Anno nuovo vita nuova si diceva, così mi cimento nel recensire un disco "minore" ma non per questo interessante e piacevole. Lui si chiama Lawrence Hammond che, nel periodo della Summer of Love ha fatto parte dei Mad River, uno dei tanti gruppi che univano psichedelia al folk. Questo è il primo album solo, il secondo arriverà, dopo molti anni di silenzio discografico, nel 2012.
Coyote’s Dream è un album che si muove tra suggestioni ambient, folk contemporaneo e una scrittura musicale profondamente evocativa. Lawrence Hammond costruisce un viaggio sonoro intimo e contemplativo, in cui il coyote diventa simbolo di libertà e confine tra mondo reale e dimensione onirica.
Le composizioni sono caratterizzate da ritmi lenti e ipnotici, arrangiamenti essenziali e un uso misurato degli strumenti, che lascia spazio al silenzio e alla risonanza emotiva. Le melodie non cercano l’impatto immediato, ma crescono gradualmente, invitando l’ascoltatore a un ascolto attento e quasi meditativo.
Dal punto di vista espressivo, l’album trasmette una forte connessione con la natura e il paesaggio, evocando spazi aperti, notti desertiche e atmosfere sospese nel tempo. Il nostro privilegia la sensazione rispetto alla struttura tradizionale della canzone, rendendo Coyote’s Dream più un’esperienza sonora che una semplice raccolta di brani.
Nel complesso, Coyote’s Dream è un lavoro raffinato e coerente, adatto a chi ama la musica introspettiva e narrativa, lontana dalle logiche commerciali. Un album che non si impone, ma accompagna, lasciando un’eco persistente anche dopo l’ultimo ascolto.
La line-up presenta esperti turnisti country come, Byron Berlin al violino e il fratellastro di Bob Weir James Louis Parber alla chitarra solista.
Perché recensire questo album di cinquant'anni fa? Perché ritengo meritasse un posto nel DeBaser.
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