Copertina di Ivan Graziani Viaggi e intemperie
Viva Lì

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Per appassionati di musica italiana anni '70-'80, amanti del pop rock e delle storie intense cantate con la chitarra.
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LA RECENSIONE

La grandezza di Ivan Graziani è stata, per paradosso, la propria costante umiltà. Schivo e riservato (al confronto Battisti pareva un moderno Trimalcione), il marchigiano Ivan è stato un chitarrista straordinario quanto ingiustamente sottovalutato. La critica lo ha scoperto tardi, e il pubblico l’ha sempre snobbato. Eppure, questo splendido marziano un po’ stralunato è stato uno dei maggiori fautori del genere pop rockettaro all’ amatriciana. Un geniaccio che sapeva comporre canzoni entusiasmanti (“Lugano addio”) e travolgenti suoni ritmati di reggae (“Taglia la testa al gallo”). Un signore, prima che un artista. Dopo il successo di “Pigro” (1978) – indimenticabile la foto del porcellino in copertina – Graziani incide, nel 1980, questo interessantissimo album di fine carriera (da qui in poi comincerà, purtroppo, il periodo di declino) che mescola ballate nostalgiche e popolari a brani complessi e drammatici.

Il brano più famoso è “Firenze”, crudele racconto di un amore iniziato e finito fra le monumentali rovine di Ponte Vecchio e, parole dell’autore, del “Colosso Toscano”. Storia vera, vissuta, indimenticabile, triste: uno studente anglofono interessato allo studio della filosofia giunge in Italia, s’innamora, riesce a laurearsi e scippa la fidanzata ad un fiorentino, forse, di sangue blu. Tra il detto e il non detto, Graziani gioca l’arma, sagace, della parola contro la musica: pochi accordi, limitatissimo uso della chitarra e della batteria, moltissima emozione e tanta (forse troppa) partecipazione emotiva. Azzardo: quello studente fiorentino (forse marchigiano) a cui viene scippata la ragazza, è forse lo stesso Ivan Graziani? “Firenze” dunque è buon pop. Ma buon pop è anche “Dada”, altra vicenda drammatica narrata con toni cupi e spesso inquietanti (“La chiusero a chiave in una stanza, e poi giù botte come se piovesse, e droga in abbondanza”). Questa volta le chitarre sono più esplicite e tendono a drammatizzare, con suoni enfatici al limite dello stridore, la sofferenza e il dramma vissuto dall’ inerme protagonista. Degne di nota anche  "Siracusa", curiosa, e assai divertente, presa in giro del classicone guaglione mafioso, mentre “Angelina” è una cupa e crudele storia ambientata tra il traffico cittadino, e l’indifferenza scostante, di una grande metropoli del Nord Italia: Milano. I suoni sono sempre aspri e violenti e gli assoli di Graziani splendidi ed emozionanti. Eppure, gli arrangiamenti di Giovanni Tommaso tendono all’eccesso e alla magniloquenza forzata: certi brani, che avrebbero sicuramente meritato un più saggio e intelligente trattamento, vengono inutilmente appesantiti da alcuni sperimentalismi avanguardistici francamente inutili ed irritanti: “Olanda” ne è l’esempio migliore. E anche l’ interessante “Tutto questo cosa c’ entra con il R. & R. ?” (tema trattato: lo stupro) non incanta né affascina.

Un problema, quello degli arrangiamenti, che è stato forse il maggior cruccio, e dunque il maggior dolore, di Ivan Graziani: quante canzoni, magari bellissime, sono state sbattute alle ortiche a causa di arrangiamenti clamorosi e volgari? Ma lui, Ivan, era fondamentalmente un buono, un bonaccione: non avrebbe mai licenziato nessuno, anche a costo di rimetterci in bravura, vendite e cifra stilistica. E Giovanni Tommaso (un mezzo incapace) dovrebbe, se solo avesse un po’ di dignità, continuare a ringraziare quel gran signore di nome Ivan e di cognome Graziani.

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Riassunto del Bot

L'album 'Viaggi e intemperie' di Ivan Graziani rappresenta un mix articolato di ballate nostalgiche e brani drammatici, con testi intensi e chitarre emozionanti. Mentre la grandezza dell'artista emerge in molte tracce, alcuni arrangiamenti di Giovanni Tommaso risultano eccessivi e appesantiscono l'ascolto. L'opera testimonia il talento e la riservatezza di Graziani, pur segnando l'inizio della sua fase discendente. Il brano 'Firenze' è il cuore emotivo dell'album, raccontando storie struggenti con semplicità e sentimento.

Tracce testi video

01   Firenze (canzone triste) (04:57)

Leggi il testo

02   Isabella sul treno (05:51)

03   Olanda (04:10)

04   Tutto questo cosa c'entra con il R.& R.? (03:09)

05   Dada (05:16)

06   Radio Londra (05:11)

07   Siracusa (05:15)

08   Angelina (03:56)

Ivan Graziani

Ivan Graziani (Teramo, 6 ottobre 1945 – Novafeltria, 1 gennaio 1997) è stato un cantautore e chitarrista italiano, spesso ricordato nelle recensioni per l’originale fusione tra scrittura d’autore e attitudine rock e per i ritratti della vita di provincia.
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