Più d'ogni altra cosa mi piace passare lo straccio della polvere sul dorso dei libri nello scaffale che da terra arriva fino al soffitto,
aggiungere ai tre ovetti di Pasqua nel cestino un quarto avvolto nella plastica verde sgargiante,
o versare altro tè nella tazza mezza vuota,
e andare alla chetichella a spostare la chiave della cantina.
E nessuna sa chi è stato.
Ma più d'ogni altra cosa mi piace scureggiare sopra i dischi di Marilyn Manson per fargli capire che uomo di merda che è...
Il reverendo è tornato. Ma non fa più paura a nessuno.
A metà disco le orecchie chiedono asilo politico al cervello.
"Un addio artistico espresso attraverso un pessimismo che non avevo percepito nemmeno in Antichrist Superstar."
"Nemmeno i concerti sono più gli stessi: le prime file non sono più investite di piscio, l'acqua contro i paparazzi è sempre meno."
Il nuovo look di Manson crea un dualismo fra il male e il bene, la malvagità e l'innocenza.
L'album si rivela il più esplosivo nella discografia di Manson, riuscendo a tenere alta l'adrenalina fino all'ultima canzone.