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Martin Amis
Koba il Terribile. Una risata e venti milioni di morti

()

Voto:

Premessa doverosa:

[ Si domanda giustamente Martin Amis in questo saggio: Perché i crimini di Stalin venivano giudicati in modo più indulgente rispetto a quelli di Hitler? Perché si poteva scherzare sui Gulag e sulla Siberia, quando nessuno avrebbe riso di Auschwitz?

Già, perché?

Ed è appunto per questo semplice motivo mi son scaricato il suo libro nel mio kindle ed ho appena (ehm, l'altro ieri) terminato di leggere. ]

“Koba il Terribile” così lo definì Sir Winston Leonard Spencer Churchill quando ebbe occasione di incontrarlo, mentre da noi lo si definiva bonariamente “Baffone” (Ha da venì Baffone…), ma di bonario non aveva nulla e la Storia ce lo dimostra (non so se nei libri scolastici vengono raccontate le atrocità da lui volute e messe in pratica dalla Čeka oggi KGB anzi FSB un corpo di polizia politica sovietico creato nel dicembre del 1917 da Vladimir Il'ič Ul'janov meglio conosciuto come Lenin e da Feliks Ėdmundovič Dzeržinskij, per contrastare coloro che erano considerati i nemici del regime russo (ovvero gli stessi russi, ceceni, georgiani, ucraini ecc.) usando metodi violenti che prevedevano la tortura e l’affamamento fino all’uccisione di uomini, donne, vecchi e bambini di qualsiasi ceto ed età, in un’escalation inimmaginabile di atrocità gratuite simile ai peggiori inferni danteschi o dell’inquisizione medievale, e questo Koba altri non fu che Stalin (“Acciaio”, come gli piaceva esser chiamato) ovverosia Iosif Vissarionovič Džugašvili, un georgiano che odiava i georgiani in primis e poi il resto dell’umanità, compresa la sua famiglia di nascita e quella che formò poi da sé, la sua filosofia leggiamo, la si può descrivere in poche parole “L’uomo è un problema, eliminando l’uomo si elimina il problema!” il tutto per arrivare ad una collettivizzazione a favore dell’industria al fine di creare una potenza economica mondiale (obbiettivo fallito al 100%... anzi…), permeata da un comunismo che non fu mai comunismo ma uno stretto regime dittatoriale dove l’interesse principale era una sua mania di grandezza mai esistita prima, voleva essere creduto il migliore in tutto e lo fu solamente in negativo con la sua innata cattiveria, supportato dalla paura, dall’obbligo di quote di confessioni (false) estorte con la tortura sistematica da parte di giudici a loro volta impauriti e minacciati, dalla delazione (figli che denunciavano i padri, fratelli che denunciavano i fratelli ecc. in maniera calunniosa e non, c'era chi denunciava senza nessun reale motivo se non quello della paranoia d’esser denunciato prima…) e dall’estromissione della verità a tutti i livelli possibili immaginabili, mentiva anche a se stesso!

Martin Amis figlio di quel Kingsley Amis a sua volta scrittore prolifico, poeta e critico letterario britannico (nonchè comunista convinto fino al ‘56 anno in cui l'URSS invase l'Ungheria), dopo attenti studi di filosofi, saggi storici, lettere e manoscritti ecc. sugli Zar, e dittatori comunisti/bolscevichi vari ci racconta in una sorta di “bignami” ciò che avvenne in quella Russia negli anni del primissimo ‘900 fino a fine secolo per volere di criminali quaraqquaquà come Lenin, Lev Davídovič Bronštejn conosciuto ai più col nome di Trockij, Lavrentij Pavlovič Berija, Nikita Sergeevič Chruščëv, Leoníd Il'íč Bréžnev, passando anche ad altri presidenti quali Jurij Vladimirovič Andropov, Konstantin Ustinovič Černenko, Michail Sergeevič Gorbačëv, arrivando fino all’ ex funzionario del KGB, Vladimir Vladimirovič Putin ed ovviamente quell’omuncolo di Stalin che nulla aveva da invidiare a quel baffetto di Hitler, tanto che se non se lo fosse portato via un infarto nel ’53 avrebbe sterminato il resto degli ebrei russi come aveva in programma di attuare ovvero deportarli in Gulag lontani da tutto e da tutti per meglio sterminarli come avvenne durante il suo mandato ad almeno venti milioni (20.000.000) di persone.

Beh, nonostante molte cose risapute, per me è stato peggio di un bombardamento sullo stomaco e sulla mente, avventurarmi in queste pagine di “Koba the Dread: Laughter and the Twenty Million”, dove Martin Amis ci descrive anche grazie all’ausilio delle testimonianze riferite in prima persona da Aleksandr Isaevič Solženicyn e dal suo imprescindibile saggio “Arcipelago Gulag” scritto in tre volumi dal ’58 al ’68 ed uscito in Italia solo nel ’73 dove testimonia della sua triste permanenza all’inferno in questa valle di lacrime chiamata Terra.

p.s. Ripeto, non so se queste cose siano descritte minimamente dai libri di storia scolastici ne se verranno insegnate in futuro, certo che dovrebbero, per onore di quella verità di cui “Koba il Terribile” aveva una paura folle.

Commenti (VentiTre)

Il Trota
Il Trota
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e gli stalinisti di debaser muuuti!


odradek
odradek
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Ma l'hanno ristampato? Credevo d'aver acquistato l'ultima copia disponibile molti anni fa, e avevo scritto alla Feltrinelli sollecitando una ristampa.

Già, ma tu l'hai letto su un coso, un kinder o un buondi, come sempre.
Comunque bene facesti a parlarne, anche se l'irreperibilitá dell'oggetto cartaceo dovresti segnalarla, secondo il mio opinabilissimo parere.
Ciao, Stan.


Stanlio: Ciao Dekyboy, rimane sempre piacevole leggerti.
odradek: Sbagliai editore: a Einaudi scrissi, a LaFeltrinelli comprai l'ultima copia risultante esistente in Italia (per regalarla, che ne avevo una mia)
Stanlio: Credo che l'ultima ristampa di Einaudi sia del 2005 dove sul suo sito si trova pure questo invito:
«Leggete Koba il Terribile.
Un libro su Stalin, su noi, sull'anticomunismo mancato.
Dice cose che credevamo di sapere, in un modo tale che ammettiamo di non averle davvero sapute».

.: Adriano Sofri :.
macaco: Magari non è casuale trarre al presente un assunto così attuale. Sarà che imbruttire ed imbrattare il nemico, anche con verita storiche, non aiuta a sentire più volontà e certezza nelle scelte compiute?
Falloppio
Falloppio
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Grande Stanley
Ha da venì baffone


Stanlio: Hey Fallyboy, no no speriamo non ne vengano mai più di così loschi figuri, fosse esistito un Dio a sto mondo non doveva nemmeno permetterla una simile nascita!
musicanidi
musicanidi
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Ho una domanda.

In uno stato comunista “perfetto” CHI definisce il prezzo di un oggetto/servizio?

Grazie

Ps bella Stan, mi hai incuriosito!


Stanlio: non ne so nulla di comunismo ma finchè non esisterà uno stato comunista "perfetto" non otterai risposta al tuo interessante quesito ehm, ha da venì Marxone...
macaco: Spiazzante domanda.
Magari il valore delle cose. Ma é una risposta che non risponde a una domanda che non mi sono mai fatto.
musicanidi: Io me la pongo spesso, soprattutto quando entro in un supermercato. Ci sono milioni di cose e mi chiedo come potrebbe esistere un sistema dove i prezzi dovessero essere imposti dall’alto. Probabilmente sparirebbero tantissimi articoli ma il “come costruire un prezzo” mi rimane incomprensibile. E non riesco a trovare nulla in rete!
musicanidi: @[Carlos] help me!
Carlos: Voi siete fuori a farmi ste domande così tardi. Mi sveglio al mattino prima di andare al lavoro e leggo sta roba mentre faccio la cacca. Come faccio a rispondere in fretta? Ci provo, mal che vada porta pazienza e attendi il mio ritorno stasera ahahah
Carlos: Ovviamente risponderò solo a @[musicanidi] ché l'anticomunismo latente della pagina mi sconvolge e lo dice uno che stalinista non è mai stato in vita.
Carlos: Allora facciamo una premessa: "stato comunista" è un ossimoro. Pertanto tutti gli stati che nel passato e ancor di più attualmente vengono definiti "comunisti", non sono in realtà tali. La questione può avere due risposte in base a cosa si vuole sapere: il prezzo nei paesi a socialismo reale o nella società comunista (e pertanto senza stato)? Nel caso del socialismo reale non è venuto meno l'uso del denaro e pertanto è valida l'analisi marxiana della merce che Marx fa ai paesi "capitalisti", a dispetto della differenza tra economia pianificata-socialista e libero mercato. Il prezzo di una merce non è che il nome del denaro, che funge da equivalente generale per la merce. Cosa significa equivalente generale? Nel momento in cui si ha merce significa che c'è uno scambio di merci (altrimenti avremmo solo valori d'uso per una stessa comunità che consuma direttamente ciò che produce. Ciò implicherebbe l'inesistenza del carattere di "merce") e pertanto ci si affida al valore di scambio delle merci e questo viene espresso in un equivalente generale che è il denaro. Quindi bisogna capire che cosa è il denaro
e quindi bisogna fare due passi indietro. Nello scambio delle merci classico il valore di scambio è dato da equivalenti relativi (2 ceste per tre litri di grappa ad esempio). In questo caso semplice cosa determina la possibilità di pensare a queste due quantità diverse di oggetti diversi come equivalenti? Al TEMPO DI LAVORO "presente" in questa merce. Questa enorme verità è rimasta tale in realtà anche nelle società avanzate in cui il baratto ha smesso di esistere. Il denaro, che diventa equivalente generale - - e merce a sua volta - per tutte le merci in realtà DOVREBBE rappresentare l'equivalente per tutte le merci, quindi per tutto il tempo di lavoro oggettivato (nelle merci). Quest'ultimo aspetto porterà all'evidenza per tutti che il tempo di lavoro necessario può per innumerevoli casi e circostanze divergere tantissimo e quindi ciò che prima aveva un determinato valore dopo potrebbe non essere più tale. Questo nello scambio "semplice" con il denaro come "semplice mezzo di conto" fa dunque capire anche il variare dei prezzi. Ora lascio che "ai go tu laurà". Seconda parte stasera quando sarò il doppio più incazzato di quando mi sono svegliato. Spero di essere stato il più chiaro possibile. È necessario spiegare tante cose per rispondere ed è dunque anche difficile essere sintetici
Stanlio: ehm, mi pare che musicanidi abbia chiesto CHI, non COSA...
Ere: il vero ossimoro è: "stato comunista perfetto".
Stanlio: ehm, ovvio che si risponda a chi domanda...

poi ché l'anticomunismo latente della pagina sconvolga, sarà forse perchè ci si crede "comunisti"...

a me personalmente sconvolge più la negazione della libertà di pensiero (il che significa l'assenza di libertà) scaturita in tutti quei paesi nel mondo che finora si son autodefiniti "comunisti" e dai loro leader

da quel che ho appreso anche da questo saggio di Amis mi son fatto l'idea che qualsiasi dittatura di destra o di "sinistra" che sia, o economica, ma anche religiosa oppure militare che sia alla fin fine s'è rivelata deleteria per la vita dell'uomo
luiz: La definizione di prezzo data dai comunisti è essa stessa esilarante.
luiz: @[Stanlio] esatto. Le dittature di destra e di sinistra sono identiche, checchè ne dicano i comunisti. Vaffanculo ai totalitarismi.
luiz: anticomunismo latente vs. antiamericanismo evidente. Chissà come andrà a finire
Carlos: @[musicanidi] approfitto degli ultimi minuti della pausa pranzo per dirti che te la scriverò in mp la seconda parte visto il circo qui presente (Stanlio compreso, unico non fake, che però non ha capito un cazzo di ciò che ho scritto e cerca pure di fare gli appunti a un discorso nemmeno concluso, robe da matti). A più tardi
Stanlio: beh, dear musicboy ti auguro di capire tutti i cazzi o le cazzate che ti scriverà il "compagno"
Hetzer: @[musicanidi] domanda che non si pone, o che può avere qualsiasi risposta, perché uno "Stato Comunista perfetto", e quindi per essere precisi un "Non-Stato", senza classi e con una consolidata e generale uguaglianza sociale, esiste solo nei sogni drogati di un Marx o di un qualche scemo che considera ancora il comunismo una dottrina politica percorribile.. In sostanza, alla tua domanda si potrebbe rispondere "il lattaio", oppure "il vaso di gerani sulla finestra del vicino, che però è anche la tua", oppure "la madonna incoronata".. Siamo nell'ambito dell'utopia pura..
Ere: Attendiamo con ansia (ma anche no) le elucubrazioni del clown principale del circo 🤡
musicanidi: Signori tutti, appena riesco a capire qualcosa ci scrivo un editoriale! Promesso.
luiz: Nel comunismo perfetto gli esseri umani sono lobotomizzati esattamente come Carlos e i prezzi delle merci derivano dal tempo necessario a produrli. Per fortuna la realtà non è così aberrante e distopica come il comunismo perfetto la vorrebbe e i prezzi si generano nell'equilibrio tra offerta e DOMANDA determinato dal VALORE che i CONSUMATORI dotati di un minimo di cervello (quindi escludiamo Carlos et similia) danno ai beni prodotti. Se Carlos scrive un libro, per esempio, può metterci anche un miliardo di ore... ma il valore che gli darei io sarebbe sempre uguale a zero perchè è evidente che spara una marea di cazzate. Altro che valore proporzionale alle ore impiegate per scriverlo...Purtroppo i comunisti come Carlos non hanno mai voluto capire un'emerita sega di economia e si sono bevuti le minchiate di Marx come se fossero nettare divino. Tutto lì.
Stanlio: Povero Carlitos è così puerile con il suo "In Siberia" che non merita altre attenzioni, meglio lasciarlo crogiolare coi suoi banali e superati stereotipi di cui s'è inzuppato i pensieri a dismisura, convinto dai ragionamenti dettati da libri e parole stantie che finora non hanno prodotto nessun buon risultato al mondo, basta leggere il suo secondo vuoto commento lassù per farsi un'idea della sua ottusità.
Stanlio: *basta leggere il suo terzo vuoto commento lassù
Stanlio: un'ultima considerazione cari compagni e non (poi potete andare a cagare come già ha fatto Carlos di sua sponte stamattina), qua di anticomunismo c'è solo l'esempio lasciatoci da Stalin e per nulla latente
lector: Insomma: prima chiamate @[Carlos] perchè risponda ad un quesito che gli ponete, poi, quando lui vi risponde (anche con encomiabile disponibilità) - senza neppure leggere quello che ha scritto (o proprio senza capirlo) - lo insultate!
La domanda era chiara e la risposta precisa: il discorso era sul prezzo in uno "Stato Comunista perfetto" (o sarebbe meglio dire "Ideale") e mi si tira fuori il "valore d'uso"?! Siamo all'abc dell'economia...allora o non si capisce o non si vuole capire o non si hanno le basi per affrontare il discorso.
Vedo caro @[Stanlio] , vecchio caprone (posso ancora scherzare con te?), che ultimamente ti piace buttarti in mezzo a polemiche e flames di vario tipo; va tutto bene, eh?! Ognuno si diverte come gli pare...
Guarda però queli sono i troll ed i fakes che escono fuori dalle tombe per venirti a dare man forte...(e pure cosa scrivono)
Stanlio: Me ne frega un cazzo di chi siano i commenti in ogni caso musicanidi non credo sia un troll o fake o come cazzo li chiamate ed'è stato solo lui a chiamare in causa il tuo Carlos, poi con me chiunque può scherzare quanto vuole ma non mi diverto a buttarmi nelle polemiche anzi, gli e che del libro ne ho parlato io, per cui entro nei commenti sottostanti per dire la mia a proposito e niente...
lector: Ma che c'entra musicanidi? A fare finta di non capire si ha sempre ragione...
luiz: @[lector] quello che non ha le basi di economia sei tu, pezzo di grandissimo ignorante. E pretendi pure di dare lezioni. Chissà che cazzo di lavoro fai e che cazzo hai studiato nella vita. Poi, tra l'altro, sei anche stupido come una capra. Non impareresti neanche se qualcuno ti insegnasse qualcosa. Prenditi in mano almeno un Dornbusch Fischer prima di parlare di cose che non conosci, testa di minchia sottosviluppata.
Stanlio: @[lector] a non voler capire si ha sempre ragione...

musicanidi? non c'entra nulla...

ehm: musicanidi 4 mag 20:58

Ho una domanda. In uno stato comunista “perfetto” CHI definisce il prezzo di un oggetto/servizio?

2° ehm: musicanidi: @[Carlos] help me!



musicanidi: Il 12esimo comandamento recita: mai pronunciare il nome di musicanidi sul divano

Non sono nè fake nè troll nè bot nè cöt.

La mia discussione con carlitos è proseguita in privato visto il gran baccano che fate!
Stanlio: mejo così! anzi era mejo ancora se fosse proprio iniziata in privato...
lector: Caro Stanlio debbo prendere atto, mio malgrado, che quello che già molti altri utenti hanno cercato di dirti - e cioé che discutere con te è diventato ormai impossibile - è abbastanza vero.
Sono contento che tu non abbia granché da fare e che, quindi, tu abbia il tempo di invadere il sito di commenti, commentini, citazioni ed ascolti in continuazione (tutti generalmente a pisello di cane e tutti senza nessun nesso con quanto ti si sta dicendo), qualcosa ti è successo...forse la dipartita di Ribaldo ti ha segnato più di quanto si voglia ammettere?
Ti voglio bene lo stesso ma, direi che per un po' è meglio se ci limitiamo a parlare di musica&figa.
Scusa
lector: @[musicanidi] Mi scuso con te per aver fatto caciara sotto ad un tuo post e, ti assicuro, che tu non c'entri mai con le cose che ho scritto, la tua domanda era sacrosanta e validissima (ed anche io farei fatica a risponderti).
Stanlio si è messo a giocare con quel paio di trolls che gli hanno dato corda e si è finiti ai discorsi da bar. Anche colpa mia, non certo tua.
Stanlio: Caro lector per me puoi parlare di quel che ti pare quando ti pare, e mi farebbe piacere poter fare altrettanto, vabbè la prenderò in maniera scherzosa e non ti mando dritto affanculo come meriteresti, ma ci tengo a precisare che non ho invaso il sito più di quanto l'abbia invaso tu o altri (e se contiamo le parole spese da me in confronto alle tue son convinto che le tue son numericamente molto maggiori alle mie), poi mi pare non ci sia un limite a post o commentoni come i tuoi, se discutere con me ti è impossibile allora non fatelo tu e quei pochi a cui fai riferimento, in questa pagina se permetti commento dove credo meglio visto che l'ho aperta io e le tue lezioni falle pure a scuola, non dappertutto, che le verità e cosiderazioni tirate fuori dalle tue tasche per quanto tu le ritenga giuste e a pisello di cane, non funzionano con tutti e questo vale pure per Carlos o per HM, vedi che le seghe preferisco farmele da solo piuttosto che me le facciano altri (per le "altre" è tutt'altro discorso).
Ribaldo almeno faceva sghignazzare un pò tutti anche se a volte pisciava fuori dal vaso mentre tu come da immagine ti limiti a pisciare a quanto pare...
musicanidi: Ma no @[lector] nessuna scusa…al mio post mancava una faccina sorridente! Come questa 😁…..
gaston
gaston
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Insomma, Stalin l'era un birichen (come si dice dalle nostre parti).


Stanlio: naaah Gasboy, sai quando si usava dire che i comunisti si mangiavano i bambini? beh, un fondo di verità c'era davvero, Stali dopo aver depredato i contadini ucraini che possedevano animali e prodotti del loro sudatissimo lavoro li portò ad una carestia estrema che in confronto le piaghe dell'antico Egitto erano uno scherzo, ebbene i pochi sfortunati che non furono barbaramente ammazzati lì per lì o deportati nei Gulag e destinati nel migliore dei casi a morte certa iniziarono anche a cannibalizzarsi cannibalizzarsi nutrendosi oltre che di cavalli o di altri animali che trovavano mezzi putrefatti pure dei propri simili, chiamatelo "birichen" e gli farete un grosso favore...
Stanlio: *Stalin
gaston: Certi orrori vanno talmente oltre...che non riesco neppure a commentare seriamente.
Chiedo scusa, mio imite.
Stanlio: tranqui Gaston, una risata li seppellirà... forse
Stanlio: Grazie @[luiz] per l'intervento esplicativo.
Confaloni
Confaloni
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Bravo Stan! Il libro non l'ho mai letto, in compenso mi sono sorbito l'"Arcipelago Gulag" del grande Solgenitsin e già tutto viene descritto. Per parafrasare la filosofia di Stalin : "Stalin è il problema, eliminato Stalin si risolve il problema". Immagino comunque che alcuni debaserioti obbietteranno che però gli Yankees hanno sterminato i pellerossa, ma ciò non giustifica nessun altro crimine commesso in nome del comunismo, dai russi passati e presenti e da qualsiasi altro popolo. La storia della Russia è sempre stata un incubo ad occhi aperti.


Stanlio: Grazie Cofyboy, ottimerrima parafrasi!
iside
iside Divèrs
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Il comunismo è una ideologia e come tutte le ideologie non può essere praticata da grandi comunità.


Stanlio: ma anfatti, a me pare d'aver intravisto del comunismo ante litteram nelle piccole comunità indios americane o simili, ma magari mi sbaglio... che dici?
iside: Si, secondo me funziona bene nei clan familiari
Stanlio: ma non in quelli mafiosi, dear Easyboy, dove vige la legge dell'occhio per occhio, ed il proverbio "tanto va la gatta al lardo ecc. ecc."
snes: Grazie per la sintesi.
Il Trota: @[iside] chill'è comunella
Hetzer: Bischerate: il comunismo è una dottrina politica che si prefigge un obbiettivo irrealizzabile e che allo stesso tempo cerca di realizzarlo nel modo sbagliato.. Non è che non può essere "praticato" (praticare un ideale non credo nemmeno abbia un senso a livello logico-lingusitico) è che semplicemente non funziona..
asterics
asterics
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ho una domanda: in uno stato capitalista perfetto, quanto costa uno schiavo?
chiedo per un amico.


Stanlio: non ne so nulla di capitalismo ma finchè non esisterà uno stato capitalista perfetto non otterai risposta al tuo interessante quesito ehm, e poi perfetto per chi? per il capitalista, per lo schiavo o per il tuo amico...?
Ere: non costa un cazzo, tutti schiavi gratis di un'ideologia aberrante
Falloppio: Schiavo giovane 600 euro
iside: 6 €/h
Stanlio: ehm dear Fallyboy & dear Easyboy, e a quanto ammonterebbe per una schiava giuovine?
iside: Almeno 200€ per una mezzora...
Stanlio: eccheccazz' e chi ci resiste mezzora, manco il Rocco Antonio Tano detto Siffredi credo... insomma dovrei fare bene i conti quindi dividendo 200 per 6 onde ottenere il costo di ben 5 lunghissimi minuti di espletamento con doverosa ejaculazione finale!
iside: 200 tariffa minima
Stanlio: ah, allora conviene sfruttare tutti i 30 minuti concessi, partendo dai preliminari di rito.
macaco: Potrei risponderti che lo schiavo é una concezione antiquata visto che ci sono, e saranno sempre più presenti, le macchine a sostituire l'uomo nella produzione. Questo per quanto riguarda il fisico. Sul piano mentale e psichico l'analisi si fa più interessante e complessa; si conoscono i mezzi e i metodi ma sfuggono i fini ultimi.
macaco: E commenti presenti in questa pagina sono anche sintomi di questo punto lavoro di appiattimento.
Ere: Basta avere cervello e coglioni e farsi un'impresa individuale. Paghi le cazzo di tasse, ma è sempre meglio che lagnarsi di continuo come fanno i comunisti falliti.
Stanlio: Quelli si lagnerebbero pure se ci fosse il comunismo mi sa...
Ere: E parlano pure di appiattimento...niente appiattisce più del comunismo.
snes: "Basta avere cervello e coglioni e farsi un'impresa individuale." aspetta, adesso uno che si nasconde dietro a un fake si mette ad insegnare al mondo cosa significa avere i coglioni?
Ere: Because "snes" is original insteaaad 🤏. Non mi metto ad insegnarlo al mondo, solo a chi ha abbastanza soldi per venire ai miei corsi. Tu continua pure a fare il precario quando ti va bene...
macaco: Anche qua pompano la propaganda dell'imprenditorialitá individuale, ma nessuno ha capitale e i tassi di interesse impossibili. Resta vendere torte ai semafori.
In Italia solo un pazzo investirebbe in un piccola impresa, con le dovute eccezioni in alcuni settori strategici, ossia quelli voluti dl wef.
Ere: macaco puoi sempre andare in Repubblica Ceca, per esempio, dove aprire un'azienda non ti costa nulla. Oppure fare il nomade digitale ovunque ti pare. Oppure fare trading online. Gli esempi sono infiniti, basta farsi il culo e smettere di avere la mentalità da itaGliano comunista medio che: "al paesiello nun ci sdanno obbordunidaaa, è duddo un malamend' ". Ecchecavolo. E comunque chi sa fare davvero impresa ha successo anche in Italia, gli altri sono spesso dei cialtroni improvvisati.
macaco: Ma non possiamo essere tutti imprenditori, il diritto al lavoro è un caposaldo della nostra identità nazionale. Non esiste volontà di incentivare le micro e piccole industrie, anzi, la linea guida é lá distruzione creativa delle stesse, come citato su una pubblicazione di Schwab.
Ere: Certo, la stessa identità nazionale che poi ti fotte metà dello stipendio con le tasse però... E noi continuiamo ad eleggere governi di sinistra che con la scusa del welfare quelle tasse sanno solo aumentarle per mangiarci sopra (non che la destra italiana sia meglio, su questo posso concordare). Guarda che io mica sono nato imprenditore. Anch'io ho fatto il dipendente per 10 anni in una multinazionale, mi sono sempre lamentato di dover prendere ordini da gente senza cervello e senza titoli che era lì solo perchè aveva leccato il culo alle persone giuste. Poi mi sono reso conto che anche fare il dipendente è una forma di imprenditorialità seppure stracciona, cioè vendi i tuoi servizi in cambio di uno stipendio fornito da qualcuno che però ti comanda. Vendi comunque una tua professionalità, buona o cattiva che sia. Quindi tanto vale fare per conto proprio, senza sputare nel piatto dove mangi anche se il cibo fa schifo, ma anche senza fare ulteriore pietismo. L'ultimo anno mi sono studiato per i cazzi miei su testi americani (sì, testi dei fottuti yankees) cose di strategie d'impresa che pensavo di imparare all'università (dove invece mi sono sciroppato solo infinite teorie di gente che non ha mai lavorato fuori dall'ambito universitario) mentre lavoravo e poi ho aperto un'attività parallela. Una volta avviata ho mollato il lavoro dipendente con gioia infinita. Non tutti possono fare gli imprenditori in senso stretto? Cazzo, ci prova perfino l'estetista sciroccata e il ragazzino di 18 anni, fattelo un tentativo prima di dire che non ci riesci. Sennò continua a subire, a lamentarti e a votare piddì, non so che altro consigliarti.
macaco: Si ho capito quello che vuoi dire, anch'io appena ho potuto mi sono in messo in proprio, ma perché son venuto a vivere al terzo mondo, in Italia non so se avrei avuto il coraggio di aprire una partita IVA.
Ere: Andarsene dall'Italia è un'opzione che consiglio, fiscalmente parlando. Senza andare per forza a vivere fino in Belize o in Guatemala. Certo poi ti mancano l'arte, il cibo, i paesaggi etc.
snes: "Because "snes" is original insteaaad 🤏"
certo che snes è la mia prima utenza... di cosa stiamo parlando?

"Non mi metto ad insegnarlo al mondo, solo a chi ha abbastanza soldi per venire ai miei corsi."
In realtà sei qui a blaterarlo gratis, mi sa che ai tuoi "corsi" gli studenti scarseggiano...
snes: pero' la favoletta che ti racconti sul tuo personaggio è tenera.
Ere: certo, certo...intanto tu sei uno sfigato dipendi dagli altri per poter lavorare, io sono benestante e posso fare il cazzo che mi pare perchè il mio know how lo posso usare per cambiare il business quando mi pare. Ciao ciao poveraccio
snes: Continua a raccontartelp, che magari poi succede veramente.
Ere: Quello tenero sei tu, potrei anche aiutarti perchè in fondo non sei antipatico. Però se non ti crei un brand personale, sarai sempre uno dei tanti. Ti dovrai continuare ad arrangiare con dei lavoretti.
iside: @[Ere] se aver soldi significa essere come te o come ti rappresenti qua preferisco essere un morto di fame.
Ere: @[iside] se preferisci essere un morto di fame la colpa è solo tua che non ti sei fatto il culo come me lo sono fatto io. E' inutile che cerchi di ostentare una presunta superiorità morale. Tu della mia etica non sai un cazzo, ma chi ti conosce e come ti permetti poi...
Ere: "aver soldi"...mica mi sono caduti dall'alto, mica me li ha dati il paparino. Me li sono guadagnati i soldi, perchè ho saputo fare determinate cose meglio di tutti gli altri.
iside: @ere io sono dio e posso permettermi tutto.
Ere: Non è certo quello il fine. Non c'entra niente il potersi permettere tutto nè tantomeno il voler ostentare la ricchezza che è una grandissima cazzata, c'entra la libertà di non dipendere economicamente da qualcun altro (che poi, spesso e volentieri, è uno che attenta alla tua dignità).
iside: Quindi le palanche te le stampi in cantina o vendi parte del tuo tempo per averle?
Falloppio: @[Ere] investi sulla mia idea. The Band (gioco di carte)
snes: Farmi insegnare qualche cosa nel campo dell'impresa da uno che non ha il coraggio di dire quel che pensa ma deve crearsi un fake per farlo? Cos'è, una barzelletta?
snes: Per intenderci: avere i coglioni ed essere dei perfetti coglioni, non sono sinonimi.
Hetzer
Hetzer
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Recensione:
Credo proprio di non averlo letto ma di averlo (ovviamente in formato cartaceo...) da qualche parte.
First thing first, non ti voto la recensione perché il corpo della stessa è uno dei paragrafi più lunghi che si sia mai visto, e leggerlo mi ha quasi ucciso.. Dovevi mettere quanto punto fermo in più, cacchio!
Detto tutto ciò, la figura di Koba è interessantissima per capire i caratteri del violento autoritarismo russo, che data dagli zar della Moscovia fino alla più stretta attualità del 2022.. E' un fil rouge che, nel caso del comunismo sovietico, si lega all'infame bugia dell rivoluzione "del popolo", che in realtà fu un colpo di stato oligarchico guidato da un pugno di borghesi ansiosi di sostituire il patriarcale e ieratico sistema di controllo zarista con una religione laica di stato modellata sulle utopie marxiste.. Fu un approccio autoritario di stampo borghese ed elitario; borghesi infatti erano Lenin e Trockij, aristocratico era Dzeržinskij; nella Georgia di fine '800, anche una famiglia come quella di Vissarion Džugašvili, calzolaio proprietario di un'attività con una dozzina di dipendenti e che parlava, oltre al georgiano, russo e armeno, era da considerarsi tutto tranne che proletaria.. Il carattere non-operaio dell'élite dirigenti bolsceviche prima e sovietiche poi non è mai ricordato abbastanza, soprattutto dai nostalgici dell'impero sovietico, e aiuta anche a spiegare la burocratica perfezione di un sistema che vedeva il Partito al vertice di ogni cosa.. Fu comunque "vero comunismo" se non altro perchè Marx e Engels per primi teorizzavano e accettavano, prima dell'abolizione definitiva dello "Stato", un c.d. "periodo di transizione" in cui il potere era "transitoriamente" in mano la Partito dei lavoratori; la legittimazione in senso marxista del potere di stampo simil-aristocratico dei dirigenti comunisti venne mantenuta almeno fino al XXVII Congresso, in cui si prevedeva per l'anno 2000 (!) il passaggio definitivo al "vero" comunismo..
Hitler fa più orrore anche perché il nazismo non fu semplicemente evoluzione naturale di un generazionale autoritarismo di classe totalmente scollato dalla realtà delle classi medie e basse che caratterizza da sempre il paesaggio socio-politico russo, ma perché fu interprete e catalizzatore di rancori, frustrazioni, paure e rivendicazioni di una società estremamente produttiva, intellettualmente avanzata, tecnologicamente all'avanguardia che era stata tramortita dal trauma della I Guerra Mondiale.. Non c'è nulla da fare, non si riesce a capire Hitler e il nazismo se non si capisce bene la guerra del 1914-1918 e soprattutto la sua genesi..
Leggendo le teorizzazioni scritte nel Mein Kampf o le conclusioni conferenza di Wansee si può comprendere come mai i nomi dei campi di sterminio sono più "famosi" di quelli dei gulag; cosa che comunque non deve togliere NULLA all'orrore del sistematico, deliberato e, per i numeri, agghiacciante processo politico di sterminio portato avanti dal Compagno Koba al solo scopo di garantire la continuità del suo potere assoluto.


Confaloni: Analisi ineccepibile, non fa una grinza..
Hetzer: @[Confaloni] quella della recensione o quella del personaggio? :)
Confaloni: Mi riferivo a quanto hai scritto e concordo.
gaston
gaston
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Recensione:
Come già detto, l'unica soluzione è un secondo diluvio universale.
Senza commettere gli errori del primo.


FOGOS
FOGOS
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Recensione:
Da Lenin a Lennon, da Stanlio a Stalin... grandioso!
#PROFEZIA
...o forse è più un augurio.
Che qualche recente bannato (e molti di voi capiranno subito a quale cibo per cani e gatti mi sto riferendo) legga questa pagina per intero, si morda la lingua e non abbia l'ardire di tornare sul sito Debasico sotto altre spoglie... ad ammorbarci come nel recente passato. Sa quale fine farebbe!


Confaloni: Da Stalin a Stanlio.. Non penso che Stan abbia qualche lontana ascendenza parentale con il dittatore (o sì?)
Stanlio: no no Confyboy con quel fascio/nazi/psicotico/mezza sega di baffone non ho nulla di nulla in comune tranqui, he he he e nemmanco il Lennon con quella macchietta di Lenin...
Confaloni: Affermazione sacrosanta.
odradek
odradek
Opera:
Recensione:
Vedo che hai letto altre cose di Amis, che conosco piuttosto bene.
Non ho letto tutti i commenti di questa e altre pagine, quindi forse sono già stati citati, ma ti indico comunque i titoli che penso possano valere la pena: "Territori londinesi" e "L'informazione" tra i romanzi, e il breve "La freccia del tempo", che credo ti piacerà.
Nel caso ti capiti di leggerli, fammi sapere che ne pensi.
Ciao.


Stanlio: Grazie per le dritte Dekyboy, "Territori londinesi" assieme a "Il dossier Rachel", "Successo", "La casa degli incontri", "La vedova incinta", "Il secondo aereo. 11 settembre: 2001-2007 ", "L'attrito del tempo. Bellow, Nabokov, Hitchens, Travolta, Trump. Saggi e reportage, 1986-2016" stanno accucciati in attesa dentro il kinder, mentre "L'informazione" e "La freccia del tempo" li avevo già letti a suo tempo ma voglio rileggerli perchè li ho quasi dimenticati e pure "Money" e "Futuro anteriore", invece in precedenza mi son letto anche "Il treno della notte", "Cane giallo", "Lionel Asbo. Stato dell'Inghilterra" e niente, ciao.
odradek: Ah però, sei un completista...
Io l'ho mollato dopo la Vedova o Nesbo, non ricordo, l'ultimo dei 2 in ordine temporale (il cane giallo non l'ho letto), e già quelli duravo fatica a finirli.

Credo abbia da tempo esaurito la vena, che penso si sia diluita via via da "L'informazione" in poi. Resta forse più interessante sul versante "polemico/saggistico", che su quello narrativo.
Temo che tra me e il piccolo Martin sia ormai finirà per sempre, ma, dato che tu lo frequenti ancora, salutamelo, per cortesia.
macaco
macaco
Opera:
Recensione:
Sono andato a rivedermi la pessima pagina da me scritta, quella di enbar77 e relativi commenti sul libro nero del comunismo, e come in altre occasioni noto un forte cambiamento culturale avvenuto in uno spazio di tempo di poco più che un decennio.
Cambiamento che meriterebbe una seria analisi che non sarei in grado di compiere. Impressiona la velocità del processo comunque.


Stanlio: ehm, come c'insegnò amche l'esimio Albert Einstein, spazio & tempo continueranno ad esser relativi nei secoli dei secoli... amen.
Hetzer: @[macaco] interessante.. Cambiamenti in che termini? Comunque è perfettamente normale che nell'arco di tempo di 10 anni uno accenda finalmente il cervello, oppure se lo bruci irrimediabilmente.. È stupido stupirsene.. Sai quanti libri si possono leggere in 10 anni?
macaco: Vabbè però mi sembra evidente che il dibattito sia notevolmente degradato.
Propaganda antirussa?
Ahahah
Hetzer: @[macaco] ma in che termini?
macaco: Innanzitutto mancanza di dibattito e in secondo luogo una forte attitudine alla condanna non solo delle atrocita sovietiche, ma dell´ideologia comunista o socialista.
Hetzer: @[macaco] .. Non ti seguo granché.. O meglio: le atrocità sovietiche sono da condannare, a livello logico e pragmatico prima che morale.. Poi i risultati del comunismo, sia ideologico che di governo, mi pare che siano piuttosto eloquenti...
macaco: Vai a vederti i commenti di quelle pagine, (son tanti lo so) e poi esponi il tuo punto di vista che sicuramente é molto diverso dal mio.
Mi interessa abbastanza osservare queste cose, ad esempio esiste un editoriale del 2009 di un utente molto conosciuto che scrive sul tema gay, oggi lo stesso non scriverebbe mai a quel modo.
Un altro esempio: ascoltavo un disco brasiliano del '95 dove in una canzone si dichiara che l´anima non ha colore, ne bianco ne nero. Oggi nessuno declamerebbe tali cose, visto che la narrativa dominante é la differenziazione, anche razziale; sei nero, allora devi essere orgoglioso, distinguerti, rivendicare la riparazione delle atrocitá subite e separarti dalla marmaglia dei bianchi sfruttatori e colonizatori. La miscelazione tanto cara e importante nella cultura brasiliana sta passando per un forte revisionismo.
A mio avviso tutto ció é imposto dalla propaganda di certi settori politici che si possono individuare nei democratici neoliberali insieme ai neocons americani.
Stanlio
Stanlio
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A proposito link rotto miiiiiiiinchia si autodefiniscon "comunisti" o quel che è da Putin in giù, poi qualcosa devesser sicuramente andato storto ehm, Stalin docet...


lector
lector
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Robespierre fu un assassino invasato e crudele, reso ancora più crudele dall'altezza del compito che, dalla Storia, credeva che gli fosse stato assegnato. Il saperlo cambia la nostra opinione sull'Ancien Règime e rende la Rivoluzione Francese un evento meno epocale (e - probabilmente - necessario)?
Le basi ideologiche di quella Rivoluzione erano deboli: Rousseau e Voltaire erano dei polemisti più che dei saldi pensatori politici ed il modello della "Gloriosa Rivoluzione" inglese del secolo prima non era trapiantabile ex abrupto nella Francia di Luigi XVI. Per questo ed altri motivi quella Rivoluzione fu un fallimento e, con quel fallimento, per oltre un secolo ci si è dovuto fare i conti.
E ci si è dovuto fare i conti perchè nonostante tutti gli errori ed i fallimenti, le mostruosità e le deviazioni e le sofferenze e le contraddizioni una cosa era evidente: non era concepibile tornare all'Ancien Règime. L'Ancien Règime era peggio.
Straordinario come, di tanto in tanto, si senta la necessità di ribadire l'ovvio: che Stalin sia stato un criminale e che il comunismo in Russia abbia fallito...
Il bello è che, però, poi da questo sembrerebbe derivare l'assunto che il liberalismo sia il Migliore dei Mondi Possibili (leggo anche l'affermazione che chiunque può diventare imprenditore!).
Noi siamo stati spettatori (qualcuno anche figlio) di un fallimento, ma con quel fallimento dovremo fare i conti. A meno che non si sia felici di morire di ultraliberismo.
Se, poi, vogliamo dirci che il fallimento del progetto politico di Hitler e di quello di Lenin siano sullo stesso piano...


Stanlio: tutta sta tiritera per far il confronto tra Hitler e Lenin? per farla breve, uno voleva la supremazia ariana a discapito di chi non lo fosse e l'altro la supremazia di classe a discapito di chi non la pensava come lui ehm, discapito = eliminazione o nel migliore dei casi sfruttamento fisico, psichico e morale che avrebbe portato all'eliminazione in poco tempo dei discapitati...
lector: No tutta 'sta tiritera per dire che qui continua ad uscire fuori una certa puzzetta di fascismo e che, chi non la sente ha solo imparato a turarsi il naso.
Il problema è l'ultraliberalismo che ammorba le nostre vite e che in certi discorsi del cazzo ("e allora Stalin??" ) trova nuova linfa vitale.
lector: E di Lenin - fidati -non ci hai capito un cazzo!
Stanlio: Il fascismo non morirà mai purtroppo l'abbiamo visto che li butti fuori dalla porta e lui rientra dalla finestra.

Parli di quel Lenin che voleva la pena di morte a tutti i costi per portare avanti i suoi aberrato scopi?
Beati te e Carlos che avete capito tutto....
lector: Il fascismo non morirà finchè ci sarà chi si diverte ad alimentarlo. Io non ho certo capito tutto ma non è che mi vado a leggere due cazzate su wikipedia e dico la mia su qualunque cosa.
Hank Monk: ah oh Lector...l'ultraliberismo è l'unica ideologia imperante.
E purtroppo i "progressisti" di oggi ne sono il bastione più saldo e (a parere mio) il vero nemico.

Poi mi sbaglierò eh, però l'unica propaganda che oggi può servire NON è quella contro quei pupazzetti da odiare che ci presenta il mainstrem (inutili e creati apposta per avere un nemico) ma appunta i "progressiti" che son passati dal votare PCI a votare PD (fino ad arrivare ad insultare la gente umiliata sul lavoro perchè non aveva quel tesserino di merda) senza fare un plissè.
Serve razionalizzare in questo senso, il resto serve solo a convincere questa gente di essere nel giusto.
luiz: 😂😂😂😂😂 Intanto il liberismo è un sistema economico, non è un'ideologia. Poi l'ultraliberismo" chissà dove cazzo lo vedi nel mondo. Leggere i comunisti che parlano di economia è davvero uno spasso. E fanno anche i professorini di sto cazzo di fronte a qualcuno che magari s'è magnato un migliaio di libri di economia.
Stanlio: ah beh se è solo per questo allora siamo in due a non leggere due cazzate su wikipedia e dire la propria su qualunque cosa, ho solo letto "Koba il Terribile. Una risata e venti milioni di morti" di Matin Amis e poi ho detto la mia, leggitelo pure tu e scoprirai anche qualcosa su Lenin che non sapevi oltre che di Stalin e se non sarà così fammelo sapere.
Ermes: Condivido @[lector] la tua valutazione sulla Rivoluzione francese.
Invece, non condivido il giudizio negativo sul liberalismo, o sull’ultra-liberalismo, che non mi pare, in alcuna maniera, imperante nell’epoca della passione punitiva (vd. Fassin).
Personalmente mi definisco un liberale. Premetto che la mia prospettiva è quello del penalista, che – nelle aule di giustizia – maneggia quelle garanzie che traggono linfa dal liberalismo penale e che tentano di porre un qualche argine a un diritto penale tendenzialmente arbitrario, dal principio di legalità (nessuna può punito se non in forza di una legge), a quello di colpevolezza (nessuna punizione senza rimproverabilità), ecc. Tanto premesso, dalla mia prospettiva, il liberalismo è massa critica nei confronti del potere statuale: prima l’uomo, poi il leviatano. Non intendo ora approfondire se questo dover essere è un Sollen che non necessita di dimostrazione, oppure se una società di uomini liberi rappresenta, hic et nunc e dal punto di vista empirico (vd. Beccaria), con lo Stato di diritto, il sistema che garantisce maggiori livelli di ‘benessere’.
La libertà – intendo, da un ristretto punto di vista, la libertà quale possibilità di fare e sperimentare senza intromissioni ad opere del detentore della violenza legittima, senza la minaccia kafkiana del processo – deve (vd. Cost.) essere la regola, la coercizione l’eccezione. Pure non disconoscendo l’amara necessità della pena, il suo impiego deve essere sottoposto a un severissimo vaglio (banalmente, perché punisco? razionalmente quell’obiettivo è raggiungibile?). Il liberalismo è, quindi, il punto di attacco di un diritto penale che è un male in sé e il cui impiego deve essere sottoposto a rigidissimi controlli. Viceversa, porre prima il leviatano rispetto all’uomo, rischia di fare dell’uomo mattone per costruire ideali società perfette ad opera di ipotetici ingegneri sociali che tutto sanno e tutto conoscono. Ora, fuori dal liberalismo come difendere la primazia dell’uomo rispetto al Leviatano?
Stanlio: "ingegneri sociali che tutto sanno e tutto conoscono", top
Hank Monk: Parlo per come lo intendo io.
Il liberalismo ""progressita"" è una ideologia, l'ideologia che afferma l'uguaglianza formale ma nega (o ignora) quella sostanziale. Se pensi a un individuo de-socializzato non sei per una società che debba esprimere delle istituzioni che portano al superamento delle differenze materiali che impediscono all'eguaglianza nella sostanza (istruzione, alloggio e sanità adeguati per tutti).

Dopodichè non sono affatto per uno stato etico che debba ingegnerizzare la società.
Lo stato etico in Italia l'ha provato a creare un personaggio che parlava da un balcone (e che era espressione del capitale liberale internazionale) e potrebbe anche essere un desiderio di una ristretta cerchia di ricconi che vogliono disegnare il mondo a loro immagine e somiglianza (ipotesi).
Credo che la deriva in tal senso sia maggiormente contenibile in una società dove TUTTI possono partecipare alle istituzioni piuttosto che in una dove appunto sono una ristretta di persone che controllano il potere.

Detto questo "Stalin cattivo in URSS non ci avrei voluto vivere" grazie graziella.
Però ragionare emotivamente per fare vedere di essere tanto buoni perchè odi "il cattivo" invece di ragionare con razionalità alla fine porta solo a difendere il sistema vigente (che spero sia al collasso...così dopo tempi bui vivremo tempi buissimi XD)
Hank Monk: "Ora, fuori dal liberalismo come difendere la primazia dell’uomo rispetto al Leviatano?" -> con la partecipazione e l'eguaglianza sostanziale.

Che poi da ignorante eh, temo che si faccia confusione tra comunismo\socialismo e Stalin.
Che lo stato debba controllare ogni aspetto della tua vita non c è scritto da nessuna parte direi.
Il fatto di socializzare i mezzi di produzione (per lo meno la grande produzione strategica) secondo te ti aiuta di più o di meno a controllare il Leviatano?
Ermes: @[Hank Monk] Ovviamente la mia idea di liberalismo non nega l’eguaglianza sostanziale, che io intendo nel solco dell’art. 3.2 Cost. (è compito della Repubblica, n.d.r. non solo dello Stato, rimuovere..). Del resto, è questa l’idea che anima il compromesso ‘alto’ costituzionale. Una società di uomini liberi senza ‘eguaglianza sostanziale’ non è una società di uomini liberi, ma una società del privilegio. Possiamo, poi, discutere della misura dell’intervento statuale per attuare questo compito, che io non nego in alcuna maniera l’idea. Non credo, però, che l’eguaglianza possa essere attuata con il maglio della pena: 1. per ragioni umanitarie; 2. perchè non la trovo ‘utile’ rispetto allo scopo. Il diritto penale minimo, di matrice liberale, non implica necessariamente uno Stato minimo.
Invece, non concordo con la tua risposta alla mia domanda: "Ora, fuori dal liberalismo come difendere la primazia dell’uomo rispetto al Leviatano?" -> con la partecipazione e l'eguaglianza sostanziale.
In relazione alla partecipazione, la democrazia non credo si esaurisca nel meccanismo partecipativo, ma che si misuri anche, salvo gli interventi statuali per esigenze anche redistributive, negli spazi che lascia liberi dalla sua regolazione: per permettere agli individui, ai corpi intermedi, di fare e sperimentare, all’interno della cornice fissata pure dallo Stato.
In relazione all’eguaglianza sostanziale, senza la libertà di cui sopra, libertà dallo Stato, non credo che garantisca alcuna primazia dell’uomo, anzi: semplificando brutalmente, posso avere il pane e un tetto, ma non poter esprimere il mio pensiero, la mia sessualità, la mia personalità senza che lo Stato si intrometta, anche con il bastone della punizione.
Ultimo punto. “Il fatto di socializzare i mezzi di produzione (per lo meno la grande produzione strategica) secondo te ti aiuta di più o di meno a controllare il Leviatano?” Non credo, avremmo semplicemente più Stato. Ora, può essere conveniente, nel solco dell’art. 3, comma 2 Cost.? Non saprei, è il problema della ‘misura’ dell’intervento dello Stato in economia. Siamo fuori dalla mia area di competenza. Comunque sia, lo Stato imprenditore non credo, storicamente, che abbia portato risultati positivi. A questa idea si contrappone quella, più europea che italiana, che la concorrenza, nei limiti fissati dallo Stato regolatore - il mercato, regolato - garantisca maggiormente i valori sociali. Non sciolgo l’alternativa - chi maneggia il diritto penale, in genere, si limita a negare, a ragione, l'utilità della pena - ma soltanto per dire che non si nega o ignora ‘l’eguaglianza sostanziale’, ma si discute degli strumenti attuativi.
Hank Monk: " Non credo, però, che l’eguaglianza possa essere attuata con il maglio della pena" -> ah ma io sono totalmente d'accordo con quanto scrivi eh,. per quanto riguarda questa parte.
Sopra avevo fatto l'esempio del GP perchè tempo fa con Stanlio si litigava dato che lui e altri pensavano che fosse giusto privare delle cure chi non faceva come dicevano loro (dal farsi un vaccino o andare in montagna senza le scarpe giuste). E mi faceva ridere che chi critica Stalin poi in realtà sia a favore di uno stato etico che possa privare la gente dei diritti fondamentali.

"non si nega o ignora ‘l’eguaglianza sostanziale’, ma si discute degli strumenti attuativi" -> sì il tuo punto l'avevo capito e lo condivido. Non sono affatto per uno stato etico (soprattutto non in regime capitalistico = fascismo).

"semplificando brutalmente, posso avere il pane e un tetto, ma non poter esprimere il mio pensiero, la mia sessualità, la mia personalità senza che lo Stato si intrometta, anche con il bastone della punizione." -> eh non so, io sto vedendo invece che ultimamente la sovrastruttura ideologica "dei diritti civili" serve per portare avanti un individualismo metodologico che di fatto vuole dire distruggere i diritti sociali.
Potrei dire la stessa cosa invertita di segno: che bello potere divorziare e cambiare sesso come voglio...peccato che poi non ho il pane in tavola.
Con uguaglianza sostanziale intendo dire considerare anche gli strumenti economici e intellettuali per essere liberi; in una società dove ognuno ha gli strumenti materiali per essere indipendente pensi davvero che potrebbe esistere uno Stato che micro regola la tua vita?

Cmq sì, era pour parler che poi io faccio un po' del qualunquismo e soprattutto per dire che il ragionare emotivamente di volta in volta identificando un cattivo da odiare per sentirsi più buoni serve solo a sostenere lo status quo e non permette una razionalizzazione delle istituzioni ma solo pensare che le cose brutte del mondo siano dovute a qualche pazzo che si sveglia storto alla mattina.
Stanlio: Guarda HM che criticare Stalin rimarrà sempre cosa buona e giusta checchè la pensino coloro che appoggino minimamente le idee ed il fare di codesto pazzo che si svegliava storto ogni mattina della sua dannatissima vita.
Hank Monk: Sì Stanlio ma non hai appunto capito cosa dicevo:
"l ragionare emotivamente di volta in volta identificando un cattivo da odiare per sentirsi più buoni serve solo a sostenere lo status quo e non permette una razionalizzazione delle istituzioni ma solo pensare che le cose brutte del mondo siano dovute a qualche pazzo che si sveglia storto alla mattina."

"Stalin cattivo" se permetti = grazie ar cazzo.

Se "Stalin cattivo" serve per liquidare tutto il discorso socialista e ridurlo a un totalitarismo allora torno al mio discorso di inizio commento.
luiz: il liberismo è una cosa, il liberalismo è un'altra.
luiz: Ce ne fosse stato mai uno di comunista buono...Perfino il vostro cazzo di Che Guevara che vi portate sulle t-shirt è stato un mostro che elogiava nel proprio testamento: "l’odio che rende l’uomo una efficace, violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere".
Stanlio: Quello che non ha capito sei tu caro HM poiché ti sfugge il fatto che del solo "Stalin cattivo" non me ne fotte un cazzo come non me ne fotte dei vari Lenin, Hitler, Mussolini ecc. i quali lasciati da soli si cagavano addosso dalla paura e dalla paranoia, me ne fotte invece dei milioni di persone che li hanno sostenuti ed appoggiati nei loro vaneggiamenti intrisi di ipocrisia, violenza e sete di potere, agganciandosi ad idee dove in primis veniva a mancare la libertà in ogni sua forma e dove l'uomo diveniva una marionetta azionata da una ristretta elite di figli di puttana.
luiz: @[Stanlio] perchè l'utile idiota never dies, purtroppo.
Hank Monk: Oook boomer
lector: Caro Ermes, grazie per aver voluto reagire al mio breve intervento. Tu ed Hetzer (spero stimolati dalla mia breve noticella) avete arricchito un dibattito che aveva ormai assunto toni da rissa tra tifoserie. Da tempo certi interminabili flames mi hanno rotto il cazzo (tanto che intervengo sempre meno ed ero anche piuttosto restio ad intervenire qui), invece leggervi mi è risultato stimolante (anche senza, necessariamente, essere d’accordo) e mi ha ricordato perché bazzico questo bar. Mi scuso, quindi, se la mia risposta sarà (per ambedue) probabilmente parziale e poco esaustiva: abbiate vénia il tempo a mia disposizione è sempre più poco (guardate a che orari riesco a passare)ed i miei poveri e stanchi neuroni fanno quel che possono!
Qua si passa dalla storiografia alla analisi economica, dalla teoria politica alla filosofia del Diritto!
Insomma, fantastico, ma io - alla fine – in tutto questo bailamme un certo numero di fesserie pure finisco per dirle!
Capisco (spero di capire) la tua posizione e, nel modo in cui tu lo usi, il concetto (oddio “concetto”! Perdonami se uso una terminologia così pedestre!) di “liberalismo” assume altre valenze che io – in parte e solo in parte – posso anche accettare.
Prima o poi ripasserò di qua e con maggiore lucidità, spero (e questa è una minaccia) ti risponderò in modo più lucido. Per ora mi limito a cercare di dirti quello che penso rispetto alla tua domanda finale.
“Ora, fuori dal liberalismo come difendere la primazia dell’uomo rispetto al Leviatano?”
Hobbes su questo è chiaro: non si può! Il padre del Leviatano ha posto un problema al quale il pensiero liberal-democratico ha potuto ovviare solo aggirandolo: con l’invenzione di un presunto “Diritto Naturale” che – però – se vogliamo anche solo stare ad un pensatore liberale come Burke al di fuori dello Stato semplicemente non esiste!
E’ il Leviatano la fonte del Diritto e la sua forza è l’unico strumento del suo agire. Lo Sato Moderno nasce con la Polizia Moderna…
Ora per un vecchio (ed obsoleto) vetero-qualcosa come me, Diritto e Giustizia sono cose diverse e lo Stato non realizza né l’una né l’altro, ma i termini ed i contenuti della sua gestione della Legalità sono un portato (posso dire una sovrastruttura) dei rapporti economici. Finchè non vi saranno rapporti economici “giusti” non vi sarà “giustizia” ma solo coercizione.
Scusa la pochezza delle mie argomentazioni, la tua domanda avrebbe richiesto ben altro sfoggio dialettico. Ho fatto quel che ho potuto per mostrarti il mio punto di vista e spero, almeno, di essermi fatto capire. Leggerò con interesse, certo di imparare qualcosa, le tue eventuali annotazioni a queste mie (se vorrai) e te ne ringrazio comunque.
lector: @Hank Monk
Queste cose ce le siamo già dette e ridette e, credo, che il mio pensiero - ormai - ti sia chiaro come il tuo, penso, sia chiaro a me.
Se per combatter il fascismo debbo diventare conservatore è giravolta che la mia povera anima, ormai invecchiata, proprio non riesce a compiere!
Hank Monk: Ma no lector, nessuna ha mai sostenuto che si debba diventare conservatori.
Ho sempre e solo detto che è più utile argomentare contro certo neo liberismo progressista (sistema oggi imperante) piuttosto che contro certi figuri che non hanno alcun vero potere e servono solo a polarizzare la discussione così da mantenere lo status quo.
luiz
luiz
Opera:
Recensione:
Sulle conoscenze storiche dei qui presenti vetero-bolscevichi direi di stendere un velo pietoso. Repressioni preventivo-categoriali, esecuzioni, deportazioni, impiccagioni, torture di massa, decosacchizazione, l'uso della carestia per liquidare i nemici etc. iniziarono proprio con Lenin. Basta leggersi il libro di Mel'gunov Il terrore rosso in Russia (1918-1923) per farsene giusto un'idea. I casi sono 2: a) siete completamente ignoranti, quindi informatevi meglio b) siete consapevoli di ciò che fece Lenin, ma lo idolatrate lo stesso perchè siete degli esseri immensamente spregevoli


Stanlio
Stanlio
Opera:
Recensione:
Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore
e cerca di amare le domande,
che sono simili a stanze chiuse a chiave
e a libri scritti in una lingua straniera.

Non cercare ora le risposte
poichè non saresti capace di convivere con esse.

E il punto è vivere ogni cosa.

Vivere le domande ora.

Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano giorno
in cui avrai la risposta.

.:. Rainer Maria Rilke. :.


Hetzer
Hetzer
Opera:
Recensione:
@[lector]
Dalle Rivoluzioni, per definizione, non si torna indietro.. Quella francese si inquadra e si impernia in una situazione politica europea (che tu trascuri o ignori) che rendeva l'egemonia politico-militare che la Francia godeva sul continente il terreno perfetto per il crollo dell'Ancien Regime.. In sostanza, senza più Spagna e Impero da combattere, con l'Inghilterra isolata dalle dinamiche continentali, l'assolutismo, con la sua politica dinastica e post-feudale, non era semplicemente in grado di garantire lo status quo e di affrontare la modernità.. Il nazionalismo, negli anni post-restauraizone, fece poi il resto..
In Russia, il crollo dell'Ancien Regime zarista portò alla sostituzione di un'élite con un altra, e la Rivoluzione fu più di forma che di fatto.. A meno che non consideriamo rivoluzionario il modo molto più capillare e violento con cui il bolscevismo gestì il dissenso e catalizzò le risorse..
Detto questo, tu senti puzza di fascio perché il fascismo lo hai nei setti nasali.. A te serve il nemico: se non è il fascismo, è il neoliberismo..
Il fascismo è morto: la sua anima è stata catturata mentre scappava come un cane, gli hanno sparato in faccia, il porco è stato appeso per i piedi.. Mentre i rossi godevano, il fascismo è stato sventrato dalla Costituente, e i suoi pezzi dispersi nei cervelli-cesso di qualche imbecille sconfitto dalla storia, morti e morenti con lui.. Sai perché non esiste la parola "antifascismo" nella Costituzione? Perché se hai una democrazia (come noi abbiamo) l'antifascismo non serve, è inutile, è negromanzia, è morbosa voglia di pisciare in faccia a un cadavere.. Non mi dire che i falliti di FN sono fascisti, per cortesia, perché se è fascismo quello, io sono Gioacchino Murat.. Quelli sono infami che vivono un perenne carnevale, e che il nostro Stato ha istituzionalizzato e neutralizzato, con il loro 0,merda% che prendono alla elezioni.. Alcuni vanno allo zoo a ridere delle scimmie che si spulciano e a fotografare i leoni depressi con i testicoli all'aria, altri (molti meno) votano Forza Nuova.. È fascismo quella roba? Dove sta il fascismo? Nel green pass? Nell'assistenzialismo mafio-terron-paternalistico del RDC? Nel puritanesimo che non vuole farti pronunciare la parola "ricchione"? Nella Meloni, che raccoglierà una messe elettorale solo perché è stata abilmente all'opposizione di una sinistra che da due anni e rotti fa talmente schifo al cazzo da farsi commissariare dall'Europa? Da dove viene il puzzo? Dall'economia di mercato che se ne fotte della politica? Dalla Russia? Da debaser?


lector: Caro Hetzer, al netto di quello stile cordialmente colloquiale e simpaticamente assertivo che, da sempre, ti contraddistingue e che ti rende un beniamino del sito (…), ti voglio ringraziare per aver voluto reagire al mio breve intervento. Tu ed Ermes (spero stimolati dalla mia breve noticella) avete arricchito un dibattito che aveva ormai assunto toni da rissa tra tifoserie. Da tempo certi interminabili flames mi hanno rotto il cazzo (tanto che intervengo sempre meno ed ero anche piuttosto restio ad intervenire qui), invece leggervi mi è risultato stimolante (anche senza, necessariamente, essere d’accordo) e mi ha ricordato perché bazzico questo bar. Mi scuso, quindi, se la mia risposta sarà (per ambedue) probabilmente parziale e poco esaustiva: abbiate vénia il tempo a mia disposizione è sempre più poco (guardate a che orari riesco a passare)ed i miei poveri e stanchi neuroni fanno quel che possono!
Dunque io “trascuro o ignoro” (a proposito di giovialità dei toni…) il contesto di politica europea che prepara il crollo dell’Ancien Régime. Magari forse, anche se credo di poter dire la mia su quelle vicende storiche (ma magari mi illudo), il fatto è che in quelle due righe non volevo fare una approfondita analisi della Rivoluzione Francese ma prendevo velocemente spunto dalla stessa per dire un’altra cosa: che se usciamo dai toni da tifo calcistico e sostituiamo certi nomi con altri magari (dico magari…) cogliamo il punto della situazione che - cioè – il fallimento (fallimento! E chi lo nega?) di quel processo rivoluzionario ha aperto questioni con le quali stiamo ancora facendo i conti. Le due Rivoluzioni sono diverse? E grazie al cazzo, scusa! La tua analisi è valida anche se parziale e “trascura o ignora” alcune questioni (tipo la struttura della società russa che rende il concetto di “borghese benestante” leggermente fuorviante), ma potremmo pure stare qui a farci la punta al pisello annoiandoci noi e chi, per sua sfortuna, si trovasse a passare da queste parti.
Andiamo al punto: quella che per te è l’impossibilità dell’utopia comunistica nega la possibilità di concepire altre alternative a quella roba che è sopravvissuta allo scontro rivoluzionario? E’ possibile partire da certi errori per pensare un mondo diverso o quello che abbiamo è il Migliore dei Mondi possibili? La Restaurazione seguita alla Rivoluzione Francese sembrava aver seppellito per sempre certe idee che si presentavano agli occhi dei più ancora lorde di sangue e l’utopia egualitaria era bollata quale madornale sciocchezza, oggi ci sono ancora re e principesse, ma da quella Rivoluzione, forse, non è emerso un vincitore ma un chiaro sconfitto sì.
lector:
Io vedo il fascismo dappertutto? Forse sì: divento vecchio e la mia paranoia cresce con me (e l’avere figli ancora piccoli la rafforza). Magari è sul termine “fascismo” che dovremmo intenderci. Quella roba di saluti romani ed olio di ricino, magari sì, spero si possa consegnare al dimenticatoio della Storia ma bombe che fanno stragi col benestare di parti dello Stato, gente sparata o massacrata di botte (da una parte e dall’altra perché i martiri fanno sempre comodo), gladiatori e pidduisti che alterano i processi democratici (il tutto sempre nella totale impunità), questa roba come vogliamo chiamarla? Se fascismo non ti piace suggerisci pure altro; sono Storia recente avvenuta nel contesto salvifico e sacralmente democratico di quella Costituzione di cui parli; e se questo è – comunque – il passato (forse) i campi di concentramento in Libia pagati anche da noi e la conta quotidiana dei morti sul lavoro, uccisi da una “economia di mercato che se ne fotte della politica” ma che si abbevera nel controllo delle dinamiche del consenso popolare, giusto per dire le prime cose che mi vengono in mente come vogliamo chiamarli?
Magari la puzza di fascismo è nel mio setto nasale o, magari, è il tuo benessere (spero che tu sia in una condizione di benessere) che ti ha anestetizzato l’olfatto.
Vabbe, ci siamo capiti, spero. Tanto tu sei quello che preferisce gli EL&P ai VDGG…(e magari sei pure juventino), quindi noi vivremo sempre su pianeti diversi 😊)
macaco: Minchia che commento!
L´esempio calzante é il fenomeno antifa. Si vestono da antifascisti per mostrare il peggio del fascio vestito da politicamente corretto. Io non mi fido piú di niente e di nessuno, creano una confusione tale che non sai piú come muoverti.
Qua danno del fascista a Bolsonaro, e io rispondo provocatoriamente che magari lo fosse, di certo non permetterebbe la vendita di settori pubblici strategici, prenderebbe a calci in culo chi in nome delle corporation interferisse negli affari di stato e di governo. Invece ha un ministro dell´economia superneoliberale e banchiere. Da quello che ne só io un fascista deve essere anche nazionalista, invece non esiste contrasto all´internazionale globalismo che mette in secondo piano le nazioni e con esse mette il giogo agli stati e di conseguenza provocando un graduale decadimento di diritti civili.
lector: @[macaco] se quel "voi" è riferito a me ti direi che è troppo: continuiamo pure a darci del tu!
Il fascismo degli antifascisti è argomento scioccherello che da te non mi aspetterei, fai pure le pulci a quanto scrivo che di sicuro è più che lacunoso, ma ti prego, risparmiami certe formulette, così magari anche io imparo qualcosa.
Se poi ti piace così tanto Bolsonaro, cosa vuoi che ti dica? Goditelo!
Ah, il nazionalismo è solo un ingrediente (e neanche essenziale) di un certo fascismo "storico". Il fascismo è il cane da guardia del potere economico è un parassita che si adatta al corpo che infetta e muta a seconda del bisogno (lo diceva lo stesso Mussolini, in altri termini, in un famoso discorso che ora -scusami - non riesco ariportarti)
macaco: Caro Lector abbiamo risposto insieme, quello che hai scritto l'ho letto solo dopo.
lector: A rileggere mi era venuto il dubbio che non avessi capito un cazzo...
macaco: Sono inconvenienti di percorso. Mai userei tono irrispettoso con te visto che hai la grazia di saper discutere con chi la pensa diversamente.
s7: basta con il fascismo......ci sono tanti problemi da pensare in questo paese, la crisi economica su tutti......
Stanlio
Stanlio
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Recensione:
Chi sta in alto dice pace e guerra

Sono di essenza diversa.

La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.

La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.

Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.

La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.

.: Bertolt Brecht :.


RamirezAlHassar
RamirezAlHassar
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"Ove il mio dissenso s'inasprisse, dell'amor tuo desio,
germogli il crisantemo
Chi predicò la fama d'una mesta compagnia?
sol ignude gesta, qual dagli comuni beni
siffatta si rivelò menzogna nel comune vivere"
-Fabio Bartolo Rizzo


macmaranza
macmaranza
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Recensione ineccepibile. E basta!
E non te la pigliare, Stan, ché "contro la stupidità neanche gli déi possono nulla".
Isaac Asimov "The Gods Themselves". Urania.


Stanlio: anfatti, ok nun me la pijo, grazie macboy
Confaloni: Da lodare la scelta di Stan di proporre anche citazioni poetiche. Denota non solo un buon bagaglio culturale ma anche una certa sensibilità (e ciò non guasta nell'ambito di Debaser..).
Hetzer
Hetzer
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@[lector] stimolare un dibattito e confrontarsi sui punti di vista è un po' l'acqua della vita di questo sito, quindi mi fa piacere che il mio intervento ti abbia fatto piacere.
Giustamente non è il caso di farci le pulci a vicenda, ma sulla questione del paesaggio politico sociale russo, non si può negare che praticamente nessuno dei leader bolscevichi o sovietici della prima ora fosse un vero e proprio proletario; l’eccezione più lampante fu forse Kruscev, che guarda caso, fece ciò che fece durante il XX congresso del PCUS… Ma tralasciamo questi “dettagli”…
Comprendo il tuo discorso, ma credo che il “metro di misura” (Rivoluzione Francese – di Ottobre) funzioni molto poco, per i motivi già espressi; il punto è che proprio come rivoluzioni, come contesto e come conseguenze si tratta di due mondi molto diversi. Dall’una nasce un’Europa se non altro secolarizzata (semplifico enormemente, lo so), dall’altra una poderosa élite di stampo assolutista e una potenza continentale di fatto imperialista.
Il nostro non è il migliore dei mondi possibili e allo stesso tempo lo è: in realtà una tale valutazione, che suona fastidiosamente moralistica, non ha senso. E per capire cosa di buono qualsiasi rivoluzione abbia lasciato, allora bisogna guarire dalla malattia dell’ideologismo, bisogna distruggere i miti storiografici; nel caso specifico bisogna studiare per bene il quadro strategico delle due Guerre Mondiali e della Guerra Fredda. Come fai a fare una sintesi seria quando in un Paese Democratico ci sono politici e intellettuali che ad oggi considerano l’Unione Sovietica la salvatrice d’Europa, la resistenza partigiana il momento definitivo e insostituibile della lotta contro il nazifascismo, invocano l’Ucraina del 2022 come alfiere della libertà all’est, pensano che il Duce “abbia fatto anche cose buone”?
Forse è solo una questione di ricambio generazionale: un giorno, le ideologie e l’ideologismo moriranno, e rimarranno solo i fatti, i numeri, i nomi. O forse no, forse anche questa, come il Comunismo stesso, è utopia. Vedremo.
La roba che tu etichetti come o accosti concettualmente al fascismo è qualcosa di pregresso su cui il fascismo è stato innestato: malaffare, mafia, prepotenza, sfruttamento, disuguaglianza, intimidazione, violenza, interessi, lobbysmo, corporativismo, società umana del XX secolo. Mettici un Regno di miserabile provincia, una velleità coloniale da sempre frustrata e mai sopita, la rabbia per aver mangiato fango e gas per 3 anni senza ottenere praticamente nulla, una compagine di opposizione pulviscolare e litigiosa, aggiungi le istanze che originano A SINISTRA di uno statista più abile di Hitler e avrai il tuo fottuto ventennio. Come il nazismo, come il comunismo, il fascismo non spunta dal terreno e non si rigenera come un lobo del fegato; ti serve come minimo, ma proprio minimo minimo minimo una Guerra Mondiale (e che Guerra Mondiale…), per poter anche solo pensare a come mandare in pressione il popolo e iniziare a manovrare il tuo mostro.
Io vivo nel benessere perché vivo in e con ciò che mi sono guadagnato e per cui ho cacato sangue e salute, e ho personalmente avuto più problemi e visto più lordure negli ambienti della c.d. sinistra, te lo posso assicurare. E non parlo solo dei sindacati…
@[macaco] , ho passato buona parte della mia adolescenza negli ambienti antifa & “antagonisti”, se non altro perché girava gisvalda cazzutissima: si potrebbero sbrigatemene definire degli infami squadristi, ma quando li penso a sabotare i cantieri della TAV o a fare a pezzi arredi urbani, mi viene da accostarli a una perversa manifestazione di parassitismo sociale, e definirli “fascisti” è quasi un complimento.


lector: Capisco quel che dici anche se, inutile ribadirlo, per molti aspetti non lo condivido: non credo che la Storia possa mai ridursi a nomi, cifre e fatti, non penso che la repressione violenta delle istanze sociali possa essere ridotta a conseguenza di malcostumi endemici (così come non riesco a ritenere un militare torturatore o uno che mette una bomba in una stazione dei semplici criminali), ritengo ancora la Resistenza l'unico, vero momento di riscatto di questo Paese e penso che la struttura del mercato del lavoro e le dinamiche della redistribuzione della ricchezza (e/o delle risorse) siano nell'attuale contesto storico talmente ingiusti che non potranno durare ancora per molto. Credo anche che autoritarismi e intolleranze abbiano bisogno di molto meno di un paio di guerre per manifestarsi e per ammorbare il vivere civile così come ritengo che l'origine più o meno borghese dei leader sovietici non sia la principale spiegazione degli errori di quella rivoluzione; detto così rapidamente ed a random.
Ma non credo che tu ti aspettassi di convincermi come io so che non ti farò cambiare idea, però questo scambio mi ha costretto a fare i conti con gli aspetti che, anche io, ritengo deboli del mio punto di vista; e questo è un arricchimento.
Io le lordure più schifose le ho viste nei sottoscala del potere economico e politico dove tante mezzecalzette che ho conosciuto anche troppo da vicino erano disposti a commettere le peggiori infamie pur di tenersi stretta quella parvenza di benessere che credevano di aver raggiunto; per questo pur avendo faticato (e non poco) per ottenere quello che ho, tendo a non sottolinearlo, poichè non mi sento in colpa.
Hetzer: In effetti non condividiamo il reciproco punto di vista, ma almeno su questo siamo d'accordo! Puntualizzo solo che sì, la Storia, in quanto scienza, non debba già ridursi, bensì debbi imperniarsi e svilupparsi su dati, nomi, fatti, volumi, e non ideologismi.. Condivido con te lo schifo per la piccolezza dei mezz'uomini col culo a ventosa e degli infami pronti a danneggiare chiunque pur di strisciare un metro più in su.. Ricordati che i vermi non posso né inchinarsi né inginocchiarsi, e ricordati che tu, come me, sei sicuramente migliore di loro.. Migliore in che termini? Migliore e basta..
Confaloni: L'accenno compiuto da Hetzer alla figura di Kruscev è azzeccato e mi ha sempre colpito il seguente episodio. L'attore francese Yves Montand, ancora di simpatie comuniste, durante un viaggio in URSS fra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta del secolo scorso fu talmente colpito dalle misere condizioni di vita del popolo russo da pensar bene di esternare la sua indignazione allo stesso Kruscev. E questi, candidamente ed onestamente, non pote` fare altro che dargli ragione ed ammettere che di ciò non si poteva dare la colpa al solito nemico esterno (genericamente l'occidente) ma darne responsabilità ai tanti limiti e difetti dei russi stessi.
Hetzer: @[Confaloni] Kruscëv è senz'altro interessante come leader sovietico, se non altro per la sua lucida valutazione sulla necessità di non surriscaldare, nonostante tutto, le tensioni delle guerra fredda.. Non fu estraneo all'autoritarismo imperialista che ormai era parte integrante della dottrina politica e sociale sovietica, ma la sua condanna dello stalinismo, la sua idea di coesistenza col nemico occidentale e la sua genuina estrazione proletaria lo rendono un'anomalia della parabola sovietica.. Dopo di lui, i caratteri ieratici, repressivi e vetero-zaristi della rivoluzione, già emersi con Lenin e pesantemente sclerotizzati da Stalin, diventeranno endemici e irreversibili..
Salesuliveires
Salesuliveires
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Al di là di Krusciov e Ivo Libi/Yves Montand, vi traccio o per dirla più "papale papale" cerco di tracciarvi brevemente il sostanziale distinguo fra le 2 famose paroline <<Liberismo>> e <<Liberalismo>>.
La prima delle due, in soldoni è una Dottrina Economico-finanziaria che declama un sistema, in origine anti-statalista, fatto di Concorrenza di Tipo Libero (da cui il nome) all'interno di uno Stato; una dottrina sviluppatasi in Occidente tra la II Rivoluzione Indust. (durante cui sorsero molte industrie produttrici delle armi) e il periodo d'affermazione di più regimi totalitari nei principali 3 continenti. Dopo la resa nipponica conseguita alle stragi atomiche d'Hiroshima e Nagasaki, il Liberismo farà la sua prima comparsa in Oriente. Inoltre, pur puntando a rafforzare un ciclo fortemente competitivo tra holding e multinazionali, la dottrina liberista non impedirebbe allo Stato ed agli Enti sussidiari l'erogazione di servizi essenziali irreperibili dai medesimi canali di Mercato (un soprappiù accentuatosi con "atto stipula TTIP" e l'avvio del processo di adozione della "moneta unica Europea").

La seconda invece, nata e sviluppatasi già in quasi tutto il mondo nei primi anni dell'800, deriva dai latini "Liberalia", dapprima celebrazioni del dio Liberpater, e in seguito atti di concessione d'epoca romana tardoimperiale, ed è tuttora un'ideologia anti-statalista, perché è nel contempo una dottrina che si fa promotrice della difesa della libertà individuale ed un movimento politico che, a prescindere dai vari meccanismi di profitto, punta ad affermare un livello di coscienza morale nell'individuo stesso con una forte istanza limitativa verso i vari poteri giuridici e di tassazione dello Stato centrale, dal quale il Liberismo esige, per contro, volontà di mero disimpegno verso l'Economia nazionale in esteso.

A tirar le somme, una persona che si ritiene "ultra-liberista" non sarà normalmente definibile come "ultra-liberalista", bensì come seguace di un eventuale "euroliberalismo finanziario" (fonte dizionari zanichelli 2018) Ciònonostante esiste, ancora in molti portali interattivi tradotti da francese, inglese, tedesco o spagnolo castigliano, piena corrispondenza tra i due (termini) in ultra- perché di coniatura recente ambedue (2007-2008).
Benedetto croce ipse dixit


luiz: In lingua italiana il liberalismo è una ideologia, mentre il liberismo è più un sistema economico/una dottrina economica. Il liberalismo può contenere in sé il liberismo, ma non necessariamente. Le nazioni più liberali del mondo sono la Nuova Zelanda e la Svizzera.
luiz: Comunque non ci sono nazioni nel mondo che seguono il Liberalismo Classico nella sua interezza.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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