Copertina di Marilyn Manson The Golden Age Of Grotesque
Euchrid_Eucrow

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Per appassionati di musica rock alternativa, industrial, fan di marilyn manson e chi cerca recensioni critiche approfondite di album storici.
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LA RECENSIONE

Ecco che Marilyn, Brian, Manson sfoggia questo suo ultimo guizzo "vitale", dalle scarse qualità musicali ma che (almeno per quanto ho provato io) riesce ad esprimere un pessimismo e un abbandono all'inerzia che non avevo percepito nemmeno in "Antichrist Superstar" (che resta da sempre il capolavoro della band) e protrae per tutta la sua durata un'atmosfera che suona come un addio.

Quest'addio artistico lo capisco anche leggendo i testi: "Tutto è già stato detto/Non c'è più niente da dire/Quando è tutto uguale/Un nome vale l'altro" (The New Shit) e "Conoscono il mio nome/Ballo il walzer dei perdenti /Sposato al dolore"(mOBSCENE) e "Saremo i vermi nella tua torta di mele/Fingeremo di aver subito abusi per le nostre biografie"(THE BRIGHT YOUNG THINGS) e ancora "Ribellione perpetua senza nessuna causa". Quindi in qualche modo si esprime questo senso di fallimento che Manson provava durante la pubblicazione, e credo che non farà mai più un cd qualitativamente abbastanza pregevole come questo... la riprova è la scarsità di contenuti che dimostra "Eat Me Drink Me", cioè il disco successivo.

L'album è un'accozzaglia di sonorità elettroniche molto simili a quelle che potrebbero usare i Rammstein, e l'industrial alla Nine Inch Nails che era da sempre stato usato per costruire il suo stile è quasi scomparso, come le schitarrate orecchiabili e furiose di John 5, e i giri di basso di Twiggy Ramirez... insomma la band è stata decimata in modo così drastico che Marilyn ha dovuto chidere il supporto di Tim Skold, che non è poi un gran strumentista e che coraggiosamente, nonostante le sue scarse doti, cerca di tenere su la baracca... con risultati non eccelsi.

Marilyn usa sempre la voce con maestria, sa ancora urlare, certo... ma manca la scintilla che c'era un tempo; nemmeno i concerti sono più gli stessi: le prime file non sono più investite di piscio, l'acqua contro i paparazzi è sempre meno, i fuckin non sono più urlati come ai tempi di "Irresponsable Hate Anthem" e non mima più atti sessuali con le ragazzine del pubblico come faceva una volta. Insomma si è esaurito.

Succede a tutti i rocker.

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Riassunto del Bot

La recensione analizza 'The Golden Age Of Grotesque' di Marilyn Manson come un album segnato da un addio artistico e da un pessimismo profondo, pur mantenendo qualche valore espressivo. Il sound si sposta verso elettronica e industrial meno incisivo rispetto al passato, con una band decimata e un Tim Skold poco convincente. Mancano pochi elementi che una volta rendevano unico il gruppo, segnando un declino nel percorso musicale e live di Marilyn Manson.

Tracce testi video

02   This Is the New Shit (04:19)

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04   Doll-Dagga Buzz-Buzz Ziggety-Zag (04:10)

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05   Use Your Fist and Not Your Mouth (03:34)

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06   The Golden Age of Grotesque (04:05)

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07   (s)AINT (03:42)

12   The Bright Young Things (04:19)

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13   Better of Two Evils (03:48)

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15   Obsequey (The Death of Art) (01:48)

Marilyn Manson

Marilyn Manson è una delle band più discusse e provocatorie della musica rock e metal statunitense dal 1989. Guidata da Brian Warner, ha segnato più di vent’anni di panorami industrial e metamorfosi dell’immaginario pop con album concettuali, show controversi, cover celebri e continui cambi di rotta tra industrial, glam e ballate decadenti.
39 Recensioni

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