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PARAPAPARAPAPARAPA PARAPAPARAPAPARA PAAAAAAAA Bentornati debaseriani, consenzienti, satanassi e tigroni nelle RECENSIONI-ASCOLTI DI FRATE MARTELLO a questo giro si rischia il tutto per tutto a questo giro vedremo i dischi di un artista che non ne ha sbagliata mezza un artista colossale ancora oggi lodato...De Andrè. E qua dove si pesta ci si fa malissimo.Vedremo insieme i suoi album dal leggermente meno bello al capolavoro assoluto e indiscutibile. Date fiato alle trombe, che l'ultima posizione farà incazzare molti: 13.Volume 3 Si, nonostante questo album sia una pietra miliare in tutto e per tutto è nel punto più basso di questa classifica.Praticamente una trafila di grandi classici della canzone d'autore, da Marinella a La guerra di Piero, dal Michè al Testamento, passando anche per Amore che vieni amore che vai.E allora qual'è il problema in un disco considerato dai più perfetto? Gli inediti. Ovviamente a parte Il gorilla, traduzione di uno dei capisaldi di Brassens, e S'i fossi foco, il resto degli inediti non spicca eccessivamente. Nell'acqua della chiara fontana e Il re fa rullare i tamburi lasciano trapelare che il legame tra De Andrè e la Chanson francese si sta man mano indebolendo, infatti da La buona novella in poi De Andrè abbandonerà quasi completamente questo filone. Ma nonostante questa piccola pecca il disco fila liscio come l'olio e s lascia ascoltare sempre con piacere. Voto pignolo: 8 e mezzo La gemma tra le gemme: La guerra di Piero
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con calma
DeBaser dice
proprio adesso
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