Il Tempio delle Clessidre
Live In Seoul

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L’epopea del progressive italiano dei ’70 ha prodotto una serie di gruppi e dischi di valore assoluto. Il nostro prog non ha nulla da invidiare nei confronti di quanto avveniva all’estero e i suoi album sono oggi collezionati, ristampati e venerati come autentiche pepite. Oltre ai classici come PFM, Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme, la scena italiana poteva vantare formazioni incredibili come Il Balletto di Bronzo – il cui “YS” è adorato in tutto il mondo -, gli Osanna, i New Trolls, Un Biglietto per l’Inferno, i Pholas Dactylus, i Metamorfosi, gli Alphataurus, gli Opus Avantra, i Trip, Il Rovescio della Medaglia, i Celeste solo per citarne alcuni. I gruppi italiani hanno dimostrato di essere in grado di creare un prog personale all’insegna della creatività più sfrenata filtrato attraverso le proprie radici. In questo contesto si inseriva un gruppo per certi aspetti imprescindibile ovvero il grande Museo Rosenbach di Bordighera. La formazione era composta dal cantante Stefano “Lupo” Galifi, dal chitarrista Enzo Merogno, dal tastierista Pit Corradi, dal bassista Alberto Moreno e dal batteristia Giancarlo Golzi (poi con i Matia Bazar). Il loro “Zarathustra” (1973) è per certi versi ancora oggi uno dei dischi italiani essenziali da cui partire per chi voglia farsi un’idea del prog italiano e, inzialmente, da Leonardo Lagorio al sax e al flauto. Molti dei pezzi provenivano dal repertorio del Sistema, gruppo molto importante di cui facevano parte Enzo Merogno e Leonardo Lagorio. Un piccolo capolavoro del sinfonico ricco di influenza classicheche gode di un grande culto. Furono ingiustamente accusati di nazismo a causa dell’effigie del busto di Mussolini raffigurata sulla copertina. Purtroppo il Museo Rosenbach pubblicò un solo album per poi sparire nell’oblio.

Ma, come d’incanto, la macchina del tempo si è riaccesa a Genova grazie al Tempio delle Clessidre, una formazione che all’inizio era una cover band del Museo. Non a caso “Il Tempio delle Clessidre” era un brano strumentale di “Zarathustra”! Il Tempio delle Clessidre è stato formato dalla bravissima tastierista Elisa Montaldo, veramente il valore aggiunto del gruppo e proprio dal mitico Stefano “Lupo” Galifi. Nel 2007 hanno riproposto per la prima volta dal vivo “Zarathustra” dopo ben 34 anni. Alla formazione si sono poi aggiunti Fabio Gremo al basso, Giulio Canepa alla chitarra e Paolo “Paolo” Tixi alla batteria. Il primo album “Il Tempio delle Clessidre” (2010) per la Black Widow è un piccolo capolavoro nel suo genere che farà la gioia degli amanti del vecchio pop italiano. Sembra di riascoltare il Museo Rosenbach! Nel successivo “AlieNatura” (2013) non c’è più Lupo Galifi e, al suo posto, è stato chiamato il bravo Francesco Ciapica. Il disco è in ogni caso di buon livello e contiene una grande traccia come “Onirica possessione”.

La Black Widow ha reso inoltre disponibile un DVD intitolato “Live in Seoul” (2014) che testimonia i concerti fatti in Corea del Sud dal Tempio delle Clessidre con ancora “Lupo” Galifi. Ho avuto la fortuna di vedere Il Tempio delle Clessidre 2 volte dal vivo (a ProgLiguria e a Pisa quando però Galifi era stato sostituito dal nuovo cantante Francesco Ciapica). Poter assistere dal vivo alla riproposizione del medley di “”Zarathustra è stata davvero un’emozione forte che non dimenticherò facilmente. Questo DVD diventa così una chicca imperdibile per il sottoscritto, per tutti i fans del Tempio e per i nostalgici del prog italiano dei ’70 . Il primo disco presenta infatti il concerto di Seul del 2011 la cui prima parte è interamente dedicata appunto a “Zarathustra”. Come un viaggio a ritroso nel tempo rivivono le indimenticabili atmosfere di uno degli album culto del prog italiano. Nella seconda parte troviamo invece le tracce tratte dall’album di esordio del Tempio con perle come “Danza esoterica di Datura”, “Faldistorum” e “Insolita parte di me”. Si tratta davvero di un’esibizione coinvolgente tenuta di fronte a una platea competente (è noto come in Giappone e Corea del Sud il prog italiano sia un vero e propio fenomeno di culto) che vede tutti i membri in grande spolvero. Il secondo disco presenta alcune esibizioni fra cui la prima apparizione dal vivo a Genova e spezzoni dei concerti tenuti a Veruno, a ProgLiguria e al prestigioso Nearfest negli Stati Uniti. C’è anche spazio per una breve intervista. “Live In Seoul” è un DVD di estremo interesse da non lasciarsi scappare.

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Commenti (Otto)

AlienCoder
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Del Tempio conosco Alienatura che non è per niente male, se non ricordo male le sonorità sono più modernizzate. Ottimo.
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federock
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ottima rece, il loro esordio ho sempre voluto prenderlo ma ho anche sempre rimandato... lo farò senz'altro. Anche perchè mi pare migliore del successivo col nuovo cantante, o sbaglio?
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caesar666: Si diciamo che anch'io preferisco il primo album. "AlieNatura" resta comunque un bel disco
TheJargonKing
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hanno alcune sonorità che faccio fatica ad apprezzare. Non li amo moltissimo.
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federock: dischi di progressive italiano recenti che ti sono piaciuti? O addirittura stra-piaciuti?
Nico63
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Ho scoperto "Zarathustra" alcuni anni fa e l'ho acquistato in vinile, con la contestata copertina (vi compare, in un collage di soggetti i più disparati, l'immagine di un busto di quel vile demagogo) dalle cui note si evince d'altronde chiaramente l'estraneità del gruppo da qualsiasi intento celebrativo o adesione all'ideologia fascista. Probabilmente il busto di cui sopra era stato buttato lì come una bizzarria. L'album lo trovo splendido. Non ho sentito nulla invece delle esperienze successiva qui ben recensite.
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caesar666: "Barbarica" e' un buon disco
caesar666
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"Barbarica" e' un buon disco
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Lao Tze
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mi sa che loro li avevo sentiti tempo fa, adesso non ricordo bene. La retromania in Oriente è stata per lo più un fenomeno giapponese andato di pari passo con la ristampa dei cataloghi, anni addietro mi parlò della cosa il chitarrista dei Pierrot Lunaire (anche loro familiari a quelle longitudini). L'interessamento coreano è un po' più recente ma pare che si stiano facendo una discreta cultura specie sui gruppi cosiddetti minori, per dire se sfogli qualche loro blog ci trovi più copertine dei Semiramis che degli Area - anche se il loro ""rock"" nazionale somiglia più a Zarrillo che ai Semiramis..
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caesar666
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proggen_ait94
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purtroppo il "sembra di ascoltare x" mi respinge parecchio. Nice rece.
BËL (00)
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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