Copertina di King Bong Autobohng
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Per appassionati di musica sperimentale, fan del kraut rock e dello stoner alternativo, ascoltatori curiosi e pazienti in cerca di nuove esperienze sonore.
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LA RECENSIONE

"Ciao ciao al doom" dal finestrino kraftwerkiano,
su autostrade free-qualchecosa, forse kraut e di sicuro jam; niente over-dub. Qualunque cosa voglia dire. Comunque si scriva.
Bit (o beat?) da apripista per evoluzioni contenute. Sincopato, curioso, diverso. Profondamente diverso, ti aspetti lo stoner, e questo è diverso. Tanto. E non è sempre facile. E' musica che viene partorita in diretta, serve esser preparati, serve pazienza.

L'onestà:
In certi luoghi, con la luce giusta e la temperatura corretta, apre porte nuove. Altre volte è un macigno, il masso di Sisifo, lasciate perdere.

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Riassunto del Bot

Autobohng di King Bong è un album che rompe gli schemi dello stoner tradizionale con un approccio kraut rock e jam session dal vivo. La musica è sincopata e curiosa, richiede tempo e pazienza per essere apprezzata appieno. Alcuni momenti aprono porte nuove e rivelano un'originalità profonda, mentre altri possono risultare faticosi. Nel complesso, un lavoro onesto e stimolante per chi cerca qualcosa di diverso.

Tracce

01   Ze Bert (09:55)

02   Mad Beat (20:24)

03   Ze Qool (08:16)

04   Bad Meat (25:42)

King Bong

King Bong sono un trio di Milano, formato nella primavera del 2008. Nei primi lavori propongono jam strumentali registrate in presa diretta, con influenze stoner, doom e psichedelia. Il primo album citato nelle recensioni (How I Learned to Stop Worrying and Love the Bong) è nato da sessioni improvvisate e veniva reso disponibile via MySpace. I membri hanno collaborazioni con altre band (Suburban Base, Drunk Monkeys Hospital, Sandmen, Bones & Comfort).
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