Copertina di Mario Biondi and the High Five Quintet Handful Of Soul
sfascia carrozze

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Per appassionati di jazz e soul, amanti della musica italiana, ascoltatori di debutti musicali di qualità, cultori di voce e interpretazione classica
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LA RECENSIONE

Da cinque più uno*, in genere e secondo quanto la aritmet®ica impartisc(i)e, si estrapolerebbe un algebriqamente sacrosantissimo (et DeB-impossibile)prodotto-Sei.

Vice/versa nell'affrontare l'auricolare audizione di cotanto Alto oltreché Jazz-Soul Quintettistiqo ensemble tricoloriforme soggiunge alla fallace de-memoria l'applicabilità della arcaico-algebriqa teoria NoMeansNo-iana ("0+2 = 1"): ovvero non sempre la semplice somma degli addendi gènera quanto ipoteticamente et semplicisticamente numerologiqamente pre-supposto.

Cosa starei farne-dicendo ?
Non ne avrei la benché minima idea (addirlatutta): ma non è questo il .

Stà di fatto ** ché cotanto scarsamente crìnito, siqulo & giovine bellimbusto, dalla notevole und really interesting Negroid-Soul-Voice estrapola dal cilindro cotanto squisito et grazioso discobolo altresì grazie alla lungimirante economico sdoblonatura della milanese "Schema Records": ben twelve sono le musico-porzioni del gradevole piatto posto alla nostra audio-papillare degustazione per una complessiva ora (scarsa) di assaggio complessivo; il Buon Mariolone si cimenta, estendendo a tutto il felpato e moderatamente sound-demodé discherello di debutto, nella propria personale canora virtùte, barcamenandosi garbatamente quanto (fin troppo) equilibratamente tra apprezzabili et Martinistiche riletture di semi-obnubilati Jazz-classics ["I Can't Keep From Crying Sometime", "I'm Her Daddy"] a calibrati, eleganti, talvolta vincenti spezzoni autoctoni (la ultra-arcinota, NicolaContiana per antonomasia "This Is What You Are", "Never Die" o la stentorea, gradevolissima traccia ché titola il lavoro).

Ciò chè non (mi)convince compiutamente (se così vogliamo ingenerosamente osare) di questo sollazzevole nu-vetero-jazz (?) trabajo risiede nella strumentalmente scarsa (anzi: totalmente assente) predilezione verso qualsivoglia tipologia di contaminazione "odierna": una sorta di sound-impermeabilità ché si tramuta, talvolta, in assoluta prevedibilità delle soluzioni procrastinate: il tutto suona moderatamente à meraviglia, tramite e in virtù d'una asettica "perfezione formale" chè da un lato lascia piacevolmente sorpresi ma dall'altro esprime esattamente cio che ci si attenderebbe, indi come (per converso) non dovrebbe.

A scanso d'equivoci è bene rimarcare ché non v'è alcunché da obiettare sulla godibilità e sulla effettiva piacevolezza d'insieme: esecutori pregevoli e piacevoli alla fruizione e, naturellement, nothing da ridire sul miràbile talento, sulla efficacia e sulla gradevolezza posta in essere dai tracheali, umbratili, arcigni e generosi vocalizzi del Messer Biondi, il lavoro scorre vieppiù allegramente dalla prima alla conchiusiva traccia, senza alcuna tentazione skip-estrapolatorea. Altresì è opportuno ritenere ché sé avesse(ro) voluto "osare" maggiormente ci troveremo tra i consunti et mangiucchiati polpastrelli non solamente un piacevole, radio-friendly, moderatamente transitorio ma frizzante divertissement.

Ad ogni modo, son giovani: si faranno (non in senso lato, I hope).

 

* Mario Biondi (voce); Fabrizio Bosso: tromba Daniele Scannapieco: sax Luca Mannutza: piano Lorenzo Tucci: batteria Pietro Cincaglini (contrabbasso) Sandro De Bellis (percussioni); Gianluca Petrella (trombone)

** e qua inizierebbe (condizionale d'obbligo) la "vera" quanto Bionda de-trattazionem: l'iniziatoreo resto si puòteva tranquillamente tralasciare.. mi rendo qonto seulement ora ché dovevo/potevo testimoniarlo prima: maledetto mononeurone!!

 

 

 

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Riassunto del Bot

La recensione analizza l'esordio di Mario Biondi con l'album Handful of Soul, un lavoro equilibrato e piacevole che manifesta un notevole talento vocale. Nonostante la qualità e la godibilità del disco, manca una reale innovazione strumentale, risultando a tratti prevedibile. La produzione di Schema Records propone un jazz-soul classico e raffinato, con alcuni brani di rilievo e una performance vocale intrigante. Il giudizio è complessivamente positivo ma invita a una maggiore sperimentazione nelle future produzioni.

Tracce video

01   A Child Runs Free (05:54)

02   No Mercy for Me (03:49)

03   This Is What You Are (07:11)

04   Rio De Janeiro Blue (04:10)

05   Slow Hot Wind (04:04)

06   A Handful of Soul (04:23)

07   Never Die (05:32)

08   On a Clear Day (You Can See Forever) (03:15)

10   I Can't Keep From Cryin' Sometimes (04:57)

11   No Trouble on the Mountain (04:25)

12   I'm Her Daddy (04:20)

Mario Biondi

Cantante italiano noto per la voce soul profonda e per un repertorio che spazia tra jazz e soul; debutta con l'album Handful of Soul.
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