Eccomi a recensire una delle mie bands preferite del momento... ma questo momento sembra proprio essere finito per gli Incubus.
Tra le mani mi trovo un disco gia "annunciato" per la sua vena pop-rock che ben si allontana dagli schemi già proposti con successo nei precedenti lavori (Make Yourself e Morning View).
Per questa sua prevedibilità il nuovo lavoro potrebbe non piacere a molti loro fans.
L'album si apre con il singolo del "lancio", un violento j'accuse contro l'amministrazione Bush... interessante il video... ma il pezzo pare un po' "fragile".
Si continua con la title track... che non sembra male... ma!!! lascia un po' di amaro in bocca; via via ci portiamo verso la fine (altri episodi interessanti sono "Agoraphobia" e "Here In My Room", già anticipate nel live a MTv con il quale hanno lanciato in anteprima questa nuova fatica... fatica??).
Nonostante l'acquisizione dell'ex-bassista dei Roots, Ben Kenney, l'eclettica miscela di hip-hop, rock e funk che ha fatto guadagnare alla band di Mr. Boyd gli onori delle cronache musicali, sembra oramai giunta al capolinea.
Tutte le soluzioni adottate, che si tratti di una ballata pop-rock che un pezzo più tirato, si rivelano scontate e alquanto banali... se il loro scopo era quello di spiazzare l'ascoltatore... beh... non ci siamo proprio!
Solo le succitate tracks possono essere un valido inizio del risultato che gli Incubus si volevano prefiggere; peccato che si siano persi per strada.
Mi spiace... ma in un certo senso potevo immaginarmelo... MONEY-POWER!!
Per fortuna tutti, nuovi e vecchi fan.
Continuare a sperimentare nuovi suoni ed a evolversi musicalmente è una caratteristica che ogni rock band o metal band deve avere e gli Incubus, questa volta, non hanno sbagliato.
Un album di certo non innovativo, ma con palle e contropalle più che sufficienti per colpire nel segno.
Lo strepitoso successo di Morning View ha portato a questo disco più duro, sia a livello lirico che sonoro.