LA RECENSIONE

Mister Jakob Skott per portare a casa la pagnotta percuote pelli nei Causa Sui. Adora percuotere pelli con i suoi amici, a con non piacerebbe ? Ma quando è solo adora abusare creativamente dei tasti, delle manopole di synth analogici.

I suoi synth vivono con la sua batteria creando una colorata groovy trance su modulazioni analogiche. Spycho analologico free jazz, manopole impazzite, suoni sintetici vengono accarezzati con selvaggia creatività. Vivono, dialogano con il libero ritmo che viaggia su impervi sentieri cosmici impoverati di colori, costruendo strutture multiformi, multidimensionali, metticio Kraut, psycho free form, astrale jazz fusion .

Rovente duello batteria contro synth, tutto da seguire attimi per attimo perchè le sorprese di suoni improvvisi, ritmi scardinati , non sono poche e l'intesse rimane sempre sudaticcio.

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Riassunto del Bot

Jakob Skøtt unisce la potenza della batteria alle modulazioni analogiche dei suoi synth, creando un'esperienza musicale dinamica e imprevedibile. L'album 'All the Colours of the Dust' è un mix di jazz fusion, krautrock e psichedelia che sorprende per l'energia e la creatività espressa. Il gioco interattivo tra strumenti e la varietà sonora rendono il disco avvincente e da seguire con attenzione.

Tracce

01   All the Colours (07:21)

02   Face Peradam (07:11)

03   Iron Nebula (07:19)

04   The Variable (07:34)

05   Age of Isotopes (12:55)

Jakob Skøtt

Nella recensione su DeBaser Jakob Skøtt viene descritto come un musicista che percuote pelli e contemporaneamente 'abusa creativamente' dei tasti e delle manopole dei synth analogici, creando intrecci tra batteria e suoni sintetici.
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