Correva il lontano 1984 quando gli Iron Maiden fecero uscire sul mercato questo disco.
Dopo due capolavori come "The Number Of The Beast" e "Piece Of Mind", con "Powerslave" i Maiden fecero un ulteriore passo in avanti. Il cd in questione puo considerarsi perfetto sotto ogni aspetto: copertina, produzione (bisogna tenere presente che sono trascorsi 22 anni) e canzoni.
L'album si apre con "Aces High", uno dei migliori brani partoriti dalla penna di Steve Harris, in cui Bruce Dickinson sciorina una prestazione vocale incredibile e le chitarre di Adrian Smith e Dave Murray si intrecciano in vorticosi assoli. Segue "2 Minutes To Midnight", altro grande brano che ancora oggi è un classico nella scaletta dei concerti dei Maiden. "Losfer Words" è un brano strumentale, una sorta di intermezzo prima di riprendere con "Flash Of The Blade", canzone facente parte della colonna sonora del film "Phenomena".
Dickinson, come in tutto l'album, è superlativo, all'apice della forma così come il resto della band. Una nota di merito va anche alla base ritmica dove la coppia Harris / McBrain non sbaglia un colpo: il buon Steve è impeccabile nell'accompagnare la band e trova sempre qualche spazio per far risaltare il suo Fender. Dal canto suo Nicko McBrain è perfetto, non un piatto o un tom fuori posto, sempre preciso e pulito. Dopo altri due brani che mantengono alto il livello del disco, si arriva alla titletrack, un brano interamente firmato da Dickinson: una composizione notevole dove in poco più di 8 minuti si possono ascoltare arpeggi melodici, cavalcate classiche in stile Maiden e assoli vertiginosi. Chiude l'album il pezzo più rappresentativo del cd: "Rime Of The Ancient Mariner" in cui Steve Harris inserisce sapientemente alcuni stralci tratti dall'omonima opera di S.T. Coleridge; in poco meno di 15 minuti vi è racchiuso quanto di meglio hanno inciso gli Iron. Un brano da tramandare ai posteri.
Dopo la pubblicazione di "Powerslave" il gruppo partì per un gigantesco tour che comprendeva 360 date nell'arco di un anno: dal "World Slavery Tour" nel 1985 venne estratto "Live After Death", il miglior live album mai pubblicato dalla Vergine Di Ferro. Per concludere "Powerslave" è un cd che non puo mancare sullo scaffale di ogni metalhead che si rispetti.
La prima track, la celeberrima "Aces High", lascia senza fiato con un basso sostenuto e chitarre volanti.
"The Rime of The Ancient Mariner" è un pezzo storico della band, che ancora oggi a distanza di 20 anni viene suonato e acclamato dai fans.
"Powerslave è un cd che regge benissimo il confronto con i predecessori."
"'Aces High' è una song validissima votata ad entrare nella leggenda della Vergine di Ferro."
Powerslave è la perfetta sintesi dell'approccio furioso degli esordi e della ricerca di nuove sonorità da parte della band.
Rime Of The Ancient Mariner è una canzone che altro è se non l'assemblaggio non proprio perfetto di almeno tre o quattro canzoni, ma una perla assoluta.
Capolavoro, capolavoro, capolavoro.
La canzone da ascoltare tutta d’un fiato, che non risulta mai noiosa e anzi, man mano che la si ascolta la si conosce sempre meglio e la si apprezza sempre più.
Powerslave è, in assoluto, il mio album preferito degli Iron Maiden.
Dischi e band così non ce ne saranno mai più, altro che l'immondezza senza fantasia né originalità che gira adesso.