Copertina di Kenneth Branagh Belfast
marcom63

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Per amanti del cinema drammatico, appassionati di storie autobiografiche, spettatori interessati a tematiche di guerra e famiglia, fan di kenneth branagh
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LA RECENSIONE

Contrariamente alle mie abitutdini ho visto questo film senza essermi prima documentato, pertanto non sapevo assolutamente di che cosa si trattasse e, meno che mai, sapevo che si trattava di un film autobigrafico. Eppure, man mano che procedevo nella visione, mi rendevo conto che nel film c' era qualcosa di personale. E capivo anche che gli eventi del conflitto nordirlandese, che facevano da sfondo alla vicenda, pur nella loro drammaticità, erano solo una parte della storia che il regista ( e sceneggiatore) voleva raccontare. Molto probabilmente se non ci fosse stata la guerra la famiglia del regista sarebbe comunque emigrata in Inghilterra. Oppure il film avrebbe potuto svolgersi in un altra città con problematiche diverse: Palermo al tempo dei dellitti mafiosi o Roma al tempo delle brigate rosse, giusto per fare qualche esempio. In altri termini il protagonista bambino del film sembra convivere meglio con la guerra che con i problemi tipici della sua età e quelli della sua famiglia, legati soprattutto al lavoro del padre, che alla fine li porteranno al trasferimento. In realtà i disordini preoccupano più i genitori, per i possibili danni fisici, che l bambino, il quale si preoccupa più di capire quale sia la reale differenza tra il credo dei protestanti e dei cattolici, cosa che potrebbe ostacolare il rapporto con la sua fidanzatina. Alla fine giungerà, aiutato dal padre, a capire che la differenza o non c'è o, se c'e, non è una cosa per cui si debba litigare. Ben delineate le figure dei nonni che, con la loro saggezza contribuiscono, a rasserenare il piccolo. Non mi avventuro in giudizi tecnici sulla fotografia e sul montaggio, ma il film sembra fatto molto bene e la vicenda si svolge con i tempi giusti, senza cali di tensione e senza eccessiva angoscia nei momenti più drammatci. Consentitemi però un accenno alla colonna sonora del film, equilibrata e discreta, impreziosita da "Everlasting Love" dei Love Affair, brano che non sentivo da tempo immemorabile.

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Riassunto del Bot

La recensione di Belfast evidenzia il carattere personale e autobiografico del film di Kenneth Branagh, che racconta la guerra in Irlanda del Nord attraverso gli occhi di un bambino. Il conflitto è uno sfondo a vicende familiari e alle difficoltà generazionali, narrate con delicatezza e senza eccessiva angoscia. In particolare, si apprezzano i personaggi dei nonni e la colonna sonora equilibrata, tra cui spicca "Everlasting Love". Un film ben costruito e coinvolgente che regala un racconto intimo sul senso di differenza e appartenenza.

Kenneth Branagh

Kenneth Branagh (Belfast, 10 dicembre 1960) è un attore, regista e sceneggiatore britannico. Noto per gli adattamenti shakespeariani e per Belfast, ha vinto l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale con Belfast.
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Altre recensioni

Di  Stanlio

 Il film merita i soldi spesi al cinema anche solo per la colonna sonora firmata da Sir George Ivan “Van” Morrison.

 A me è risultato spesso noioso nonostante la sua breve durata ma fa capire qualcosa su come erano obbligati a vivere anche coloro che non parteggiavano per una parte o l’altra.