Siamo nei primi anni ottanta e Lou Reed, uno dei più grandi poeti rock'n'roll, pubblica questo splendido ma insolito album "The Blue Mask". Sì, insolito perché non presenta i caratteri sinistri , decadenti e belligeranti degli album precedenti, come ad esempio "Rock'n'Roll Animal", "Metal Machine Music" o "Berlin", il suo grande capolavoro del '73.
"The Blue Mask" è qualcosa di diverso, composto da un Lou Reed maturato, sposato e ormai quarantenne. Ma ciò non significa che si sia calmato: quest'album è dominato da una fragile serenità, dietro la quale si nascondono violenza, insicurezza e paura, come è possibile notare in certi pezzi come "The Gun" o le tempestose "Waves Of Fear" e "The Blue Mask". Tuttavia non mancano le canzoni tenere: "My House", dedicata ad un suo professore deceduto un po' d'anni prima, o la dolcissima "Heavenly Arms", dedicata probabilmente a sua moglie. A questo disco collaborano degli ottimi musicisti (fra cui Robert Quine, l'ex chitarrista dei Voidoit di Richard Hell) che riescono a rendere un suono ben chiaro e delineato che si fonde con la voce dolce e spietata di Reed.
Nonostante quello di "The Blue Mask" sia un Lou Reed molto cambiato e con uno stile di vita molto più equilibrato, la forza della sua poesia non solo c'è ancora, ma non è diminuita di un millimetro e continua a regalare forti emozioni.
L’apice di questo periodo è raggiunto proprio con "The Blue Mask", un punto fermo della carriera di Reed.
"The Gun" è pervasa da un senso di angoscia e tensione: 'The man has a gun/ he knows how to use it/... He’ll point it at your mouth/ says that he’ll blow your brains out'. Una sorta di thriller in musica!