Nell'estate del 1999, mentre giravo con un amico per i mercatini di Roma, mi accorsi che tra i tanti cd "taroccati" in vendita, sperduto tra una compilation dei Village People e una raccolta di Umberto Tozzi, c'era questo disco che così tanti mi avevano descritto come un capolavoro assoluto, di cui tanto avevo sentito parlare... questo genio scomparso prematuramente. Spinto dalla curiosità (e dalle 8.900 lire del prezzo, bei tempi) lo comprai pensando "ora anch'io possiedo il famoso, il celeberrimo, l'incontestabile "Grace" di Jeff Buckley!", e quindi mi sentivo molto fico... non avevo ancora scoperto Nick Cave, nè Mark Lanegan e nè tantomeno Tom Waits.
Al periodo ascoltavo poca musica americana, e quindi avevo finalmente anch'io l'occasione di dire la mia quando tutti i miei amici mi citavano questo "meraviglioso" album che ancora non avevo sentito.
Contentissimo, infilo le cuffie, tasto play e via verso le mirabilie di questo poeta:
Track n.1 "Mojo Pin": Chitarre psichedeliche, un ululato lungo un minuto eterno... ah, ecco, canta! Mah... non male. Certo che se non si lagnasse così... sembrano i Pink Floyd con un cane bastonato al posto di Gilmour.
In fondo il brano non è male e a tratti mi ricorda qualcosa dei Led Zep... speriamo bene...
Track n.2 "Grace": Ah, è questa... al primo ascolto non è granchè... poi... ma sì, discreto College Rock... peccato per lui. Troppo melodrammatico, sopra le righe... gli altri del gruppo sono anonimi: sembrano gli Hootie & The Blowfish (raccapriccio). Fino ad ora l'ascolto è quasi gradevole, però... quando finisce 'sto pezzo? AAAH, le mie orecchie!! Stai buonino, Jeff!!
Track n.3 "Last Goodbye": Gli Aerosmith? No... Stone Roses? Neanche... la strofa mi ricorda una canzone dei Tazenda (Carneade, chi è costui?)... ma questo brano era nella soundtrack di "Dawson's Creek"? No, mi sembrava... adesso invece sembra Freddie Mercury... velo pietoso sugli arrangiamenti orientaleggianti...
Track n.4 "Lilac Wine": Aiutooo... che strazio... sembra un bagassone al piano bar... e poi ecco di nuovo i Pink Floyd (scazzati)! Ah, ma non è sua 'sta lagna... vabbè, perdonato: certo che questa poteva evitarla, sembra la Caballet.
Track n.5 "So Real": Qui ci movimentiamo un pò! Ma questa non era dei Tears For Fears? Mmm... mmm... zzz... zzzz... zzz... aiuto, le api! Ah, eccolo di nuovo... zzz... zzz...
Track n.6 "Halleluiah": Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia, alleluia... zzz... zzz... zzz... zzz...
Track n.7 "Lover, You Should've Come Over": Siamo in chiesa? Però... questa è bella, non è davvero male... peccato che i due brani successivi mi hanno mandato in coma, e peccato per quel ritornello Gospel che non ci azzecca niente... comunque ora ho scoperto chi è l'artista di riferimento di Buckley: Joe Cocker!
Track n.8 "Corpus Christi Carol": Ancora con 'sti ululati, che palle... sembra di essere al concerto del Vaticano... zzzz... zzz...
Track n.9 "Eternal Life": E chi è?!? Vabbè, almeno mi ha svegliato... questa è rockettara, ma freddina. Ha la capacità di non riuscire a trasmettermi niente..ma proprio niente! Forse potrebbe essere una B-side dei Manic Street Preachers. Nel complesso, 'du palle.
Track n.10 "Dream Brother": I Radiohead più noiosi. Leggo la durata ("5:26")e già sto male... dai che è l'ultima... anche qua un bel pò di Pink Floyd... zzzz... zzzz... zzz...
Un giudizio sull'album? Ah, sì, caruccio... adesso però sono un pò stanco... zzzz... zzzz... zzzz...
Superbo.
Grace è il più bel disco di debutto che io abbia mai ascoltato.
Ascoltate questo cd e la vostra vita cambierà, non so se in meglio o peggio ma cambierà...
Spirito incantevole e profondo, Jeff Buckley.
Eterogeneo nelle soluzioni musicali, alterna pop d'autore, rock puro e perle di musica sacra.
La voce di Jeff Buckley rasenta la perfezione!
Non una nota e non una lettera di tutto l'album sono messe a caso, quasi a comporre un mosaico fatto di tasselli più unici che rari!
Grace è proprio quell’attimo. Quello che non torna più. E che sogni per sempre.
Le tracce... diventano SOLCHI, diventano SQUARCI, diventano fosse che mi scavano le ossa e che non so ancora spiegare quanto dolore misto a piacere e sublimazione mi abbiano provocato.
Jeff Buckley, un ragazzo che immagino crogiolarsi notte e giorno per scrivere l'album perfetto.
Grace è lisergico, è catarsi, eccitazione, esplosione... e poi freddezza, calma, introspezione, tutto nello stesso momento.