Spirito incantevole e profondo, Jeff Buckley.
Un disco immenso. Emerge, impetuoso, l'estro di un artista.
Il suo amore, il suo odio, la tensione irriducibile del suo animo. La ricerca di Dio, lo strizzare l'occhio alla morte.
E' un disco epidermico. Le emozioni di cui è pieno le rigetta sulla tua pelle. Ambasciatrice della sua anima, una voce inarrivabile e multiforme. Eterogeneo nelle soluzioni musicali, alterna pop d'autore, lo scalda con riff di rock puro, lo impreziosisce con perle di musica sacra (inarrivabile "Hallelujah", cover di Cohen, prova laica dell'esistenza di Dio).
Prima di inabissarsi per sempre in acque misteriose, Jeff Buckley ha lasciato una traccia perpetua di emozione e meraviglia nella musica contemporanea.
Grace è il più bel disco di debutto che io abbia mai ascoltato.
Ascoltate questo cd e la vostra vita cambierà, non so se in meglio o peggio ma cambierà...
sembra i Pink Floyd con un cane bastonato al posto di Gilmour.
mi hanno mandato in coma, e peccato per quel ritornello Gospel che non ci azzecca niente...
La voce di Jeff Buckley rasenta la perfezione!
Non una nota e non una lettera di tutto l'album sono messe a caso, quasi a comporre un mosaico fatto di tasselli più unici che rari!
Grace è proprio quell’attimo. Quello che non torna più. E che sogni per sempre.
Le tracce... diventano SOLCHI, diventano SQUARCI, diventano fosse che mi scavano le ossa e che non so ancora spiegare quanto dolore misto a piacere e sublimazione mi abbiano provocato.
Jeff Buckley, un ragazzo che immagino crogiolarsi notte e giorno per scrivere l'album perfetto.
Grace è lisergico, è catarsi, eccitazione, esplosione... e poi freddezza, calma, introspezione, tutto nello stesso momento.