Copertina di Lostprophets Start Something
Gallagher87

• Voto:

Per fan del rock alternativo britannico, amanti del punk metal e della scena uk degli anni 2000, appassionati di evoluzioni musicali e band gallesi
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LA RECENSIONE

U2, Coldplay, Oasis, Depeche Mode, Franz Ferdinand, Blur tanto per citarne alcuni. Negli ultimi anni la Gran Bretagna è stata una delle principali esponenti del rock alternativo, del brit-pop e non solo. Anche il punk metal made in UK ha riscosso risultati positivi, apprezzato sia dai critici, sia dai fans. Ultimamente si sente parlare molto di Funeral For A Friend e soprattutto dei Lostprophets.
Questa band, formatasi in Galles, sta conquistando le classifiche di Europa e U. S. A. con "Liberation Transmission". A molti di voi verranno i brividi solo a sentirne parlare, la loro ultima fatica lascia a desiderare, ma la carriera di questo quintetto ha visto cambiamenti rivoluzionari, il nuovo "Liberation Transmission" è solo l'ultima parte di un processo involutivo nonchè autolesionista che ha portato più denaro nelle tasche di Ian Waltker e compagni, ma anche molte, molte più critiche da parte dei vecchi fans e tanta antipatia.

"Start Something" esce nel 2004, è il crocevia tra l'estremo "The Fake Sound Of Progress" e il commerciale "Liberation Transmission". 13 tracce, stili diversi, un viaggio complesso e un pò difficile da comprendere alla fine del primo ascolto, un viaggio che parte dal passato (alcuni brani sono per lo più urla e accordi punk metal), attraversa il presente, con una porta aperta al futuro (Sway è una ballata pop, l'anteprima di ciò che sarebbe accaduto 2 anni dopo).
Nei primi minuti, la piccola Cardiff sembra discostarsi dal tranquillo Galles, apparendo una città della west coast Americana. È sorprendente come questo modo di suonare tipicamente a stelle e strisce, provenga invece da una periferia della capitale gallese. L'unico particolare che riporta la band in pieno stile British, è la mancanza di "explicit lyrics".
Dopo un iniezione di adrenalina con "la cavalcata all'inferno" (To Hell We Ride), il terzo pezzo "Last Train Home", nonchè primo singolo estratto dall'album, è sprovvisto di aggressività, ma è melodicamente di livello elevato, un brano che è stato utilissimo nel 2004 come presentazione per chi non conoscesse la band.
Nonostante ciò, dla band decide di non rilasciare il video a TRL America, per non scalfire la loro credibilità negli States. L'album proseguirà con alti e bassi, non di qualità, ma di sonorità; dall'estrema "Burn Burn", alla più docile, romantica, passionale e introversa "Hello Again".
Dopo questo mix di sonorità differenti, arriva "We Are Godzilla, You Are Japan", oltre 4 minuti di canzone, oltre 3 minuti di urla e cambiamenti improvvisi e originali di velocità.
Tutto condito con un ottimo lavoro alla batteria di Mike Chiplin, membro fondatore della band nonchè ispiratore morale della "linea dura" che la band aveva deciso di intraprendere a inizio carriera (il nuovo batterista non regge il paragone, neanche per scherzo), senz'altro è uno dei pezzi più belli dal vivo. La chiusura è "Sway", come già specificato, una porta aperta a quel cambiamento che non è piaciuto a nessuno, ne al sottoscritto, ne tantomeno ai loro primissimi fans, che già avevano aspramente criticato la seconda edizione di "The Fake Sound Of Progress", perchè ritenuta troppo commerciale.

Questo LP rimane il miglior lavoro del gruppo, magari un giorno cambieranno idea, torneranno alle origini, torneranno a fare buona musica e ad ubriacarsi nei pub britannici, ma guardando in faccia alla realtà, se guarderanno al conto in banca, continueranno a fare i cugini cattvi dei Blue. L'addio di Mike Chiplin è da attribuire soprattutto a questa sfrenata voglia di popolarità che ha instradato il gruppo verso il sentiero del power-pop.
Non solo U2 e Depeche Mode e Skunk Anansie; Duncan James, Sugababes e ora anche i nuovi, patinati Lostprophets; la Gran Bretagna è anche questo.

L'album sarebbe da 4 e mezzo, 5 in onore ai vecchi "Lost"-prophets.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza Start Something, il secondo album dei Lostprophets del 2004, evidenziando la sua posizione cruciale tra il punk metal più aggressivo e il futuro più commerciale. Con un’energia tipicamente americana ma radici gallesi, l’album mostra varietà di sonorità ed emozioni, grazie anche al contributo fondamentale del batterista Mike Chiplin. Sebbene il successivo Liberation Transmission abbia deluso i fan originari, questo disco rimane il loro miglior lavoro secondo il recensore, tra forza e melodia.

Tracce testi video

Lostprophets

I Lostprophets sono stati un gruppo rock gallese formato a Pontypridd nel 1997. Hanno pubblicato cinque album in studio tra il 2000 e il 2012, raggiungendo il successo internazionale con singoli come Last Train Home e Rooftops. La band si è sciolta nel 2013 in seguito alla condanna del cantante Ian Watkins.
11 Recensioni

Altre recensioni

Di  Divodark

 Aspettiamo il prossimo lavoro speranzosi in una svolta meno commerciale perché le capacità di questa band sono tante e sarebbe un peccato sprecarle.

 Un artwork curatissimo in ogni dettaglio, stile gotico, un titolo quantomai azzeccato e un personaggio famosissimo in copertina.


Di  Taurus

 "La band propone il classico mix di melodia & aggressività, dove a prevalere è comunque la prima."

 "'Start Something' cerca di accontentare tutti, pubblico mainstream e amanti di sonorità più dure, e il risultato, sebbene con qualche incidente di percorso, raggiunge discretamente il suo target."