Lacero, all'anagrafe milanese Terenzio Valenti, è un artista che nel disco "C'era solo da aspettare" predilige una veste acustica da cantautore con reminiscenze post-grunge e folk.

Recensione dell'album solista di Lacero, dove prevalgono chitarra e voce e si alternano ballate acustiche a richami post-grunge. Il registro è essenziale con qualche arrangiamento d'archi di rilievo. Valutazione complessiva equilibrata.

Per: lettori interessati al cantautorato italiano e al rock alternativo

 Dopo un disco tra il post grunge, il punk e il post rock, Lacero si ripresenta con un nuovo lavoro in cui si lascia reminiscenze elettriche, armamentario da band rock e dà forma a un disco scarno, tutto chitarra e voce (a parte la stupenda ballata “Ti ho vista partire” in cui mette in campo un arrangiamento scintillante per quartetto d'archi, e nella claustrofobica “Un tempo indefinito”, dove una batteria in 4/4 e un piano minimalista duettano intorno a una voce quasi narrante).

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