Il momento che ho tanto atteso è arrivato. Finalmente in Italia si torna a fare buona musica. E finalmente Pelù ha capito che senza Renzulli non poteva andare avanti visto che la sua carriera solista è stata un fallimento quasi totale. E quest'ultimo ha capito che con quel cabo cavallo era finito nella rotatoia della merda o quasi. Chiamare una band Litfiba senza Piero, mettendoci un cabo del cazzo era un suicidio. Non si può profanare così una band che ha fatto la storia del rock italiano. Pelù, da parte sua, si è sputtanato da solo, facendo quattro dischi di merda, liriche demenziali, testi orribili e si è reso indegno di uno che apparteneva a quella band. Finalmente hanno capito che il loro posto era lì insieme e non a sputtanarsi a vicenda.
Passiamo ora al loro ritorno: il disco in questione è un doppio live più due inediti che è un buon punto per ripartire. Due indediti appunto: "Sole nero" è una canzone molto bella che ci rimanda quasi ai tempi di "Terremoto", sonorità rock allo stato puro. Buona la prima. Barcollo, un altro capolavoro che rimanda più alle sonorità di "Insidia", ma impreziosito dalla voce di Piero, molto bello l'assolo centrale. Poi il via ai grandi capolavori: da "El Diablo" a "Maudit" fino a "Lulu e Marlene" passando per "Ferito" eseguiti con grande maestria. Era da "Colpo di coda" che non usciva un live così. L'unico difetto dell'album sta nella batteria che sembra quasi non sentirsi. Cmq un applauso a questo ritorno della più grande band italiana.
W i Litfiba!!!
Roba forte, quantomeno storica perché insperata.
BENVENUTI NELLO STATO LIBERO DI LITFIBA!