Metallari del cazzo ascoltate Lou Reed. Si può essere cinici, selvaggi , sporchi senza perdere stile e contegno? Si può esprimere definire un concetto viscerale, sporco, lurido con la compostezza di un uomo che sembra non scomporsi più di tanto? L'universo di Lou Reed è un mondo nel quale si fatica a trovare la luce, eppure è presente ovunque.
Prendete questo New York. Un capolavoro senza mezzi termini. Questa è poesia metropolitana, è la descrizione di un mondo reietto e buio con cinismo e durezza. Questo si dice solitamente di Lou Reed. E questo è vero. Però nella sua musica non traspare solo questo. Traspare anche luce. Camminiamo in un mondo nel quale non manca dolcezza e la musica spesso diventa anche solare e serena. Come tutti i geni e i più grandi artisti di questa epoca commerciale e facilotta, Lou sfugge a qualsiasi catalogazione o etichetta. E' un uomo e un artista libero. E può far scendere la luce anche agli inferi. Questo accade in questo straordinario album: la luce scende negli inferi. E poi con che voce canta... mio Dio potrebbe cantare la lista della spesa quest'uomo rendendo l'evento epocale.
Metallari del cazzo, acoltate Lou Reed. Il concetto non è forma ma sostanza. E su Romeo e Giulietta della 54° su al Queens e sceso un barlume di luce. Una divinità li sta illuminando e sta cantando serenamente la sera in cui si sono fatti di eroina per la prima volta. E si sono innamorati. E questo amore può diventare epico. E questo mondo lurido e oscuro può diventare epico, può essere squarciato dalla luce. Metallari del cazzo, ascoltate Lou Reed. C'è molta più rabbia che in un disco dei Sepoltura. Ma qui non c'è puzza. C'è classe, c'è luce, c'è armonia.
Questo è Lou Reed gente. Ne avremo un altro tra 30 anni?
Un album che sembra quasi eterno, senza possibilità di datazione o di invecchiamento.
Questa è sicuramente la sua opera più compatta, omogenea, perfetta, schietta.
La poesia e la musica di Lou ti entrano nelle viscere e penso che, anche se l’America non è il paradiso terrestre che ci si immagina, un posto del genere, se è in grado di ispirare della poesia simile, è VERO.
Se non lo avete mai ascoltato non ho la più pallida idea del perché siete ancora qui a leggere questa recensione di merda e non vi siete fiondati al negozio di dischi a comprarlo per avere 58 minuti di puro orgasmo sonoro.