Linda Nagata
The Red: The First Light

()

Voto:

Versioni: v1 > v2

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Questo romanzo di fantascienza di Linda Nagata, scrittrice classe 1960 nata a San Diego ma residente alle Hawaii, è una delle migliori opere del genere io abbia letto negli ultimi tempi. Specializzata in ‘nanopunk’ (racconti e romanzi basati sulle nanotecnologie) Linda ha vinto il Premio Nebula nel 2011 con il romanzo breve ‘Goddesses’. Nel 2013 con questo romanzo intitolato ‘Red’ aka ‘The Red: The First Light’, inizialmente autopubblicato, ha inaugurato in maniera inattesa ma meritata una trilogia di grande successo.

Il romanzo si sviluppa attorno al tema della guerra, già trattato nella storia del genere in passato da grandi autori come Robert A. Heinlein e Joe Haldeman (senza considerare H.G. Wells), che in questo caso specifico si intreccia in maniera fondamentale ai fini concettuali e per quelli che sono i contenuti dell’opera, con quelli che sono i più moderni e avveniristici progressi in campo scientifico e tecnologico e con gli interessi delle grandi industrie e corporazioni della difesa.

L’eroe delle vicende raccontate nel romanzo è il giovane tenente James Shelley. Apparentemente lo si potrebbe definire un eroe per caso, poiché convinto antimilitarista, è stato costretto dalle circostanze a intraprendere questa carriera, ma determinati avvenimenti nel corso della narrazione lo porteranno giocoforza a interrogarsi su se stesso e sulle sue scelte: compreso il suo arruolamento e il suo progressivo adattamento mentale alla dimensione di soldato e uomo d'azione.

Shelley è quello che si può considerare come l'esponente di una nuova generazione di soldati da guerra, una macchina da guerra post-moderna, se non addirittura il prototipo di una specie di avanzamento del genere umano. Dopo avere perso l’uso delle gambe nel tentativo di salvare dei suoi commilitoni durante un attacco da parte di due caccia nemici alla base di Fort Dassari nel Sahel, si sottopone, a patto di continuare a fare parte dell’esercito, a un intervento chirurgico esclusivo dopo il quale i suoi arti inferiori saranno rimpiazzati da apparecchi umano-integrati in titanio avanzatissimi e che egli può controllare direttamente con una interfaccia bioelettrica collegata al suo ‘overlay’, una moderna apparecchiatura cibernetica collegata alle sue cellule neuronali e di cui ha sviluppato una specie di dipendenza al punto da sentirsi completamente smarrito senza.

Rimessosi in sesto dopo l’incidente e imparato come gestire le sue gambe artificiali, Shelley viene subito richiamato dall’esercito e prende parte a quella che senza dubbio è la pagina più drammatica della storia degli Stati Uniti d’America, quando una serie di ordigni atomici viene sganciata su alcune delle principali città del paese e la guerra viene per la prima volta portata sul suolo americano. Una nuova guerra civile (vi segnalo il film 'The Second Civil War' del 1997 diretto da Joe Dante), questa volta scatenata - apparentemente - dal Texas. Ma anche stavolta invece, come vedremo, le responsabilità saranno proprio dovute a decisioni specifiche (come nel caso del resto di ogni altra guerra) delle corporazioni e degli industriali del mercato delle armi. Una forza economica e dal potere politico così grande da evitare ogni condanna e processo nonostante la evidente implicazione in un massacro di dimensioni enormi e per giunta sul suolo americano.

A Shelley e un gruppo di soldati scelti a questo punto non resterà che agire autonomamente per fermare il più grande complotto mai ordito contro gli Stati Uniti d’America.

Ma ci sono anche altri contenuti rilevanti in questa opera che vanno considerati. La guerra trasmessa alla televisione sotto forma di Reality Show di cui i soldati sono inconsapevolmente protagonisti al di là della loro volontà. E poi c’è il Red. Che probabilmente sarà il tema fondante della intera trilogia: un virus che ha contaminato l’intera rete cui è collegata mediante apparecchiature come l'overlay l'intera popolazione degli Stati Uniti d'America, condizionando ogni loro scelta secondo un programma che costituisce un mistero anche alla fine delle vicende (per sapere di più immagino toccherà aspettare di poter leggere gli altri due capitoli della trilogia) e che apparentemente spingerebbe ognuno di loro a fare scelte radicali per quello che riguarda la loro esistenza, come volendo spingere al massimo ogni loro attitudine. Ragione per cui non è chiaro quanto le incredibili intuizioni di Shelley, soprannominato ‘Re David’ dai suoi commilitoni, siano opera del suo sesto senso e quanto invece egli sia guidato proprio dal Red, che a un certo punto gli apparirà proprio il suo alleato principale, quando nei momenti decisivi dovrà fare delle scelte che altrimenti forse non sarebbe mai riuscito a compiere.

Avvincente, scritto e argomentato quasi come se Linda Nagata fosse una specie di reporter sul campo di battaglia, ‘Red’ racconta una storia completamente originale e misteriosa, persino spaventosa nei suoi contenuti riguardanti gli aspetti tecnologici che costituiscono temi di fantascienza solo perché non si sono in alcuni casi (ancora) verificati. Perché qui il confine tra la fantascienza e la scienza vera e propria è molto sottile e apparentemente solo una questione di tempo.

Questa DeRecensione di The Red: The First Light è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/linda-nagata/the-red-the-first-light/recensione

Area sponsor. La vedono solo gli utenti non registrati.


Commenti (Sei)

sotomayor
sotomayor Divèrs
Opera: | Recensione: |
Da segnalare che questo romanzo è stato pubblicato non solo da Urania (quindi reperibile come in formato e-book in qualsiasi momento) ma anche su Oscar Mondadori. Quindi è molto facile da reperire.
BËL (00)
BRÜ (00)

sotomayor
sotomayor Divèrs
Opera: | Recensione: |
Modifica alla recensione: «Modifica.». Vedi la vecchia versione link rotto
BËL (00)
BRÜ (00)

algol
Opera: | Recensione: |
Robbocop
BËL (01)
BRÜ (00)

algol: Funzionerebbe alla grande al cinema
sotomayor: Sì! Giusta osservazione. Cioè entrambe. Non avevo proprio pensato a Robocop però sai? Nonostante la bellissima copertina di Franco Brambilla. Perché in realtà la descrizione delle 'armature' che indossano tutti i soldati (e non solo il protagonista, le cui protesi potrebbero ricordare più qualcosa nello stile di Pistorius), ricordano più quella che usa Matt Damon in 'Elysium'. Funzionerebbe alla grande al cinema, sono d'accordo con te.
algol: Robbocop mooolto alla larga, in questo intreccio intravedo spunti di spessore. Bella lì. E auguri di buone feste carissimo
sotomayor: Un abbraccio a te, amico, buon natale a te e tutti i tuoi cari!
Carlos
Opera: | Recensione: |

BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor: Lo stato della stella solitaria...
Pinhead
Opera: | Recensione: |
Non ci credo che esiste il nanopunk :-) E comunque, anche se non esiste, è il mio genere preferito!
BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor: E invece esiste. :) Compralo questo libretto Pin, che merita, è stato pubblicato anche su Oscar Mondadori.
lector
Opera: | Recensione: |

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Il tuo voto alla recensione:
Il tuo voto all’opera: