Copertina di Kraftwerk The Man Machine
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Per appassionati di musica elettronica, cultori dell’avanguardia musicale, estimatori della musica sperimentale e futuristica
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LA RECENSIONE

Kraftwerk ergo “How To Build Your Own Automaton”.

Cap. VII: Proiezioni e progettazioni avant-retrò.

Il prodotto dell’industria umana s’è elevato alfine oltre l’uomo.

Supremo gesto dell’arte umana è perpetrare sé medesima oltre i propri angusti confini: portare l’automatizzazione industriale dentro l’uomo; automatizzare l’uomo.

Automi, uomini-macchina, Robotern: la vetta dell’avant-retrò.

Dall’artefatto meccanico prodotto dall’uomo, all’uomo meccanico ri-prodotto dall’uomo.

La soglia dell’automatizzazione musicale è ormai varcata.

Segnali lampeggianti, ritmi smaccatamente sintetici, spasmodici ed alteri insieme.

Finzione ed imitazione: imitazione di ciò che, non esistendo ancora, è proiettato in un futuro che mai esisterà.

Mimetica immaginaria.

Mimetica inarrivabile.

Sei pezzi: tre per lato.

Sei ossessive ripetizioni per un mondo lontano.

Come può il freddo fingersi-macchine proiettarci in un tempo-non-tempo così vivo?

Ascoltarli è ogni volta fare un lavacro d’oblio, ritrovarsi nei panni d’un altro.

Un altro che mai sarà.

CAP.8: https://www.debaser.it/kraftwerk/computerwelt/recensione-123asterisco

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Riassunto del Bot

La recensione approfondisce il concept di Kraftwerk in 'The Man Machine', un album che fonde uomo e tecnologia in un’esperienza sonora avant-retro. La musica appare come un rituale di trasformazione, un viaggio tra ritmi ripetitivi e sintetici che evocano un futuro immaginario. L’album è descritto come un ponte tra arte e automazione, capace di trasportare l’ascoltatore fuori dal tempo.

Kraftwerk

I Kraftwerk sono una band tedesca fondamentale per la storia della musica elettronica. Partendo dal krautrock sperimentale dei primi anni '70, hanno rivoluzionato il pop fondendolo con la tecnologia e la cultura della macchina.
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