Marseille chi? In questa recensione affrontiamo un disco di una band che non molti conosceranno, che proviene dagli albori di quella scena chiamata negli anni a venire NWOBHM. Inglesi, questi Marseille si formarono a Liverpool nel 1975, e spinti da band ben più note quali Ufo e Judas Priest, tre anni più tardi pubblicarono il loro album di esordio: Red White And Slightly Blue. Da una band inglese rimaniamo a primo impatto sorpresi per via della copertina e dal titolo stesso dell’album, infatti riferimenti alla Francia erano piuttosto insoliti nella società inglese di fine anni 70.
Questo disco, sin dalle prime note, mette in risalto forti influenze provenienti dall’hard rock e dal glam rock di quel decennio, dalla traccia di apertura “No Time To Lose”, proseguendo con “Can Can”, “She Gives Me Hell” e arrivando alla ballad “I Felt No Pain”. In queste prime quattro tracce, notiamo subito una produzione sonora molto valida per gli standard delle band emergenti di quegli anni, con chitarre taglienti, armonizzazioni vocali ed assoli di chitarra ben definiti in primo piano; questa è una dimostrazione di come la solidità della scena musicale alla quale questi Marseille appartenevano aveva i mezzi e la rilevanza culturale per emergere nel meglio della sua forma. La freschezza che esce da queste canzoni è qualcosa che, contestualizzata al periodo della loro uscita, era sicuramente rilevante in quanto nonostante gli ovvi rimandi, sono in grado di suonare diverse da ciò che fino a qualche anno prima era il canone della musica rock. L’album procede in territori dominati da riff a metà tra l’hard rock ed il nascente punk con il brano “Dear Doctor” e brani che potrebbero uscire da Killing Machine dei Judas Priest, quali “The French Way” e “Motherly Love”. In questo lotto notiamo fin da subito un distacco da certe scale e riff basati sul blues (fatta eccezione per certi assoli di chitarra), elemento alquanto innovativo per il 1978 e che presto caratterizzerà assieme agli altri gruppi della scena la nascita definitiva del metal come oggi lo conosciamo; le influenze glam rock, tuttavia, riaffiorano verso la fine dell’album con “Percival” e “Lolita”, quest’ultima una traccia energica aperta da un riff potente e tagliente come una lama di rasoio. In tutta questa tracklist, la voce del cantante Paul Dale risulta sempre potente e pulita, in linea con lo stile proposto dai gruppi hard rock ed heavy metal di quegli anni; le chitarre, con duelli di riff e assoli suonati in botta e risposta, sono un’altra caratteristica tipica di tutta la NWOBHM a venire, infatti i due chitarristi, Andy Charters e Neil Buchanan, nonostante ad oggi sconosciuti, risultano molto validi sia a livello esecutivo che a livello compositivo. Fun Fact: il chitarrista Neil Buchanan, per coloro i quali hanno visto il programma Art Attack negli anni 2000, è proprio lui, ovvero l’artista di sculture di sabbia co-protagonista della trasmissione. Riguardo alle sorti della band e dei musicisti dopo questo album, esse non furono eccellenti; dopo altri due album infatti essi si sciolsero e, rimasti pressoché sconosciuti all’interno del panorama musicale, si riuniranno soltanto nel 2010, ben lontani dal successo riscosso dai loro “colleghi” delle altre band della scena.
Ritornando all’analisi del disco, per concludere, possiamo confermare la robustezza della formazione, con un album sicuramente acerbo ma con buone ispirazioni che, a distanza di quasi cinquanta anni, ci lasciano quel retrogusto vintage che non guasta. Non sarà un capolavoro della musica britannica ma, a livello cronologico, ha anticipato molti degli album più noti della suddetta scena musicale; tra questi Denim And Leather dei Saxon (1981), See You In Hell dei Grim Reaper (1983) e il capolavoro Screaming For Vengeance dei Judas Priest (1982). Per gli amanti di scoperte di annata e di album che non riuscirono a sfondare nonostante la buona qualità generale, questo Red White And Slightly Blue è una tappa da attraversare obbligatoriamente.
Brani migliori: “No Time To Lose”, “I Felt No Pain”, "Dear Doctor", “Lolita”
Voto: 78/100