Leon Gast
Quando Eravamo Re

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Per i miei eroi da bambino

Bruno, Ali e il Che

Quello dei miei genitori è stato uno dei primi divorzi a Reggio, probabilmente il primo a Cavriago.

E, considerando che in zona per vari motivi erano conosciuti, se ne parlò parecchio (ovviamente di questo mi resi conto più avanti).

Non ricordo praticamente nulla di me bambino, degli anni prima del divorzio, di noi tre insieme (fortuna ho alcune foto in cui sembriamo pure felici)

O meglio ho alcuni flash: loro che se ne dicono di ogni urlando come pazzi furiosi, io che corro in garage tappandomi le orecchie piangendo, mia mamma che esce di sera alludendo a riunioni politiche e similari... probabilmente capivo già che aveva un altro, già intuivo...

I primi tempi, dopo la separazione,fu pure peggio con papà che ogni sera urlava sotto casa e mamma in attesa che arrivasse l’altro; scene drammatiche e grottesche insieme, con mio papà, quasi sempre su di giri (per usare il classico eufemismo), l’arrivo dei carabinieri e il classico “ dai Bruno lascia perdere”. Tremendo vedere il mio eroe ridotto così anche se poi dopo qualche ora mi veniva a prendere e mi portava in bici a scuola. Non ricordo di bimbi che mi prendevano in giro, ma ero un bulletto quindi forse lo facevano quando non sentivo, vigliacchi ahahahah. Papà aveva anche i demoni e quindi andava a periodi; spaccava il mondo o era una persona fragile, insicura e paurosa (maledetta/benedetta genetica), Mamma era determinata e risoluta. Inutile dire “a chi tenevo”.

Attraverso i vari specialisti dei miei demoni (tutti dei poveri illusi, sconfitti irrimediabilmente) ho compreso poi che otto anni sono l’età peggiore per “subire” il divorzio dei tuoi genitori; sei piccolo ma abbastanza grande per capire, ma non abbastanza grande per capire bene (e sai che studi ci volevano per sentenziare questa ovvietà!)

Una cosa però ricordo bene, perché era un rituale che mi rimarrà poi dentro per sempre. Mio papà che mi diceva che la notte si sarebbe svegliato per vedere Muhammad Ali. Oltre che di calcio, del Brasile e dell’Inter mi aveva già parlato di lui... quindi io “tenevo” per Ali senza sapere chi era, poche balle.

Non riesco a ricordare la prima volta, quale incontro fosse, questo non ebbe la diretta Rai, probabile il devastante e brutale ”Thrilla in Manila” con Frazier o uno di quelli con Spinks. Certamente gli ultimi due - disastrosi con Holmes e Berbick - li vedemmo insieme (non oso pensare alla mia sofferenza). Di una cosa sono sicuro: che appena misi a fuoco il signor Muhammad Ali diventò l’altro mio eroe! Il suo danzare, il portare con quella naturalezza il jab sinistro, la velocità e la bellezza delle sue combinazioni, il parlare all’avversario per annientarlo prima psicologicamente poi fisicamente, classe e superbia, arroganza e talento purissimo: tutto ciò mi affascinava ed elettrizzava.

“E’ stato il più grande, unico e non solo come pugile” mi diceva orgoglioso Bruno come se Ali fosse lui (ma il Che e Ali non si potevano discutere, era così).

Si discute se sia il miglior pugile di sempre o no... cioè forse non ci siamo capiti: Ali è il più grande personaggio sportivo di sempre punto; non so se il più grande pugile (sicuro nei 3 con Louis e Robinson) ma unico e, probabilmente, irripetibile per ciò che ha fatto.

A tal proposito quegli anni sessanta furono unici e irripetibili anche per il pugilato ed in particolare per la categoria regina, quella dei Massimi: Ali, Frazier, Liston, Foreman, Patterson, Cooper, Bonavena, Chuvalo, Folley, Williams, Ellis, Young, Terrel, Lyle, Quarry, e ne dimentico sicuro. Probabilmente in altri periodi sarebbero tutti o quasi stati dei campioni della categoria.

Nel mentre l’informazione si diffondeva e la tecnologia avanzava e, con l’aiuto di papà, negli anni mi procurai più materiale possibile sul ragazzo di Louisville, i primi VHS che il mio vecchio si procurò non so dove.

Kinshasa, 30 ottobre 1974 - L’incontro del secolo “Rumble In The Jungle”

Questo splendido Film-documentario ci parla dell’incontro di boxe probabilmente più famoso di sempre e a combatterlo sono Muhammad Ali e George Foreman.

Ma definirlo un incontro di boxe sarebbe ridicolo perché sin dall’inizio dell’organizzazione si capiva sarebbe stato un evento unico e irripetibile.

Ad organizzare ci pensò Don King, forse il più celebre e controverso personaggio del settore (molti l’hanno conosciuto con Tyson ma già da tempo intrallazzava nell’ambiente).

Prima volta in Africa, addirittura in Zaire dove Mobutu si era insediato da alcuni anni al potere con un colpo di stato e carneficine annesse; a tal proposito la testimonianza di Norman Mailer inviato dell’Esquire (ma non fu il solo) ci racconta che il suolo dello stadio odorava di sangue, cosa non improbabile considerando che il dittatore aveva incarcerato centinaia di oppositori nei sotterranei.

King ha convinto Mobutu a sborsare una borsa per i due di 10 milioni di dollari (cifra impensabile pure per i ricchi e capitalisti Stati Uniti) facendo presa sull’ego del dittatore

L’incontro si tiene alle 4 di mattina per dare l’opportunità agli americani di vederlo in diretta, belli comodi, alle 10 di sera.

Don King riuscì a creare un evento sportivo e mediatico epocale anche nel contorno convincendo i maggiori artisti musicali neri a suonare a Kinshasa nei giorni precedenti l’incontro: James Brown, BB King, Miriam Makeba, Bill Withers, Celia Cyrus, The Spinbers, Manou Dibango, Big Black e delle giovanissime Sister Sledge.

Ali arriva all’incontro (largamente) sfavorito e i motivi sono chiari: Foreman è più giovane di 7 anni, è un picchiatore devastante (ha disintegrato Frazier e Norton che hanno battuto Ali), si presenta da campione in carica mai sconfitto e con quasi tutti i match vinti demolendo gli avversari nelle prime riprese; Ali ha fallito la riconquista del titolo, ne ha prese parecchie (oltre che date) da Frazier ed è stato quattro anni senza combattere.

“Sono il re del mondo, sono carino, sono cattivo. Ho scosso il mondo, ho scosso il mondo, ho scosso il mondo!”

“Cassius Clay è un nome da schiavo. Io non l’ho scelto e non lo voglio. Io sono Muhammad Ali, un nome libero. Vuol dire amato da Dio. Voglio che la gente lo usi quando mi parla e parla di me”

Quattro anni senza pugilato, dicevo. Dopo la sensazionale vittoria su Liston e la conquista, giovanissimo, della corona mondiale dei massimi (non dimentichiamoci che Ali “nasce” mediomassimo, in quella categoria diciottenne vince le Olimpiadi a Roma) l’allora Cassius Marvellius Clay Jr prima da sfogo alla sua celeberrima arroganza e stupenda presunzione sportiva e poi, fatto più importante, prende una posizione radicale nei confronti del potere bianco e di una società razzista e conservatrice, annunciando la sua adesione all’Islam e il “cambio” di nome in diretta.

L’America bianca non si aspetta un personaggio del genere, non è pronta.... Ali invece è prontissimo, la sua linguaccia ne ha per tutti. Dopo aver difeso il titolo per tre anni dominando la categoria e boxando come mai nessuno prima con una eleganza e una velocità uniche, viene chiamato alle armi, il Vietnam incombe.

“Non ho nulla contro i Vietcong. Nessuno di loro mi ha mai chiamato negro”.

Già...

Non è confrontabile, ma immaginate un’icona sportiva statunitense del recente passato che si fosse rifiutata di andare in Iran o in Afghanistan alludendo all’atrocità e alla inutilità di tali guerre, rischiando la galera, venendo sospeso dalle proprie attività e quindi rinunciando ad enormi guadagni, in nome di “ridicoli” ed “inutili” valori morali in cui crede fermamente.

Seeee ... “hai visto dei film e pure di fantascienza”... Ali lo fece a 25 anni, nel pieno del suo splendore, rinunciando a quelli che sarebbero stati i suoi anni migliori. Fanculo i soldi, fanculo la corona dei massimi, fanculo voi che volete comprarci tutti e farci muovere a vostro piacimento come dei burattini... fanculo a tutti, “lotterò per il mio popolo, in ciò che credo giusto e per dei diritti sacrosanti”.

Unico, irripetibile, demolì e sgretolò più con queste sue prese di posizione che con i suoi pugni. E mosse le coscienze future di altri sportivi di colore che non sto ad elencarvi; da Ali parti tutto.

L’Evento del secolo si trasformò subito nel nero che combatte per i propri fratelli africani contro il nero servo dei bianchi.

Ali riuscì subito nell’intento e Foreman ci mise parecchio del suo: “Ero ignorante; non sapevo fosse l’ex Congo Belga, che la città prima si chiamasse Leopoldville, ne che Mobutu avesse preso il potere nel ‘65. Ero all’oscuro delle carestie, del fatto che il 65% della popolazione fosse analfabeta e poi non ero un bel tipo, sempre scontroso, minaccioso e arrabbiato” George Foreman.

Un lieve infortunio a Big George fece ritardare l’incontro di sei settimane e Ali ebbe modo di creare un’atmosfera unica:

“Quell’uomo è nei guai, ha paura!”

“Tanto per cominciare è nella mia terra!”

“Ali, boma ye! Vi immaginate 100 mila persone che urlano così?!

Quando sento i miei fratelli incitarmi così mi si apre il cuore, mi si apre l’anima!”

Un genio, l’atmosfera ambientale era creata, tutto era perfetto.... fuori.

Ma questa volta Ali sapeva che incontrava uno più forte di lui, più giovane di lui, più potente di lui e quindi il vero miracolo doveva avvenire dentro il ring per sovvertire le sorti di un finale logico e scontato.

Pensateci bene. C’erano solo due situazioni sulle quali si poteva dubitare delle qualità di Foreman; non aveva mai avuto bisogno di tirare tanti pugni perché metteva ko alla svelta tutti e non ne aveva mai presi - di pugni “seri” - quindi le sue capacità di incassatore erano sconosciute. Eccoli i (soli) due punti sui quali Ali poteva provare ad influire in modo talmente grande da ribaltare tutto.

“Danzerò, danzerò, danzerò“ ripeteva a tutti come un mantra “non mi prenderà mai, lo annienterò”

Balle, balle, balle; Ali non aveva alcuna intenzione di danzare, non avrebbe potuto farlo per più di due/tre riprese, non aveva più le energie e il cardio degli anni d’oro. Mentre mentiva a tutti e provocava Big George, Ali con i propri sparring (tra i quali un giovane e già fenomenale Larry Holmes) già da tempo si allenava a prendere pugni!

“Vediamo quante è capace di darmene prima di stancarsi quel bestione ignorante” immagino pensasse Ali... “poi se riesco a colpirlo vediamo come reagisce”...

“Che cos’è il genio?! Fantasia, intuizione, precisione e velocità d’esecuzione!”

(Perozzi/Noiret)

Inutile dire che tutto andò come pensò e pianificò Ali. Ma dirlo ora è semplice, rivedendo il match fino all’ultimo non ci credi. O meglio dal quarto round in poi cominci a pensare sia possibile.

Inutile e ridicolo provare a spiegare un match di pugilato questo poi in particolare; è impossibile descrivere le emozioni e le azioni di questo match.

Foreman comunque parti a testa bassa menando come un forsennato, pugni che avrebbero steso un toro: Ali si appoggiava alle corde molto più allentate del solito dall’umidità pazzesca della notte africana (e probabilmente da qualche forza oscura), incassando tutto mentre diceva a Foreman che pensava picchiasse più forte, di provare a picchiare più forte! Piano piano i pugni di Foreman diventano meno potenti, l’azione più lenta meno incessante e Ali lo comincia a picchiare con le sue famose precise e veloci combinazioni.

L’epilogo: ottavo round. Foreman continua ad avanzare come un bufalo ma non fa più male, sembra stanchissimo.

A 30 secondi della ripresa Ali mette a segno una delle sue combinazioni più belle, destro sinistro e poi sei sette ganci destri consecutivi. L’ultimo fa barcollare Foreman che sembra cadere, Ali lo guarda pensa per una frazione di secondo di piazzargli l’ultimo mentre sta cadendo come avrebbero fatto tutti; ma ha ancora la lucidità e la classe per non farlo... non si può rovinare quel ko, quel drammatico e splendido insieme balletto di Foreman che cade.

Nemmeno il miglior tragediografo e commediografo insieme avrebbero potuto scrivere una scenografia più perfetta e stupefacente allo stesso tempo: solo Ali genio, classe e talento.

Foreman ne uscirà distrutto, passerà un periodo di depressione e dissolutezza e dopo la tremenda sconfitta con Young negli spogliatoi visse un’esperienza pre-morte con Dio che lo chiamava a se dicendogli di cambiare totalmente vita. Divenne ministro di culto e torno a combattere quasi quarantenne, riconquistando il titolo a 45 anni... a proposito di classe.

“Se ne va una parte di me” - “E’ stato il più grande” disse George Foreman scosso dopo la morte di Ali con il quale aveva instaurato una meravigliosa amicizia.

Il giorno però in cui Ali giocò il round più importante e più bello della sua vita fu ad Atlanta 1996. Io ancora mi commuovo a vedere quell’uomo, che ha avuto il mondo in pugno, avere il coraggio di mostrarsi malato. Quel drammatico tremolio che ancora oggi mi fa urlare “dai Ali tieni duro, dai, solo un attimo ti prego”; la successiva accensione della torcia olimpica, sconfiggendo per il tempo necessario anche il Parkinson. Che classe, solo lui poteva.

Tutto ciò che ho scritto alla cazzo. è magnificamente raccontato nel documentario di Leon Gast, con filmati d’archivio splendidi. Ci documenta tutto il percorso dei due pugili per arrivare all’incontro, l’incredibile atmosfera, il concerto e la carriera di Ali.

Per i miei eroi, ancora oggi, da grande.

Bruno, Ali e il Che.

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Commenti (VentiSette)

sfascia carrozze
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Eh.
Eravamo tutti giovincelli all'epoca.
Nel libro di Rino Tommasi di qualche anno addietro, "Da Kinshasa a Las vegas Via Wimbledon - Forse ho visto troppo sport", del mitologico incontro di Kinshasa, se ne parla diffusamente.
Lui commentò l'incontrò in qualità di giornalista e commentatore TV.
Anche se per diversi anni è stato anche organizzatore di eventi legati al pugilato.
Se, magari, non le è capitato a tiro gli dia una chance.
P.S.
Bella (e sentita) DePagina.
BËL (01)
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IlConte: Eh il Tommasi è il suo personalissimo cartellino.
Ha sempre avuto pugilato e tennis (ma pugilato prima di tutto) nel cuore. Grazie della dritta sul libro, sicuramente, prima o poi, me lo pappo. Grazie del passaggio Nobile dell’Isola.
dsalva
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Buffa a te ti fa una pugnetta!...bella pagina Conte, e che ricordi quando di notte ci si alzava a vedere Alì. Toccante l'introduzione, nessun pischietto di 8 anni dovrebbe vivere la separazione dei genitori, ma capita e ancora capiterà. Poi, non conosco Bruno, io c'ho Ugo ed a eroi siamo quasi pari. Bel!!
BËL (01)
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IlConte: Ahahah l’avvocato ! Bei ricordi vero?! Grazie del passaggio.
llawyer
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Emozionante. Davvero.
BËL (01)
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IlConte: Ah be ah be, che onore averla qui “da me”, grazie del tempo nobile fanciulla.
Falloppio
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Grandissimo. Anche io ricordo gli incontri di box della notte. Mio padre mi svegliava ed eccitatissimo passavo dal mio letto al divano. E in pochi minuti ritornavo tra le braccia di Morfeo. A scuola orgoglioso raccontavo che anche io avevo assistito all'incontro senza specificare che andavo al tappeto alla prima ripresa. Grazie per avermi fatto emozionare.
BËL (01)
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IlConte: Ma grazie a te del commento e del tempo dedicato.
Bei ricordi...
luludia
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non gli perdonerò mai di non essersi ritirato dopo questo incontro, mai...era anche un mio eroe...
BËL (01)
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IlConte: Dici una grande verità poeta, ma c’erano tante cose: la bella con Frazier poi l’orgoglio di riprendersi la cintura con Spinks... sicuramente gli ultimi due non doveva farli, era chiaramente già ammalato e ne ha prese tantissime... quello con Holmes dopo la prima volta mi sono sempre rifiutato di vederlo...
IlConte: E poco prima nel 77 il match con Shavers di una violenza inaudita, 15 riprese pazzesche (dicono che i sintomi siano apparsi dopo questo incontro ma direi che qualcosa c’era già) ... mah. Grazie del passaggio.
Stanlio
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algol
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Incontro vinto grazie al puro carisma. Grandi pugili. Grande pagina
BËL (01)
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IlConte: Proprio così Doc! Grazie del tuo tempo!
sotomayor
sotomayor Divèrs
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Il più grande sportivo di tutti i tempi. Nessuno come lui.

Posso accennare a un pezzo importante della mia formazione come essere umano e che ha anche a fare con Mohammad Alì, che quando sono nato aveva già smesso. Avevo 13-14 anni quando lessi il libro fondamentale della mia esistenza: la autobiografia di Malcolm X scritta in collaborazione con il giornalista Alex Haley. Dove chiaramente si parlava anche della grande amicizia tra Alì e Malcolm... prima che poi scelte politiche differenti li separassero. Ma resta il primo ricordo e quello più forte che ho di Alì. Per il resto posso sicuramente dire che, sì, Malcolm X è il mio eroe e il mio punto di riferimento. Dopo mio padre per dire la verità... che del resto fu lui a mettermi tra le mani quel libro.
BËL (01)
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IlConte: Grazie del commento frat, un sereno anno (ci vuole!)
E grazie della nobile menzione !!!
sotomayor
sotomayor Divèrs
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Auguri di buon anno nuovo Conte e a tutti gli altri. Buon anno nuovo amici miei.
BËL (01)
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IlConte
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Ho letto la notifica del Dema, il minimo da parte mia, oltre a tutto ciò che già sa, è dedicare queste righe al mio vecchio (RIP)
A lui e al suo nobile papà...
BËL (01)
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De...Marga...
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Ho dovuto leggerla subito; in silenzio ed al buio. Dopo quanto mi hai scritto privatamente non potevo aspettare altro tempo (mi fermo a prendere fiato per un attimo). Siamo dello stesso anno Robby ed anch'io sono cresciuto con i combattimenti di Ali, essendo mio padre appassionato di boxe (anche se il suo idolo è sempre stato Marvin Hagler). Ricordo benissimo l'atmosfera di quelle serate, di quelle nottate svegli a vedere i combattimenti di Ali, avvolti nel fumo delle nazionali senza filtro che il mio buon "vecchio" fumava incessantemente. Lo scorso anno due miei amici di Domodossola, che hanno una palestra dove insegnano la nobile arte, sono andati al funerale del più grande pugile di tutti i tempi, portando con loro una maglietta con tutte le firme degli amici e frequentatori del loro fight club. Anch'io ho posto la mia orgogliosa firma sulla maglietta che è stata portata a Louisville e li resterà come prezioso cimelio per onorare un grandissimo dello sport. Oggi è mancato mio padre, consumato dall'Alzheimer e da una serie infinita di patologie che lo anno distrutto, nel corpo e nello spirito. Ma in queste ore così tristi ho trovato ancora una volta il conforto dei te e di tanti AMICI debaseriani...Ciao Conte, sei un grandissimo.
BËL (06)
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IlConte: Zioporco che storie vecchio mio. Ali, Marvin, i papà, le nazionali (Bruno andava a Marlboro e poi a Camel come me e i miei amici ahahah, le nazionali da giovane in Brasile). Che riposi allora finalmente davvero in pace tuo papà, se lo merita porcozio. Da Domodossola a Louisville, che storia...
Stanlio: triste giorno amico Demi, fatti coraggio, i nostri papà ci han solo preceduti nel grande viaggio che tutti dovremo intraprendere ziocan che storia...
Dislocation: Ciao, DeMa, un abbraccio stretto e sincero, davvero....
lector: Le parole sono inutili.
hjhhjij
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Tu e Ali siete le uniche due persone che riescono a farmi provare interesse per il pugilato. Non era facile.
BËL (01)
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hjhhjij: Veramente è una conseguenza estrema e ovviamente in una situazione particolare del motivo per cui non provo interesse nel pugilato: è gente che si piglia a cazzotti in faccia.
Carlos: Capito, però bisogna dire che il pugilato non è "solo" pigliare cazzotti in faccia. Che poi non piaccia per questo motivo lo capisco benissimo. Nemmeno io sono un fan però non disdegno ogni tanto.
IlConte: Non si può liquidare il pugilato col darsi dei cazzotti, anche se comprendo che l’apparenza è quella. Se viene dal 1700 definita la “ nobile arte” i motivi sono tanti e soprattutto non “cattivi” ma appunto nobili. Non voglio star qui a fare trattati del cazzo ma il pugilato (come tutti gli sport fisici e di lotta) si basa (o dovrebbe almeno farlo) su valori assolutamente positivi. Il rispetto del proprio corpo, alimentazione e vita sana. Ma soprattutto il rispetto dell’avversario, del tuo Maestro, dei posti dove ti puoi allenare, la puntualità degli allenamenti e di tutto ciò che ti circonda. L’avversario non lo devi uccidere, lo devi battere in forza, velocità, astuzia. È uno sport in cui hai (a parte casi di ruggine personale come ovunque anzi qui molto meno) rispetto massimo per l’avversario. La maggior parte delle volte, anzi soprattutto dopo incontri durissimi, vedrai i due abbracciarsi alla fine dell’incontro. Valori come la lealtà e il rispetto sono alla base di questo sport all’apparenza, e anche “fisicamente”, cruento. Nascono amicizie come in nessun altro sport. Non c’è, o non dovrebbe esserci, ipocrisia e falsità ma massimo rispetto perché l’altro ha fatto i tuoi stessi sacrifici e lo merita. Sport che sembrano molto più tranquilli sono invece un covo di gente ipocrita e che ogni volta che può ti incula alle spalle.
Senza poi entrare nel discorso sociale e di quanti ragazzi e ragazze questo sport ha salvato da delinquenza, prigione o morte certa sua e di altri.
Grazie dei commenti...
hjhhjij: Ma ne sono consapevole. Solo che, nel mio caso, non posso proprio sopportare questa apparenza. Non riesco proprio a trarne piacere.
IlConte: Comprendo nobile, non era per contraddirti. Se uno non riesce a godere di tutto ciò che è il pugilato o la lotta, percepisce solo il darsi dei pugni ovvio. Poi va a carattere è normale. Sarà che ne ho passate e preferisco uno che mi aggredisce fisicamente anche nel quotidiano che un vigliacco ipocrita di cui sto mondo è pieno.
Pensa che io adoro le arti marziali miste ahahah.
hellraiser
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Mai più nessuno come lui. Il grande Cassius rimane il migliore di sempre. Rece come al tuo solito intensa e perfetta, bravo fiol
BËL (01)
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IlConte: Proprio così ragazzo. Grazie del passaggio!
Johnny b.
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Anche il mio eroe era un appassionato di Boxe e sicuramente questo splendido incontro lo avrà visto, io nemmeno ero nato. Io ricordo di incontri di Tyson che dopo aver aspettato o esserci alzati al suono della sveglia duravano nemmeno una ripresa. Dalle immagini di Ali mi sono fatto l'idea che forse è stato il più grande pugile a livello spettacolare di tutti i tempi. Grazie nobile Conte per aver condiviso questa bellissima pagina con noi.
BËL (00)
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IlConte: Grazie a te carissimo di dedicare sempre il tuo tempo. Si Ali è irraggiungibili per troppi motivi. Sarebbe da analizzare in ogni suo gesto, frase, pugno, situazione di vita...
IlConte: Ahahahah vero di Mike, un paio di riprese se andava bene. Poi vabbè, scommesse e altro, lo hanno utilizzato è buttato via...
Dislocation
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Nel pluridecennale quanto poco utile tentativo di allontanarmi dall'eredità, non solo genetica, paterna, ricordo anch'io i suoi tentativi di passarmi le sue due passioni sportive, quella calcistica rossoblù (passata e ricevuta) e quella pugilistica, mai arrivata davvero, per quanto seguita, da bambino, con la partecipazione e la condiscendenza del figlio che ammira papà e fa sue le passioni del genitore... poi si cresce e crescono le differenze, le lotte ed i rifiuti di essere come lui, anche solo di assomigliargli.... ora il vecchio è sempre più vecchio e lo gestisce una badante, cose così....e ora quel figlio finisce perfino per parlargli nel suo dialetto natale, che pure ricorda così poco e per accarezzarlo, ogni tanto, anche se le carezze che il bambino ricevette dal padre si contano una ad una e di lui ricorda sempre più spesso soltanto i lati divertenti ed edificanti..... @[il Conte] come sempre, scoperchia fosse di ricordi e, con la sua lama così affilata, raschia quel poco di cicatrice che si era formata su una ferita.... non è la prima volta che lo fai, Conte.
BËL (01)
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IlConte: Mi dispiace se ho scoperchiato Nobile, davvero... ma io quello che riesco lo ricordo con tanta nostalgia, mi ha lasciato presto e me lo ricordo pochissimo da piccolo... poi siamo stati io e lui nel bene e nel male, un libro ci vorrebbe, dentro c’è l’ho già scritto...
Scusami... grazie del tuo tempo due volte allora...
Dislocation: Un abbraccione sincero, Contaccio della malora!!!
Alexander77
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Il bello di debaser. Bravissimo. Credo che in molti hanno avuto gli stessi eroi o quasi (io anagraficamente sto ad IronMike ma il senso é quello).

Ah si: non esiste altro sport come la boxe!

BËL (01)
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Alexander77: Se va beh..abbiano!
IlConte: Si la boxe è unica per valori ed emozioni, poi può piacere o no ovvio; oggi però con tutte quelle sigle hanno tolto molta poesia. Grazie mille del tempo e del commento.
heartshapedbox
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BËL (01)
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IlConte: Grazie Fanciulla.
Almotasim : Da ribattezzarsi, in questo caso, Heartshapedboxe...
heartshapedbox: ahahahahhaha che simpatico Almo! :D
odradek
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Minchia, IlConte, l'hai scritta tu! Sono anni che, quando capita, suggerisco il film ai DeUtenti, ma non ho mai pensato di scriverci una paginetta. Bene facesti, era necessario. Io vedevo Cassius di notte in bianco e nero, avevo il permesso di farlo perché anche mio padre era suo fan. E quel nome, che lui ripudiò come spregevole eredità della segregazione, a me piaceva moltissimo. L'incontro di Kinshasa arrivò più tardi, avevo quasi 15 anni, e mi fece soffrire tantissimo, era come se fossi sul ring ad "assorbire" tutte le scariche di Foreman al posto di Alì, credevo che non ce l'avrebbe fatta. Ma che momento, quella lenta, incredibile, definitiva caduta del colosso al tappeto. E gli interminabili 10 secondi scanditi dall'arbitro prima del delirio del trionfo. - Bravo, Conte.
BËL (02)
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sfascia carrozze: In pratica, se la mathematica maramalda non c'inghanna, ella s'attesterebbe ora-come-oggi sulla (quasi) cinquattottina?
La facevo più vetusto.
Dalla DePhoto, dico.
Aiò!
odradek: Eh, me li porto maluccio, lo ammetto (ma ora che mi son sbarbato ho sembianze quasi puberi). Comunque passati li ho, i 58, e avevo passato i 15 da oltre un mese, quell'anno. Sbagliai, chiedo venia.
Stanlio: he he che flesc Odyno siam cometanei...
IlConte: Dici tutto benissimo nobile odradek e quel “balletto” è unico! Grazie del tuo tempo.
sfascia carrozze: @[odradek]
Se lo lasci dire: Lei se li porta bene apprescindere.
Poco importa ché siano 58, 15 o, chessò, 126.
Autoveicolisticamente sarebbe preferibile non quella denominata "Bis", raffreddata ad acqua, che era una autentica ciofeca.
E parlo con cognizione professionale di DeCausa.
Per una volta.
IlConte
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Modifica alla recensione: «un paio di ritocchi». Vedi la vecchia versione link rotto
BËL (00)
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IlConte: Boh volevo mettere a posto un paio di cagate ma penso di non averlo mai fatto e non va avanti zioporco ahahah
Almotasim
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Paginone! Alì l'ho conosciuto ad Atlanta 1996 (evento a cui hai dato il giusto risalto!). Era un grande! Di pugili ammiro Primo Carnera, soprattutto perchè era una persona generosa: lasciava di nascosto soldi sull'uscio di casa dei suoi compaesani in difficoltà. I familiari han sottolineato che fu strumentalizzato dalla propaganda fascista, ma che non aderiva all'ideologia.
BËL (01)
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IlConte: Eh il Primo Carnera, storia affascinante che conosco per ciò che si sa ovviamente. Troppo lontano nel tempo e in un periodo non troppo tranquillo diciamolo va. Buonissimo e generoso, gran persona, “ignorante” è poco sveglio quel tanto per farsi - appunto- usare da quelle brave e oneste personcine purtroppo...
IlConte: Merci de le pasasg e pur le tomp qui mi a done
Almotasim : Eh, già...
lector
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Eh, caro Conte....
Primo: il più grande pugile di tutti i tempi è stato "Sugar" Ray Robinson, "il pugile che visse due volte", è questo è un fatto. Ed è un fatto innegabile, così come è innegabile che pochi lo sappiano e pochi lo conoscano, mentre tutti sanno chi è Alì, e questo vuol dire che Alì è stato un grandissimo non solo per lo sport ma per la Cultura, l'Arte, il costume e la coscienza del XX secolo. Un'icona.
Secondo: Non esiste altro sport come la Boxe. La Boxe ha a che fare col Mito. Nessun altro sport (forse solo il ciclismo) è così al di là di ogni "limite".
E che storie ci sono nel pugilato! Carnera, Griffith, Monzon, Marciano.....
Terzo: Questo di Gast è proprio un gran bel documentario.
Quarto: tu parli di Eroi. Di Eroi e di Padri. Il discorso si fa lungo, lungo e complicato (e, spesso, doloroso). Il mio se n'è andato troppo giovane, ed oggi che sono infinitamente più vecchio di lui, so che potrò solo essere più vecchio ma mai più grande di lui.
Gli Eroi non sono dei perché possono morire e fallire, ed è questo che li rende grandi: la paura.
Per tutto il resto di quello che racconti le parole non servono.

BËL (04)
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IlConte: Veritiere e nobilissime parole. Un abbraccio e grazie del tuo tempo, come sempre.
IlConte
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Modifica alla recensione: «forse celapossofare una parentesi e "dittatore" ». Vedi la vecchia versione link rotto
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odradek
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Mi son venuti in mente tre titoli di libri che dicono della boxe cose interessanti, da punti di vista diversi.
Il primo mi piacque tantissimo, quando ero ragazzino, e vedo che è ancora reperibile usato: è uno dei primi romanzi del vecchio George Bernard Shaw, e gli sono affezionato, il terzo è una vera e propria storia della boxe, che si ferma però proprio all'incontro di Kinshasa, ed è scritta da un filosofo, forse un po' "datata" ma ricca e interessante.
La professione di Cashel Byron - George Bernard Shaw - Libro - Biblioteca Universale Rizzoli - Bur | IBS

Sulla boxe - Joyce Carol Oates - Libro - 66th and 2nd - Attese | IBS

Storia della boxe - Alexis Philonenko - Libro - Il Nuovo Melangolo - Lecturae | IBS



BËL (03)
BRÜ (00)

IlConte: porco cane, grazie mille odradek, vado alla ricerca!
lector: Che prelibatezze! Conoscevo solo il primo.
Grazie Odra.
dsalva: Nel 75 quando uscì mi regalarlo un libro appena uscito IL PIÙ GRANDE di Muhammad Alì con Richard Durham. Ve lo consiglio, un'autobiografia onesta con ampio capitolo sull'incontro con Foreman
odradek: @[dsalva] grazie. Conoscevo il libro, ma non l'ho mai letto. Mi sa che lo farò, se lo trovo
gate
gate Divèrs
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Tanta. Roba.
BËL (01)
BRÜ (00)

IlConte: Ahahah in effetti lunghissima. Scherzi (ma mica tanto) a parte grazie del tempo gate
gate: Alla lunghezza non avevo neanche pensato! Tanta roba e basta! e figurati :)
CosmicJocker
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Stu-pen-da!! E poi Alì è stato uno di quegli "sportivi" (termine per lui riduttivo) che ha trasceso il suo sport..tipo Maradona o Senna..pagina degna del film!
BËL (01)
BRÜ (00)

IlConte: Hai detto tutto nobile, aggiungo che lui è andato oltre lo sport proprio... e comunque come boxava lui...
Grazie del tuo tempo Poeta Cosmico che sia un buon anno per te...
CosmicJocker: Buon anno amico mio..
claudio carpentieri
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Caro R, complimenti per esserti spogliato di questi ricordi che nel bene e nel male sono oggi parte di te ed elemento fondamentale della bella persona (pur non conoscendoti, credo di poterlo dire) che sei. Un caro saluto.
BËL (01)
BRÜ (00)

IlConte: Ciao Claude, beccati in diretta! Grazie del passaggio e del tuo tempo... ho già carrellato il nobile Markino ahahah. Grazie della “fiducia” sulla persona, molto bello davvero!
Flame
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Di solito racconti di fatti personali tanto importanti non li gradisco tanto, ma tu l'hai saputa raccontare bene la tua storia e soprattutto la parte sull'incontro di Ali me la sono goduta davvero. Di pugilato non capisco una ceppa, ma ho sempre ammirato il coraggio dei pugili. Bella.
BËL (01)
BRÜ (00)

IlConte: Ciao Flame e prima di tutto grazie del tuo tempo. Sono d’accordo con te. Anche a me di solito non piace sentir “parlare” di fatti importanti privati qui sopra e non solo. Dipende comunque da chi li racconta e dal come si raccontano. Parecchie volte sono raccontate come un “piangerai” per ricevere compatimento o compassione. Beh io sono l’ultimo che voglio avere questo. Mi reputo un fortunato in tutto e anche le “cose mie” non belle le accetto senza piangermi addosso - mi odierei - ma possibilmente ridendoci sopra. Anche quando parlo dei miei demoni spero traspari il tono ironico e beffardo (e ti posso giurare che non è proprio la cosa più bella del mondo). Poi i ricordi tutti, anche questi, sono nel mio cuore e mi piace ricordarli, quando riesco. Nel caso specifico avrei potuto iniziare “ricordo mio papà che si svegliava a vedere Ali” ma è sgorgato quel preambolo in modo spontaneo, probabile che io lo dovessi scrivere (a me più che agli altri). Felice però che non sia stato troppo pesante.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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