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Marlene Kuntz
Live @ Magnolia, Segrate 11.09.21

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Voto:

Un sodalizio quello di Godano e Tesio lungo 30 anni con un patrimonio musicale cosi ricco che il solo decidere una scaletta non deve essere un fatto di per sé banale.

L'inserimento alla batteria di Sergio Carnevale dei Bluevertigo in sostituzione temporanea di Luca Bergia forse ha permesso di costruire una track list meno licenziosa agli eclettismi noise elettrico chitarristici regalando una dimensione più intima ed intensa che per alcuni tratti ricordano i Bad Seeds di Nick Cave. Il Post Pandemic Tour richiedeva di tener conto di un pubblico seduto e dell'impossibilità di trasmettere la solita fisicità alla platea e, da qui, la necessità di costruire un'empatia diversa con il pubblico anche tramite il racconto. I Marlene hanno una loro estetica che si realizza in una continuità espressiva, dove la poetica di Godano non lascia mai alcuna traccia di decadimento della sua intensità emotiva. Non è pertanto un caso che la tracklist inizi con "Bellezza" e "Abbraccio" nel tentativo, riuscito, di stregare l'anima e al contempo cercare la bellezza attorno a noi. È una partenza con sonorità note, ma funzionale a rodarsi per quello che diventerà il vero punto apicale del concerto: "Negli abissi fra i palpiti" . Una canzone che, come un po' caratterizza “Uno” album da cui è tratta, esce dai stilemi degli intarsi chitarristici restituendoci una sua propria semplicità cantautoriale, ma che qui prende un corpo impressionante a livello di volume musicale. Risulta alla fine cosi potente che scatena 5 lunghi minuti di applausi ininterrotti che lasciano letteralmente il gruppo senza parole e visibilmente commosso. Ed è cosi reale la forza empatica costruita, che Cristiano si presta a spiegare l'esegesi della canzone e di come si sia sviluppato il momento creativo. Con "Ti giro intorno" si riprendono percorsi piu battuti e che sarà l'unico pezzo tratto da "il vile" che venne ampiamente rappresentato in occasione del ventennale dalla sua uscita nell'omonimo tour "Onorate il Vile" del 2017, per poi lasciare spazio a "La canzone che scrivo per te" che è l'unico momento che potremmo definire "mainstream" del concerto, che strizza anche un po' l'occhio all'uscita su vinile di Bella Ciao con Skin. "Schiele, lei,me" è anticipata dal secondo momento di interazione con il pubblico, in cui Godano si ferma a spiegare l'influenza della pittura nella sua estetica e dell'importanza di cogliere i particolari espressivi, in questo caso le mani deformi delle persone raffigurate da Egon Schiele, pittore espressionista viennese del primo novecento e seguace di Klimt, che attraverso esse esprime il suo tormento interiore. E solo dopo "A fior di Pelle" che i Marlene prendono definitivamente il volo. "Lieve" viene accolta tra gli applausi. Catartica è il disco che ha permesso ai Marlene di farsi conoscere e di farsi attribuire il titolo di Gioventù Sonica italiana. Un brano che pur rimanendo fedele a sé stesso negli anni è sempre stato affinato raggiungendo una potenza unica che ha in qualche modo brandizzato "l'essere i Marlene". Non c'è nulla che suoni come loro in italia. Sono semplicemente unici per stile e rigore. E non è un caso che "io e me" venga subito dopo perché a partire dal testo :

 

" E quando sei convinto che sia meglio così

E sembra che la tua furbizia trionferà

E quando sei... e quando sei sicuro di te

e senti che non stai sbagliando, proprio no!

 

Beh... fanne tesoro, perché verrà

cenciosa e rapace verrà

la solitudine su di te.

solitudine su di te"

si comprende che i Marlene non sono un prodotto oggetto di mistificazione e non sono "un vuoto a perdere nè un prodotto di mercato" come avrebbero detto i CCCP. "Io e me" sta a "me myself and i" parafrasando i De La Soul "mirror mirror on the wall, tell me mirror what is wrong". Non c’è nulla di sbagliato nei MK, c’è uno spirito quasi Bushido dove loro incarnano benissimo la legge dello Yu Eroico Coraggio e del Makoto Completa Sincerità. Lagash è impressionante tiene il basso come fosse un kalashnikov e la sua figura ieratica fa il resto. Anche in questo i MK sono unici nel modo di rappresentare la propria line up: Cristiano al centro vestito in bianco, mentre tutti gli altri componenti in nero con a lato Riccardo Tesio imperturbabile e Lagash sull’altro lato con la sua figura maestosa quasi a protezione di tutti e dietro Davide Arneodo polistrumentista, chiamato a sviluppare il lato alla Neusterzende Neubauten del gruppo. E poi Sergio Carnevale... semplicemente maestoso con un drumming preciso e mai pestato. Il brano poi viene chiuso con distorsioni elettriche in loop e eco alla Sonic Youth.

E cosi si va verso il termine con l’encore finale di "Niente di nuovo" , una favolosa "Ineluttabile" e infine “Nuotando nell'aria” riuscendo con 3 sole canzoni a riassumere olisticamente la loro storia chiudendo proprio da dove era partita nel 1987.

 

scaletta

  1. Bellezza
  2. Abbraccio
  3. Catastrofe
  4. Negli abissi fra i palpiti
  5. Musa
  6. Ti giro intorno
  7. La canzone che scrivo per te
  8. Schiele, lei,me
  9. A fior di pelle
  10. Lieve
  11. Io e me
  12. Niente di nuovo
  13. Ineluttabile
  14. Nuotando nell aria

Commenti (Due)

JpLoyRow
JpLoyRow
Opera:
Recensione:
I Kuntz, che ricordi. Ormai sbiaditi nel tempo. Ho ucciso paranoia il loro disco migliore, ma sono passati secoli, ormai la muffa li ha ricoperti, si ritirino e lascino il posto ai giovani.


tia
tia Presidénte onoràrio
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Recensione:
Visti live parecchie volte, parecchio tempo fa fin dai loro esordi di Catartica... Poi persi di vista dal 2003 o giù di lì, ma ascolto ancora i vecchi lavori con piacere. Cosa consiglieresti di nuovo post 2005?


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