Copertina di Lexus Lexus EP
birobiro

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Per appassionati di musica indipendente, amanti della psichedelia e dello space rock, fan dei diaframma e del rock alternativo italiano
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LA RECENSIONE

Ottimo ritorno per i Lexus, con questo 2° ep autoprodotto, il genere di riferimento è infatti cambiato. Per chi si ricorda dei pezzi precedenti che consiglio vivamente di riascoltare approfonditamente, contenuti nel celeberrimo "Nostalgie Catartiche", ora si è passato a un minutaggio superiore nella stesura dei pezzi, 2 su 3 infatti sono strumentali debitori sia dello space rock quanto della psichedelia acida dei Pink Floyd.
Il pezzo "Samsara" è quello più simile alle composizioni dei Floyd, con delicati arpeggi sonori che giocano a disegnare trame allucinate, come fossero acquerelli in mano ad un pittore. La seconda traccia è una coverizzazione di "Siberia" dei Diaframma, che si fa ascoltare, nonostante la qualità della versione di Fiumani e soci sia ineguagliabile e ineguagliata, sicuramente un tributo reso alla band fiorentina da parte di Lexus. La Terza che da anche il titolo a questo EP, "Lexus" appunto, è una sorta di acid rock di media durata, dove l'improvvisazione e l'utilizzo vorticoso di feedback, wah wah e armonici rende tutto il contesto del pezzo molto riuscito e straniante, reso bene anche dall'ottima traccia di batteria elettronica.

Prova superata a pieni voti, anche per chi era rimasto molto deluso dal debutto di questo progetto.

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Riassunto del Bot

Il secondo EP autoprodotto dei Lexus segna un passo avanti nel loro percorso musicale, con brani più lunghi e maggiormente ispirati alla psichedelia e allo space rock. La cover di 'Siberia' dei Diaframma rappresenta un omaggio rispettoso, mentre le tracce originali mostrano sperimentazioni sonore affascinanti. Un lavoro convincente anche per chi aveva dubbi sul debutto della band.

Lexus

Progetto musicale italiano documentato su DeBaser; lavori autoprodotti tra il 2006 e il 2008 che spaziano tra noise, dark, industrial, punk e psichedelia. Citata la collaborazione con Matteo Preabianca.
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