scandisce con la consueta profondità l’ossatura dei brani, mentre le chitarre di Davide Bruzzi e Roberto Lucanato tessono trame che alternano oscurità e lirismo. La voce teatrale di Riccardo Morello conferisce ai testi una dimensione narrativa quasi liturgica, e il nuovo innesto dietro le pelli, Paolo Serboli, imprime energia e dinamica a un repertorio che appare così rinnovato senza perdere la sua aura esoterica. Le tastiere di Beppi Menozzi aggiungono un velo di mistero e grandiosità, che diventa assenza eloquente nelle bonus tracks, registrate con Fernando Cherchi alla batteria: lì la band si fa più cruda e scarnificata, dimostrando che la sublimazione può avvenire anche attraverso la sottrazione.

Il risultato complessivo è un disco che suona autentico e sincero, grazie a una produzione volutamente essenziale, realizzata in autoproduzione con la partnership della Nadir Music, capace di restituire la vitalità del concerto senza cadere nella freddezza da documento. L’artwork visionario di Paolo Puppo e le foto di Ago Sauro completano l’opera, sottolineando quell’estetica gotica e immaginifica che da sempre accompagna la band.

Sublimazione – Live non è un greatest hits né un’operazione celebrativa fine a se stessa, ma il racconto di un rito musicale che dura da tre decenni e che oggi si manifesta in una forma viva e pulsante. È la prova che Il Segno del Comando non guarda al passato come a un feticcio, ma lo trasforma in energia per il presente, rinnovando la sua identità senza snaturarla. Per chi li segue da anni rappresenta un tassello imprescindibile, per chi li incontra ora può diventare la porta d’accesso a un universo musicale unico, in cui il prog e il metal si intrecciano con letteratura gotica, visioni occulte e una costante ricerca artistica.

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Riassunto del Bot

Il nuovo live album dei Il Segno del Comando celebra trent’anni di carriera, rinnovando i brani storici con energia e intensità. La band ligure rilegge il suo repertorio senza nostalgia e con uno sguardo contemporaneo, tra atmosfere gotiche e progressive. La produzione essenziale e l’artwork suggestivo completano un disco che vive di autenticità e ricerca artistica.

Il segno del comando

Band dark-prog genovese fondata nel 1995 da Mercy e Diego Banchero (side-project dei Malombra), ispirata allo sceneggiato RAI del 1971 e ai romanzi esoterici di Gustav Meyrink. Dopo l’esordio omonimo (1997) e Der Golem (2002), è tornata con Il Volto verde, L’Incanto dello Zero e Il Domenicano Bianco, fino al recente Sublimazione – Live.
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