Copertina di Johnny Winter Roots
March Horses

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Per appassionati di blues, fan di johnny winter, amanti della musica rock classica e tradizionale
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LA RECENSIONE

La musica deve parlare per sé, il resto non conta. L'artista deve essere riconosciuto per le sue qualità creative, emozionali e tutto il resto deve passare in secondo piano. Ma trovarsi (in senso figurato) di fronte ad un bifolco albino, al limite dell'anoressia e dallo sguardo obliquo può suscitare un'innata curiosità. Johnny Winter, il redneck in questione, ha rappresentato per diversi decenni un punto fermo del blues rock statunitense, dai fasti a cavallo dei '60-'70 fino all'onestà dei recenti lavori. Oggi, ultrasessantenne e con più di un piede nell'ospizio, continua a proporre con passione un classicissimo blues, ripescato direttamente "dalle radici".

Questo "Roots" (2011) è una raccolta di classici reinterpretati dal texano con la collaborazione di amici/colleghi/parenti, e in una manciata di pezzi ricorda come una chitarra stridente, una voce sfiatata e le classiche dodici battute possano scuotere l'anima. Da ricordare soprattutto l'opener "T-Bone Shuffle", la versione di "Got My Mojo Workin'" di Muddy Waters (da sempre mèntore di Winter) e la partecipazione del fratello Edgar al sassofono. Produzione limpida, atmosfera svaccata.

Il rocker dei live ad alto volume è morto (troppi anni di eccessi ne hanno minato il fisico già fragile), ed è risorto in vesti classiche. Speriamo che ci regali ancora molti anni di piacevolissima nostalgia.

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Riassunto del Bot

Roots di Johnny Winter è un album dedicato ai classici del blues rivisitati con passione e sincerità. Il musicista texano si presenta in una veste più matura, mantenendo viva la tradizione con produzioni limpide e collaborazioni, tra cui quelle col fratello Edgar. L'album anima la nostalgia e conferma l'artista come punto fermo del blues americano. Le tracce come 'T-Bone Shuffle' e 'Got My Mojo Workin'' evidenziano l'anima vibrante della sua interpretazione.

Tracce

01   T-Bone Shuffle (feat. Sonny Landreth) (04:51)

02   Further on Up the Road (feat. Jimmy Vivino) (04:16)

03   Done Somebody Wrong (feat. Warren Haynes) (04:44)

04   Got My Mojo Workin’ (feat. Frank Latorre) (05:07)

05   Last Night (feat. John Popper) (05:44)

06   Maybellene (feat. Vince Gill) (02:46)

07   Bright Lights, Big City (feat. Susan Tedeschi) (04:25)

08   Honky Tonk (feat. Edgar Winter) (03:40)

09   Dust My Broom (feat. Derek Trucks) (06:01)

10   Short Fat Fannie (feat. Paul Nelson) (04:04)

11   Come Back Baby (feat. John Medeski) (06:28)

Johnny Winter

Chitarrista e cantante blues rock nato a Beaumont (Texas) nel 1944 e scomparso nel 2014 in Svizzera durante una tournée. Maestro della slide e presenza storica a Woodstock, ha collaborato e prodotto Muddy Waters (tra cui Hard Again). Fratello di Edgar Winter, è legato a dischi come Johnny Winter, Second Winter e Still Alive and Well.
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