Copertina di Lali Puna Scary World Theory
josefk

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Per appassionati di musica elettronica, fan del minimalismo sonoro, ascoltatori alla ricerca di atmosfere emotive e riflessive.
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LA RECENSIONE

Se per caso vi dovesse capitare di salire in cima al Park Guell di Barcellona e osservare la città splendidamente incastonata tra mare e colline avendo a disposizione tre cd ("Deftones" Deftones, "Noah's Ark" Cocorosie e "Scary World Theory" Lali Puna) non esitate e inserite nel vostro lettore il terzo. La voce di Valerie scaverà dentro di voi senza possibilità di sfuggita.

Se ascoltate per la prima volta questo cd non iniziate dalla prima canzone, "Nin-Com-Pop", seppur bellissima e coinvolgente ma da "Don't Think" che con i suoi loop avvolgenti può essere senz'altro eretta a manifesto di questo piccolo capolavoro dell'elettronica. Poi fate scorrere il vostro ascolto passando per "Scary World Theory", la titletrack, e potrete assaporare l'asetticità e l'imponenza del gruppo crudamente inquadrate nell'algida scena iniziale de "Le Conseguenze Dell'Amore" da Paolo Sorrentino. Proseguite con la ritmica incalzante di "Middle Curse" perfettamente abbinata alla voce appena sussurrata e dirigetevi verso "50 Faces Of", la canzone più dura dell'album che richiama "Maxinquaye" del geniale Tricky col suo inizio scandito dai tamburi e il costante ritmo martellante. Concludete la vostra esplorazione nel mondo etereo e dissolvente dei Lali Puna con "Come On Home" e "Satur-Nine" che chiudono il disco esprimendo la loro ancestrale vena minimalista retaggio della inconfondibile scena musicale tedesca. Due brani che ricordano, con i loro campionamenti, la disarmante freddezza di "Draft 7. 30" degli Autechre.

Alla fine del vostro ascolto frazionato, differito e anticipato rispetto alla tracklist vi accorgerete di aver fatto un bel viaggio all'interno della vostra psiche perché questo è un disco che mette nelle condizioni psicofisiche adatte per riflettere e soprattutto immaginare.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta 'Scary World Theory' dei Lali Puna come un album elettronico coinvolgente e riflessivo. L'autore consiglia un ascolto non lineare delle tracce, evidenziando la voce penetrante di Valerie e la capacità del disco di evocare immagini e sensazioni profonde. Le influenze di artisti come Tricky e Autechre sono evidenti in alcune tracce, rendendo l'opera un piccolo capolavoro della scena elettronica tedesca. L'album è descritto come un viaggio psicofisico dentro se stessi, capace di stimolare immaginazione e riflessione.

Tracce testi video

Lali Puna

Lali Puna è una band tedesca di indietronica nata a fine anni ’90 nell’area di Monaco/Weilheim. Fondata da Valerie Trebeljahr insieme a Markus Acher (The Notwist), è legata all’etichetta Morr Music e nota per elettronica minimale, sensibilità pop e voce sussurrata. Tra i membri di lungo corso figurano anche Christian Heiß e Christoph Brandner.
13 Recensioni

Altre recensioni

Di  Rivo

 Più che un disco sembra un percorso mnemonico in ricordi vicini e lontani insieme.

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Di  giov

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 Non si tratta di distacco ma di lenta ipnosi.