Copertina di King's X Ogre Tones
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Per appassionati di rock e heavy metal, fan di king's x, ascoltatori di musica alternativa e melodica
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LA RECENSIONE

"Ogre Tones" giunge dopo il tanto atteso e spettacolare doppio live dello scorso anno, doveroso sigillo di una carriera quasi ventennale. E già, perchè il primo "Out of the Silent Planet" risale al lontanissimo 1988, periodo fertile per quelle band che decisero di ampliare in mille sfaccettature il concetto di heavy metal. Personalmente ancora oggi riascolto volentieri i loro primi 4-5 album, fino a "Dogman" per intenderci, al quale son seguiti lavori di non facile lettura: spigolosi e complessi ("Please Come Home...") lampi di genio misti a banalità ("Black Like Sunday") e direzioni contorte ("Manic Moonlight").

Il live forse è servito a chiudere un cerchio aperto anni fa e "OT" rappresenta forse la voglia di ricominciare... dall'inizio. Infatti, gran parte dei brani che lo compongono potrebbero far tranquillamente parte dei loro primi lavori: dalla diretta e veloce "Alone" alla delicatezza dei cori di "Stay", passando per il groovy melodico di "Fly" per arrivare all' acustica "Honesty", che vede il passaggio di microfono a Ty Tabor. Il quasi spoken word del meticcio Doug Pinnick lo ritroviamo nell'originale e divertente "Bebop" mentre l'intreccio di cori, presenti come sempre un po' ovunque, raggiunge l'apice nella sognante "Get Away". Ritorno all'immediatezza e alla "semplicità" quindi, con melodie che vi ronzeranno in testa sin dal primo ascolto e che, spero, porteranno alcuni di voi alla riscoperta di una band seminale, lontana dagli stereotipi (nelle rece cerco sempre di indicare band similari x rendere immediata la direzione musicale, ma come i King's X ci sono solo i King's X) e dalle mode, che continua ad unire Rock positivo con un pizzico di Soul amalgamandolo poi col Pop.

Unico piccolo neo: del trio texano, oltre agli intrecci canori, mi entusiasmavano alcune parti strumentali che rasentavano la pazzia soprattutto nei finali, fatti di stop & go sempre più sincopati, contorti e dilatati nello spazio/tempo, in cui non si era mai certi se il pezzo fosse finito o meno. Oppure le ripetizioni psichedelicamente ossessive, acide e dirompenti. E i 'soli puliti e da brividi di Ty o la sua chitarra accordata nei modi più diabolici. Chissà, forse nel prossimo lavoro mi concederanno pure questo, per ora mi godo "OT" come il ritorno in grande spolvero di una band che da sempre è tra le mie preferite.

DISCOGRAFIA: Out Of The Silent Planet - 1988 (4) Gretchen Goes To Nebraska - 1989 (5)Faith Hope Love by king's x - 1990 (4)King's X - 1992 (4)Dogman - 1994 (3)Ear Candy - 1996 (2)Best Of King's X - 1998 (s. v. )Tape Head - 1998 (2)Please Come Home. . . Mr. Bulbous-2000 (1)Manic Moonlight - 2001 (1)Black Like Sunday - 2003 (3)Live all over the place - 2004 (4)Ogre Tones - 2005 (3)

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Riassunto del Bot

Ogre Tones rappresenta un ritorno alle sonorità originarie di King's X, con brani immediati e melodie orecchiabili. L'album si distanzia dai lavori più complessi e sperimentali degli ultimi anni, offrendo una miscela di rock, soul e pop. Le armonie vocali e la varietà musicale con momenti acustici e groovy sono i punti forti. Pur senza le parti strumentali più estreme del passato, il disco conferma la band come una realtà unica e amata nel panorama rock.

Tracce video

01   Alone (02:56)

02   Stay (03:23)

03   Hurricane (03:30)

06   Bebop (04:02)

07   Honesty (02:43)

08   Open My Eyes (04:03)

09   Freedom (03:21)

10   Get Away (03:26)

11   Sooner or Later (06:58)

12   Mudd (04:42)

13   Goldilox (reprise) (05:06)

King's X

Trio statunitense di Houston formato da Doug Pinnick (voce/basso), Ty Tabor (chitarra/voce) e Jerry Gaskill (batteria/voce). Attivi discograficamente dal 1988, uniscono hard rock, soul, psichedelia, influssi beatlesiani e venature grunge. Album di riferimento includono Gretchen Goes to Nebraska, Faith, Hope & Love e Dogman; sono tornati con Three Sides of One dopo una lunga pausa.
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