...E un giorno nacque l?Heavy Metal!
Siamo di fronte al disco della svolta per quella che ormai è già, assieme ai Saxon, la band di punta della NWOBHM (siamo nell'82). Qui infatti le sonorità vicine all'Hard Rock vengono abbandonate quasi del tutto in favore di un sound più tipicamente Heavy Metal. Ma soprattutto questo album vede l'entrata nella band di un certo Bruce Dickinson, al posto del buon Paul DiAnno, che si rivelerà essere uno dei migliori cantanti del genere e che, grazie alla sua ugola possente e cristallina, caratterizzerà il sound degli Irons negli anni a venire. Con queste premesse non ci si può aspettare meno che un capolavoro... Oltre all'eccezionale voce di Bruce sono in evidenza, fin dalle prime note, i geniali giri di basso di Steve Harris, autore tra l'altro di quasi tutti i pezzi. Si comincia in velocità con ?Invaders?, track aggressiva sostenuta da un'ottima sezione ritmica da parte del grande Clive Burr. La seconda traccia è un vero e proprio classico, ?Children Of The Damned?, pezzo lento che alterna cattiveria ed emozionalità, in cui per la prima volta Dickinson si mette in luce con una performance stellare. Si prosegue con un'altra accelerazione, ?The Prisoner?, un anthem con un ritornello estremamente melodico e memorizzabile. ?22 Acacia Avenue? risulta molto più oscura rispetto ai pezzi precedenti, specie all'inizio; qui gli Irons continuano la saga di Charlotte, iniziata nel primo album; come sempre ottima la prestazione di Dickinson, specialmente dal punto di vista interpretativo. Altro classicone: ?The Number Of The Beast?, che ha procurato accuse di satanismo e molta pubblicità agli Irons, sostenuta da una prestazione vocale e chitarristica molto aggressiva (da antologia l'urlo di Bruce). Eccoci a ?Run To The Hills?, velocissima cavalcata elettrica ed altro anthemone incredibilmente catchy che, non a caso, diventerà una costante nei live sets degli Iron Maiden. Il video di questa canzone è uno dei più simpatici e strambi dell band. Superiamo ?Gangland? e ?Total Eclipse?, pezzi che al confronto di ciò che li precede e, soprattutto, di ciò che li segue, restano piuttosto in ombra non riuscendo a tenere il confronto. Si giunge così all'apoteosi di tutto ciò che rappresenta il termine Heavy Metal, ovvero ?Hallowed Be Thy Name?, a mio parere uno dei migliori pezzi di Heavy classico mai concepito da una mente umana, non che una delle più emozionanti song degli Iron Maiden: qui c'è tutto quello che si può chiedere agli Irons e rappresenterà in futuro il classico trademark tipico dei Maiden: duelli chitarristici impressionanti, una voce come pochi, trascinanti cavalcate e un songwriting capace di trasformare tutto questo in qualcosa di davvero entusiasmante. In conclusione, questo album è NECESSARIO per tutti coloro che intendono avere a che fare con l'Heavy Metal. Se vi manca (ne dubito) procuratevelo immediatamente. Con ogni mezzo!

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