Copertina di Jethro Tull RökFlöte
Ilovemusic

• Versione 4 Voto:

Per appassionati di musica folk e progressive, fan di jethro tull, ascoltatori di concept album e musica con tematiche mitologiche
 Dividi con...

LA RECENSIONE

In questa recensione parlerò dell'ultimo disco dei Jethro Tull: RökFlöte. È inutile che ce lo nascondiamo: questi non sono più i Jethro Tull. Innanzitutto, perchè Ian Anderson non ha più la voce che ha cantato molti successi della band, da Stand Up in poi, e poi perchè l'album che sto recensendo non ha la classica atmosfera che si respira in tutta la lunga discografia di questa band straordinaria. Infatti, in tutto il disco, aleggia un velo di tristezza che, per quanto mi riguarda, è il capostipite di un nuovo genere musicale, ovvero il depressive progressive folk.

Questa è l'impressione che si ha al primissimo ascolto. Quando lo si ascolta per la seconda volta, le cose cambiano. Per carità, non si ha a che fare con un capolavoro, ma con un disco che prende le sue belle tre stellette di merito. L'unica, enotme tristezza, è che Ian Anderson non ha più la voce che l'ha accompagnato dal 1968 fino al 1982.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

RökFlöte, l’ultimo album dei Jethro Tull, segna un cambiamento evidente nel sound e nello stile vocale di Ian Anderson. Il disco si presenta come un concept folk progressivo con un’atmosfera malinconica, ispirato alla mitologia nordica, ma senza brani particolarmente distintivi. Non un capolavoro, ma un’opera meritevole di attenzione per gli appassionati.

Tracce

01   Voluspo (03:41)

02   The Navigators (04:26)

03   Guardian's Watch (03:28)

04   Ithavoll (03:53)

05   Ginnungagap (03:48)

06   Allfather (02:44)

07   The Feathered Consort (03:37)

08   Hammer On Hammer (03:09)

09   Wolf Unchained (04:58)

10   The Perfect One (03:49)

11   Trickster (And The Mistletoe) (03:00)

12   Cornucopia (03:51)

Jethro Tull

I Jethro Tull sono una band britannica fondamentale per il progressive e folk rock, contraddistinta dall’uso magistrale del flauto di Ian Anderson, album epocali come Aqualung e Thick as a Brick, e un'ironia che ha attraversato stili e decenni.
84 Recensioni