Copertina di La 1919 Giorni Felici
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Per appassionati di musica sperimentale, jazz e rock progressivo, ascoltatori curiosi e cultori di sonorità alternative italiane.
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LA RECENSIONE

Strano disco, voci che escono da radio antiche, urletti fraseggi di chitarre, sax, batteria e una spruzzata di elettronica. Una sorta di jam session dove i ritmi convulsi e sincopati trovano la loro massima espressione nei 38 secondi iniziali; Jingle Jungle è già chiarissima e non lascia adito a dubbi questi sono signori musicisti e ci divertiranno a prenderci in giro per tutta la durata di questo sconosciuto CD (1997). Rock Proggressivo? Jazz? Sperimentazione acustica? Troppi stili si uniscono/mischiano e ci confondono mentre i gorgheggi di ragazze stralunate/straziate cercano di tramare qualcosa contro le nostre certezze musicali (This Life).

"Un temporale verso il tramonto/ pioggia nel cielo/ e uniformi alla mia porta/ nelle loro mani all'improvviso/ la mia vita non vale più niente/come in un sogno/ luce forte onnipotente/ uomini che non conosco/ come stracci bagnati/ se chiudo gli occhi/ vedo posti lontani nel tempo/ oscuri senza colori/ così chiedo di essere lasciato libero". (Le Rapide)

La chitarre volutamente distorta/assorta dal dolore ci osserva trascinare i piedi verso altri suoni/sogni urla e smembramenti artificiali... Che sia questa la MUSICA? Giorni Felici, Alexia, Carla occupano la parte centrale del Cd, l'intento di spiazzare l'ascoltatore oramai è raggiunto, i signori musicisti (Luciano Margorani, Piero Chianura, Henry Kaiser, Franco Fabbri, John Oswald ) sembrano sempre più una congrega di vecchi amici ubriaconi. Si divertono e registrare e improvvisare come se nulla fosse vietato dallo show business ben consapevole che il loro lavoro avrà solo alcuni pazzi ammiratori, marcette di lemmings e cori (finti)indiani pellerossa incitano Henry a suonare ancora e Henry non si fa certo pregare. Il lavoro è interamente strumentale, fatta eccezione per le parti in cui la voce viene usata come strumento, inoltre ci sarebbero anche le due poesie strazianti/inquietanti  di cui  mi sono divertito a inserirvi il testo.

"I nostri padri/ portatori di miseria/ vestiti con abiti buoni/ e parole senza senso/ ogni colore giù nella coscienza/ fino all'ultimo giorno/ il corpo visto dal cielo/si contrae/ esplode in ogni direzione/ le braccia si girano/ spingono il vuoto/ costole/ vertebre/ tendini/ muscoli/ si slegano e si spostano/ ogni gesto guarisce/ e calma il dolore/ perché il corpo sia libero" (Crimini di Guerra)

e si apre il gran finale The Puppet Parade e rivediamo sfilare davanti a noi tutti i personaggi di questo incredibilmente strampalato lavoro.

Ps: le poesie sono scritte e interpretata da un certo Fausto Rossi.

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Riassunto del Bot

Giorni Felici di La 1919 è un album sperimentale e strumentale ricco di improvvisazioni e contaminazioni fra rock, jazz e elettronica. Le voci e le poesie contribuiscono a creare atmosfere rarefatte e inquietanti. Il lavoro è irriverente e complesso, destinato a un pubblico di ascoltatori curiosi e appassionati di sperimentazione sonora. L'album coinvolge con la sua originalità e il gioco di suoni dissonanti e melodie peculiari.

Tracce

01   Jingle Jungle (00:37)

02   Play It Again, Henry! (03:45)

03   Crimini Di Guerra (02:02)

04   The Puppet Parade (03:27)

05   This Life (04:35)

06   Le Rapide (02:45)

07   Aha! (05:15)

08   Giorni Felici (03:33)

09   Alexia (03:40)

10   Carla (02:38)

11   La Lunga Marcia Dei Lemmings (02:42)

12   Vivace! (03:26)

La 1919

Artista/gruppo citato nella recensione di 'Giorni Felici' (1997): lavoro sperimentale, prevalentemente strumentale, che miscela rock progressivo, jazz ed elettronica. Nell'album sono citati collaboratori come Henry Kaiser e John Oswald; due poesie sono scritte e interpretate da Fausto Rossi.
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