Già prima dello scioglimento ufficiale dei Beatles, John intraprese la carriera solista incidendo tre singoli essenziali nella sua discografia (pubblicati sotto il nome di Plastic Ono Band): l’inno epocale Give Peace A Chance, la straziante Cold Turkey che parlava della sua tossicodipendenza e Istant Karma!, brillante brano che aprì la collaborazione tra Lennon e Phil Spector.
Dopo lo scioglimento dei Fab Four iniziò alla lavorazione del suo primo album. Influenzato dallo psichiatra americano Arthur Janov, diede sfogo alla sua sofferenza con canzoni dal sound crudo, lamentoso. John infatti si avvalse della sola collaborazione di Ringo alla batteria e dell’amico Klaus Vormann al basso.
Plastic Ono Band si apre con Mother, introdotta da campane che suonano piuttosto macabre; il brano d’apertura infatti non è altro che un urlo verso i propri genitori che furono la causa della sua infelicità.
Il brano seguente Hodl On, sicuramente più positivo ma meno incisivo, esorta la coppia (John & Yoko) a resistere perché tutto andrà per il verso giusto. Comunque l’aurea positiva si spegne presto con l’arrabbiata I Found Out, un’accusa contro gli hippie, la droga, il sesso, la religione, cioè tutto quello che lo distoglieva dalla ricerca di sé stesso.
Working Class Hero è una canzone composta da due accordi che parla della plasmazione della classe operaia, nonostante Lennon non abbia mai fatto parte di questo ceto sociale la canzone suona ispirata e gradevole nonostante la monotonia.
Isolation, un brano modesto, parla della sua vulnerabilità mentre in Remember mette assieme dei flash-back. La delicata e forse troppo silenziosa introduzione pianistica del produttore Spector introduce Love, canzone giustamente molto cara a John, che parla semplicemente d’amore…
Well Well Well non è altro che un’altra canzone arrabbiata (che ricorda I Found Out). Look At Me, scritta nel 1968, è un motivetto dolce da non scordare.
Ma arriviamo al brano migliore, God. Aperto dalle toccanti note al piano di Billy Preston (già collaboratore dei Beatles), nella prima parte parla appunto di Dio, dopo invece elenca una serie di concetti e persone a cui dice di non credere, dalla magia a Kennedy arrivando ai Beatles.
Nell’ultima parte, la più malinconica, congeda i Beatles e “saluta” i suoi vecchi amici.
Plastic Ono Band si conclude con un brano semplicissimo ed agghiacciante, voce distorta canta una filastrocca fanciullesca: My Mummy’s Dead.
In POB Lennon acquista un’indipendenza spirituale e scrive del suo mondo, della sua vita distaccandosi dalle sue tipiche canzoni beatlesiane. Questo forse rende POB il miglior album solista di Lennon, crudo ma anche melodico. Sincero.
John Lennon è stato il più grande filosofo del ventesimo secolo.
Questo disco narra della morte nera dell’anima.
Mother è un grido disperato rivolto ai genitori che lo abbandonarono durante l'infanzia.
Con 'God' Lennon dichiara: 'The dream is over', simbolo della fine del mito dei Beatles.