Copertina di Iron Maiden No Prayer For The Dying
Starblazer

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Per fan di iron maiden, appassionati di heavy metal e hard rock, ascoltatori interessati a rivalutare album controversi
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LA RECENSIONE

Detto fatto: IRON MAIDEN, RECENSIONE N°107. 

Il disco che prendo in esame e quell'oggetto misterioso chiamato "No Prayer For The Dying", uscito nel 1990 e considerato uno dei peggiori della band. Sarà poi vero? Beh, di certo non è tra i capolavori, eppure resta comunque un bel disco hard n' heavy, un gradino sopra "Fear Of The Dark", che crea un netto distacco con i suoi epici e altisonanti predecessori per tornare ad atmosfere un po' in stile "Killers" L'opener "Tailgunner" è sicuramente tra i pezzi meglio riusciti, soprattuto per il vorticante giro basso di Steve Harris, quasi a simulare la turbina di un aereo. La canzone parla della 2° Guerra Mondiale e non ha niente da invidiare alla più blasonata Aces High, se non la prestazione un po' fiacca di Bruce, che dà il meglio di se nelle canzoni epiche. Ancora più bella è la sarcastica e travolgente "Holy Smoke", che sa sempre regalare deliziosi momenti di headbanging. Molto bella è anche la riflessiva e amara "No Prayer For The Dying" forse la titletrack più "sottotono" degli Irons, ma comunque inpreziosita da un riff iniziale da antologia. Il livello si mantiene alto con "Public Enema Number One", che rappresenta in pieno l'atmosfera dell'album: stradaiola, ma al tempo stesso cupa e carica di tensione.
Trascurabili e ripetitive la successive "Fates Warning" e "The Assassin", compensate però da un gioiellino sconosciuto e prezioso come "Run Silent Run Deep" che narra di un'assalto piratesco, in un'atmosfera tesa e nebbiosa: ottima la prestazione di Dickinson, cattiva ed esaltata al punto giusto. Con "Hooks In You" (che riapre a sorpresa la saga di Charlotte The Harlot) l'album tocca il punto più basso: canzone quasi glam che anticipa i clamorosi stafalcioni del successivo album Fear Of The Dark. "Bring Your Daughter To The Slaughter" (che inizialmente doveva far parte dell'album solista di Bruce "Tattooed Millionaire") è forse il pezzo più famoso. Personalmente però non mi piace manco un po'. Da notare che il riff iniziale è stato spudoratamante copiato dai Bon Jovi in "Have A Nice Day". La chiusura è affidata al vero capolavoro dell'album: "Mother Russia". Di rara bellezza e potenza evocativa, una drammatica e intensa danza cosacca a ritmo metal con un intermezzo strumentale che vede un Nicko McBrain formidabile. Rimarchevole l'ultimo verso "Can you be happy, now you people are free..."

Eh già, evidentemente nel 1990 non potevano sapere di Putin... Comunque No Prayer For The Dying è un album degno a tutti gli effetti di far parte dalla saga Ironmaideniana, e canzoni come "Tailgunner", "Holy Smoke", "Public Enema Number One", "Run Silent Run Deep" e appunto il masterpiece "Mother Russia" regalano sempre grandi emozioni.

UP THE IRONS

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Riassunto del Bot

No Prayer For The Dying, album del 1990 degli Iron Maiden, è spesso criticato ma merita una rivalutazione. Il disco alterna momenti di energia e intensità, con brani come "Tailgunner" e "Mother Russia" che mostrano la potenza della band. Pur non essendo un capolavoro, presenta atmosfere cupe e riff memorabili, restando una tappa importante nella discografia del gruppo.

Tracce testi video

03   No Prayer for the Dying (04:23)

04   Public Enema Number One (04:13)

07   Run Silent Run Deep (04:35)

09   Bring Your Daughter... to the Slaughter (04:45)

Leggi il testo

Iron Maiden

Iron Maiden è una band heavy metal britannica formata nel 1975 a East London. Fondata da Steve Harris, è nota per la lunga carriera, i concerti internazionali e il cantato di Bruce Dickinson nella formazione più famosa.
180 Recensioni

Altre recensioni

Di  velvetunderground

 No Prayer For The Dying è la quiete dopo la tempesta!

 Solo i più fedeli si troveranno lì a visitare questo cimitero nascosto, a portare qualche timido fiore ai propri cari!


Di  paolofreddie

 La musica presenta delle sonorità grigie, spoglie, senza vita, "morenti" per meglio dire.

 Bruce e compagnia bella non sono più la band di prima, ma una copia della band spentasi artisticamente nel '88.