L'avevo lasciato davanti al Big Club, sera umida , traffico scarso, figura caracollante che si allontanava sul marciapiede con lo sciccosisssimo abito appeso alla gruccia che ballonzolava sulla schiena.

Era stato uno strano concerto, lui e i suoi sassofoni, solitario e affascinante: quella vecchia spada tirata a lucido mi aveva dapprima perplesso, ma dopo un paio di pezzi avevo accettato il mood, e funzionò. Non ricordo i dettagli, se non quel mezzo sorriso un po' sbilenco e il saluto, dopo poche chiacchiere nel mio improponibile inglese, fuori dal locale. Un bel tipo, John Lurie.

Poi son passati eoni, mi capitò di leggere della sua malattia, il virus di Lyme, di un abbandono dell'attività, poi avevo visto i quadri che aveva iniziato a dipingere (grazie a un link in una recensione su DeBaser, credo), non esattamente memorabili. Mai più pensato a lui, negli ultimi anni. Oggi, però, ho rifatto un salto sul sito di un signore, un vero signore, Borguez, e ho scoperto il recentissimo parto del vecchio Lurie, questo "The Asylum Tapes". Ma non solo: ho scoperto che già nel 1999 aveva inciso un album, sotto le mentite spoglie della figura appositamente generata di Marvin Pontiac, e appena iniziato l'ascolto di quel disco mi son tornati davanti agli occhi la mezzaluna storta del sorriso e quello sguardo beffardo e sornione. Gran disco quello, sorprendente. Qualcuno ci aveva provato, a segnalarlo, qui, sul DeB, ma quella pagina mi era sfuggita, https://www.debaser.it/marvin-pontiac/the-legendary-marvin-pontiac-greatest-hits/recensione , così come la nuova vita di Lurie. Si, "The Legendary Marvin Pontiac Greatest Hits" è un gran bel disco, che la breve pagina di Paolos centra abbastanza.

Ora sto ascoltando questi pezzi, che fatico a descrivere. Siccome Borguez lo fa bene, incollerò le sue parole. Di mio un paio di links nei commenti e la trascrizione di una piacevole sorpresa (sono così rare) che m'è parso giusto condividere (soprattutto con quelli sufficientemente stagionati da associare il nome di Lurie alla memorabile creatura Longue Lizards)

Da Borguez:

"...24 tracce grattate via dal tempo recluso, 24 brandelli di non senso e insanità: perlopiù brevissime ossessioni, tormenti illogici, art brut da rigattiere. hollerin’, canti di prigionia, invocazioni, echi pastorali malsani. l’universo recluso di Marvin Pontiac è abitato da nani da giardino, Godzilla, orsi, maialini fuggiti, rane e un Santa Claus che si presenta in aprile senza pantaloni. ma anche invocazioni di (presunta) sanità e identità, impulsi organici, ingiurie e sconcerie, non sense e la supplica I Want to Get out of Here che assomiglia tremendamente a quel I Scream You Scream We All Scream For Ice Cream reso celebre dal film Down by Law (Jim Jarmusch, 1986) di cui John Lurie curò la colonna sonora e che, nelle ambientazioni sonore, ricorda molto il suono di questo disco.
si sono perse quelle influenze africane presenti nel disco precedente ma sono giunti dal sottosuolo gli echi dei nativi americani (I’Am A Man è un un mantra per il grande spirito): e del resto ci fu un Pontiac ben prima di Marvin!"

http://www.borguez.com/marvin-pontiac-the-asylum-tapes/

Da Dagospia (ebbene si, l'ho trovata lì) intervista a Lurie del 2014:

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/john-lurie-vivo-vive-caraibi-new-york-purtroppo-non-pi-87952.htm

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