Nel 1997 i Judas Priest rilasciano "Jugulator", primo album con Tim "Ripper" Owens alla voce dopo l'abbandono di Rob Halford. L'album è chiaramente influenzato da generi come Speed Metal, Thrash Metal e, addirittura Industrial. L'album è un fiasco, ma in seguito alla sua uscita i Priest partono ugualmente per un tour.
Se in studio le composizioni di "Jugulator" non sembrano un granchè, c'è da dire che dal vivo portano a una certa soddisfazione, come si può capire da questa raccolta live, in cui l'album sopracitato è ben rappresentato con 5 canzoni.
Insieme alle ultime canzoni provenienti dall'ultimo album sono presenti classici immortali, ottimamente reinterpretati da Owens, quali "Electric Eye", "The Sentinel", "Victim Of Changes", "The Ripper" e molti altri.
Tutte le canzoni presentate sono suonate e cantate in maniera assolutamente impeccabile: dall'intro maestosa di "The Hellion", come sempre seguita da "Electric Eye", ai classici dei primi tempi come "The Ripper", passando per l'acclamatissima "Painkiller" (aperta dal solito rombo di moto), la magnifica "The Sentinel" e le ultime "Blood Stained" o "Burn In Hell".
Il nuovo cantante ci regala un'ottima prestazione, alternando acuti incredibili (comunque inarrivabili a quelli del Rob Halford di "Screaming For Vengeance" o "Painkiller") a parti molto più pacate, come si può verificare nella versione acustica di "Diamonds And Rust", cover di Joan Baez e presente originariamente su "Sin After Sin" del 1977.
Anche gli strumentisti danno un'ottima prova, in particolare: Glenn Tipton e K.K. Downing danno vita ad assoli incredibilmente virtuosistici ("The Sentinel", "Metal Meltdown") nonostante la sempre più veneranda età (45 anni!!!), dimostrando che per i Priest il tempo sembra non passare, Scott Travis devasta la sua batteria con delle rullate micidiali (basterebbe solo l'intro "Painkiller" per capire il suo enorme valore) e solo Ian Hill resta "in disparte". Anche lui dà una grande prova, certo, ma viene praticamente coperto dagli altri.
Questo live album presenta una sola pecca, ed anche abbastanza evidente: sono stati trascurati molti album di assoluto valore come "Rocka Rolla" (beh, questo si può anche capire), "Point Of Entry", "Turbo" e "Ram It Down". Non avrebbero guastato una "Sinner" o una "Exciter" in più al posto di due canzoni da "Jugulator" (in particolare "Abductors" e "Bullet Train"), ma è tutto sommato un ottimo live album, molto godibile, soprattutto per i fan di vecchia data dei Priest.